I dati purtroppo parlano chiaro: la deistituzionalizzazione non è in atto

di Diritti alla Follia*
Secondo i dati dell’ISTAT aggiornati al 1° gennaio 2024, la residenzialità cresce, i posti letto aumentano, le persone istituzionalizzate sono di più. E non si parla di eccezioni o di soluzioni residuali, ma di un sistema strutturato di residenzialità, in espansione e normalizzato. Cambiano i nomi, si riducono talvolta le dimensioni, ma la sostanza resta: la deistituzionalizzazione, purtroppo, non è in atto
Maurits Cornelis Escher, "Ascent and Descent" ("Salita e discesa"), 1960, particolare
Maurits Cornelis Escher, “Ascent and Descent” (“Salita e discesa”), 1960, particolare

Il Rapporto ISTAT sulle strutture residenziali socio-assistenziali e socio-sanitarie con i dati del 2023, della cui pubblicazione abbiamo appreso dal Gruppo Solidarietà, non lascia spazio a interpretazioni benevole: la residenzialità cresce, i posti letto aumentano, le persone istituzionalizzate sono di più. Al 1° gennaio 2024, infatti, le strutture attive in Italia erano 12.987, con 426.000 posti letto (+4,4% in un anno). E le persone che vivevano in queste strutture erano 385.871, il 6% in più rispetto all’anno precedente. Se questo è il risultato, allora è legittimo dirlo senza giri di parole:
la deistituzionalizzazione non è in atto!
L’ISTAT ci dice dunque che il 78% dei posti letto è in strutture socio-sanitarie; una quota stabile è destinata ad adulti con patologie psichiatriche, persone con dipendenze e minori; la gestione è privata nel 76% dei casi. E non si parla di eccezioni o di soluzioni residuali, ma di un sistema strutturato di residenzialità, in espansione e normalizzato. Cambiano i nomi, si riducono talvolta le dimensioni, ma la sostanza resta: vite organizzate dall’istituzione.

Le Linee guida sulla deistituzionalizzazione, anche in caso di emergenza del Comitato ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità sono esplicite: l’istituzionalizzazione è una violazione dei diritti umani e gli Stati devono smettere di investirvi. Per il Comitato ONU, infatti, spostare persone in strutture “più piccole” non è deistituzionalizzazione; rinominare le strutture non cambia la natura istituzionale; continuare ad ampliare l’offerta residenziale viola la Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità.
Alla luce quindi di quelle Linee guida, i dati ISTAT non sono neutrali, ma certificano una direzione opposta agli obblighi internazionali assunti dall’Italia. Ogni nuovo posto letto è una scelta politica e ogni incremento della residenzialità è un arretramento sul terreno dei diritti.
Il Rapporto ISTAT, pertanto, non racconta un sistema che si svuota, ma un sistema che si consolida. Non una transizione, ma una stabilizzazione dell’istituzione.

*[email protected].

Il presente testo è stato pubblicato innanzitutto nel sito dell’Associazione Diritti alla Follia, poi ripreso dal sito di Informare un’h-Centro Gabriele e Lorenzo Giuntinelli e quindi ripreso a nostra volta, con minimi riadattamenti al diverso contesto, per gentile concessione.
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