Un giovane studente con disabilità arrivato a Bologna dalla Puglia negli Anni Settanta, con il pulmino giallo che lo portava a scuola, in una città già all’avanguardia sui temi dell’inclusione rispetto al panorama nazionale: raccontare quella storia e quelle storie da non da dimenticare, intrecciandole alla scuola di oggi, per ragionare sulla vera inclusione scolastica, è l’obiettivo del podcast cui punta il CDH di Bologna per la cui realizzazione ogni contributo può essere importante
Bologna, Anni Settanta: Michele Morritti è un giovane studente con disabilità, arrivato dalla Puglia. Ha una paralisi cerebrale infantile, è “spastico” come si diceva all’epoca e inizia le elementari prima della legge dell’integrazione scolastica. Dalle elementari all’anno del diploma, Michele vive sulla sua pelle il mutamento di un sistema scolastico che sta imparando ad aprirsi alle persone con disabilità. La sua esperienza, però, vede anche una Bologna attenta e attiva, un unicum, dove molte persone hanno aiutato a costruire un percorso di inclusione in anni molto complessi.
Michele, che per tanti anni ha lavorato anche presso il nostro Centro [CDH-Centro Documentazione Handicap di Bologna, N.d.R.], ha scritto un diario di quegli anni, il primo giorno di scuola, i compiti in classe, il compagno di banco, le prime cotte, i brutti voti, il pulmino giallo che lo portava a scuola… Il suo racconto si intreccia con una città all’avanguardia nel panorama nazionale: a Bologna c’è il Gruppo H del maestro Aldo Costa, che coordina le attività educative per bambini e bambine con disabilità attraverso modalità alternative di insegnamento. C’è il professor Andrea Canevaro, padre della Pedagogia Speciale in Italia. C’è il Centro Bernardi, con servizi di riabilitazione pubblici e gratuiti. C’è il Gruppo del Don (quello di don Edelweiss Montanari), che organizza gite e momenti di socialità molto partecipati. Ci sono il volontariato, il terzo settore e le cooperative sociali…
È proprio tutto questo che vogliamo raccontare attraverso un podcast in tre puntate, facendo convivere in esso diverse voci: una voce narrante, la voce di Michele (interpretata da un attore, in quanto Michele fatica a parlare), le interviste alla famiglia e agli ex compagni di scuola, la voce degli esperti (docenti, pedagogisti, educatori ecc.), spezzoni di voci dal passato, esperti di scuola e disabilità e dell’evoluzione dei diversi approcci negli anni, fino alla voce delle stesse istituzioni scolastiche.
Vogliamo insomma raccontare un’esperienza che non va dimenticata, intrecciandola alla scuola di oggi, per ragionare sulla vera inclusione scolastica.
Produzione, musiche originali, interviste, le spese per il podcast non mancano e quindi ogni contributo può essere è importante tramite la piattaforma presente a questo link.
Grazie dunque a tutti coloro che ci aiuteranno a raccontare questa storia!
*Il sito del CDH di Bologna (Centro Documentazione Handicap) è a questo link.
Per ulteriori informazioni: [email protected] (Valeria Alpi).
Articoli Correlati
- L’arte elogia la follia: la malattia mentale nelle opere dei grandi artisti Spazia dal Medioevo ai giorni nostri il ricco approfondimento dedicato al rapporto tra arte e follia, curato da Stefania Delendati, che scrive tra l’altro: «In un certo senso l’arte, se…
- Se la disperazione diventa un mercato: terapie ingannevoli e autismo Continuano ad emergere casi di genitori che, sopraffatti dalla disperazione, cadono vittime di percorsi alternativi e truffe in cerca di cure e soluzioni per l’autismo. Ringraziamo dunque con particolare calore…
- Le persone con disabilità durante le guerre L’estrema violazione dei diritti umani che evidenzia ogni guerra si accompagna alla produzione di condizioni di disabilità in un quarto della popolazione ferita. Le cronache delle guerre, però, non si…