“#sfidAutismo 26”, per sostenere la ricerca e migliorare la vita delle persone con disturbo dello spettro autistico

Passa dalle emittenti televisive, a partire dalla RAI, e dal numero solidale 45585, l’impegno della FIA (Fondazione Italiana per l’Autismo) per la campagna “#sfidAutismo 26”, la tradizionale iniziativa di sensibilizzazione e raccolta fondi, promossa in vista della della Giornata Mondiale della Consapevolezza sull’Autismo del 2 Aprile e voluta per contribuire a migliorare la qualità della vita delle persone con disturbo dello spettro autistico e delle loro famiglie, nonché per sostenere la ricerca scientifica

Varie lettere dell'alfabeto, che al centro si compongono nella parola "Autism"«Secondo le stime più recenti – dicono dalla FIA (Fondazione Italiana per l’Autismo) – in Italia 1 bambino su 77 nella fascia d’età tra i 7 e i 9 anni presenta un disturbo dello spettro autistico. Nel nostro Paese si contano circa 500.000 famiglie in cui è presente almeno una persona con disturbo dello spettro autistico. L’autismo può essere diagnosticato già in fase precoce, fin dai primi anni di vita, consentendo interventi tempestivi e mirati. Il disturbo si manifesta prevalentemente nei maschi, con un rapporto di circa 4 a 1 rispetto alle femmine e tuttavia, negli ultimi anni, il miglioramento delle competenze diagnostiche ha permesso di individuare più accuratamente l’autismo anche nella popolazione femminile, dove spesso i segnali possono risultare meno evidenti o essere mascherati. Nonostante la ricerca farmacologica sia in costante evoluzione, ad oggi non esistono farmaci specifici per il trattamento del disturbo dello spettro autistico. Sono invece disponibili interventi e terapie comportamentali che possono ridurre significativamente i sintomi e migliorare la qualità di vita delle persone con autismo e dei loro familiari»: così viene lanciata dalla stessa FIA, in vista della Giornata Mondiale della Consapevolezza sull’Autismo del 2 Aprile, la campagna di sensibilizzazione e raccolta fondi #sfidAutismo26, iniziativa ormai tradizionale, voluta per contribuire a migliorare la qualità della vita delle persone con disturbo dello spettro autistico e delle loro famiglie, sostenere la ricerca scientifica per individuare il più precocemente possibile l’autismo e scoprire nuovi interventi per curarlo.

«La sindrome dello spettro autistico – ricordano ancora dalla FIA – è caratterizzata da deficit nell’interazione, nella comunicazione sociale e da comportamenti ripetitivi e interessi ristretti. Spesso si aggiungono inoltre comportamenti problematici, quali l’aggressività verso di sé o verso gli altri, che se opportunamente trattati possono essere ridotti in modo significativo. Oggi, superate definitivamente le false ipotesi che in passato attribuivano la responsabilità ai genitori o alle stesse persone con autismo, è sempre più chiaro che le cause del disturbo dello spettro autistico siano prevalentemente di natura genetica ed epigenetica. Le ricerche scientifiche indicano infatti che la causa è data da una complessa interazione tra fattori genetici e meccanismi epigenetici, cioè quei processi che regolano l’espressione dei geni in relazione anche a influenze biologiche e ambientali. Comprendere queste interazioni è fondamentale per chiarire l’origine del disturbo e orientare in modo sempre più mirato la ricerca e gli interventi. È quindi cruciale diagnosticare l’autismo precocemente per avviare interventi personalizzati efficaci e a tal proposito il finanziamento della ricerca riveste un ruolo importante, sia per dare continuità ai percorsi di cura tramite équipe multidisciplinari, che per garantire l’inclusione scolastica».
Sono dunque sostanzialmente questi gli obiettivi della FIA, che dalla sua nascita, nel 2015, finanzia progetti di ricerca per individuare precocemente i disturbi dello spettro autistico e promuove interventi clinici basati sull’evidenza, supportati da esperti scientifici.

Nel dettaglio, in undici anni la Fondazione ha finanziato 17 progetti per un totale di 1.853.376,22 euro, dopo un’attenta valutazione da parte dei propri Comitati Scientifici (l’elenco dei progetti finanziati è disponibile a questo link).
Istituita nel 2007 dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, la Giornata Mondiale della Consapevolezza sull’Autismo del 2 Aprile vedrà come sempre i più importanti monumenti dei Comuni Italiani illuminarsi di blu – colore-simbolo dell’autismo – per sensibilizzare tutti e tutte rispetto alle varie tematiche legate ai disturbi dello spettro.
La campagna #sfidAutismo26 si è già aperta in questi giorni con la RAI che, attraverso la Direzione RAI per la Sostenibilità–ESG, dedicherà spazio a queste tematiche su tutte le reti fino al 29 marzo, dando visibilità all’informazione e alla raccolta fondi, oltreché mettendo in onda dal 30 marzo al 2 aprile uno spot dedicato, a cura della Direzione Creativa RAI. Si proseguirà quindi su altre emittenti televisive e radiofoniche fino al 5 aprile.
E ancora, già da ieri, 23 marzo, e fino al 5 aprile, è attivo il numero solidale 45585 (2 euro per ogni SMS da cellulare con Fastweb + Vodafone, WINDTRE, TIM, Iliad, PosteMobile, Coop Voce, Tiscali; 5 o 10 euro da rete fissa con TIM, Fastweb + Vodafone, WINDTRE, Tiscali, Geny Communications; 5 euro, sempre da rete fissa, con Convergenze e PosteMobile).

Da ricordare in conclusione che il primo progetto finanziato dalla FIA è stato il Telefono Blu, servizio gratuito che la Fondazione ha deciso di sostenere in maniera continuativa negli anni, gestito dall’ANGSA (Associazione Nazionale Genitori di perSone con Autismo) tramite il numero verde 800 031819 e l’indirizzo [email protected].
Attivo da lunedì a venerdì (ore 9.30-12.30), Telefono Blu sostiene e orienta i familiari di bambini e adulti con autismo, offrendo supporto e ascolto, sia in fase di valutazione che dopo la diagnosi, rispetto alle tematiche legate all’autismo che non implichino l’intervento di figure professionali specifiche. «Un servizio – come è stato detto – che mette al centro le emozioni». (S.B.)

Per ulteriori informazioni: [email protected].
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