“Aula IDEA 360”: una stanza immersiva che sperimenta nuove forme di apprendimento, all’insegna della didattica adattiva

Inaugurata durante la prima giornata della “Settimana dell’Inclusione”, promossa dall’Università di Macerata, l’“Aula IDEA 360”, ove “IDEA” sta per “Inclusione, Didattica, Educazione, Apprendimento”, è una sala di 8 metri per 3, dove pareti e pavimento diventano superfici interattive, rendendo possibile una didattica adattiva, all’insegna dell’accessibilità a concetti complessi anche per le persone con disabilità
Manfredi, Aula IDEA 360
Francesco Manfredi, presidente dell’INDIRE, “esplora” con il tatto una parete dell'”Aula IDEA 360″

Nel corso della prima giornata della nona Settimana dell’Inclusione, promossa dall’Università di Macerata, il principale appuntamento accademico italiano dedicato alla pedagogia speciale e all’inclusione sociale, già da noi ampiamente presentato in altra parte del giornale, è stata inaugurata l’Aula IDEA 360, stanza immersiva realizzata dal Centro di Ricerca TIncTec dell’Ateneo marchigiano, per sperimentare nuove forme di apprendimento.
Ma di cosa si tratta esattamente? Innanzitutto va data una spiegazione dell’acronimo IDEA che sta per Inclusione, Didattica, Educazione, Apprendimento. Si parla in sostanza di una sala di 8 metri per 3 dove pareti e pavimento diventano superfici interattive, capaci di reagire al tocco degli utenti e di adattare i contenuti in tempo reale grazie a una combinazione tecnologica di precisione, con sette proiettori a proiezione frontale che avvolgono tre pareti e il pavimento, quattro sensori LiDAR che trasformano ogni superficie in una grande lavagna touch dove proiettare qualsiasi tipo di contenuto: video, fotografie, renderizzazioni tridimensionali.
«Ma la caratteristica più significativa – sottolineano dal Centro TIncTec – non è l’hardware, bensì la didattica adattiva che questo spazio rende possibile. I contenuti, infatti, non sono statici, ma si modificano in tempo reale in base alle interazioni degli studenti, alle loro specificità, al loro ritmo di apprendimento. È quindi un sistema pensato per rendere accessibili concetti complessi anche a persone con disabilità: dall’apprendimento di abilità di vita quotidiana come l’attraversamento autonomo della strada, fino alla materializzazione di concetti astratti».

Durante l’inaugurazione, il rettore dell’Università di Macerata John McCourt ha ricordato come questa struttura rappresenti «un investimento importante non solo per l’Ateneo ma per tutto il territorio, mettendo al centro la persona attraverso le nuove tecnologie».
Nato da un finanziamento ministeriale del 2021 destinato all’edilizia universitaria, che ha permesso la progettazione e la realizzazione della struttura nell’arco di un anno e mezzo, il risultato ottenuto è frutto di una collaborazione tra l’area tecnica dell’Ateneo, i dottorandi di ricerca del Centro TIncTec — che hanno contribuito con le loro esperienze di studio anche all’estero — e i partner tecnologici M-Cube, Epson Italia e Iper Media Studio. Ed è stato coinvolto anche Andrew Quinn, uno dei maggiori esperti mondiali di touch design.

«Abbiamo costruito un’équipe interdisciplinare di ingegneri esperti di interfaccia uomo-macchina, docenti di pedagogia speciale e di didattica – ha dichiarato la prorettrice dell’Ateneo Catia Giaconi, direttrice del Centro TIncTec e responsabile scientifica dell’iniziativa -, il tutto con l’obiettivo di rendere concreto ciò che è difficile da spiegare: materializzare concetti per chi ha bisogno di un accesso diverso alla conoscenza». (S.B.)

Per ulteriori informazioni: [email protected].
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