Dimenticatevi di noi il 2 Aprile, ma ricordateci tutti gli altri giorni dell’anno!

di Coordinamento Toscano Associazioni per l’Autismo*
«Chiediamo alle Istituzioni, alle comunità, alle scuole, ai cittadini – scrivono dal Coordinamento Toscano Associazioni per l’Autismo – un cambio di passo reale: accogliere le persone con autismo, valorizzarle, costruire contesti di vita per tutti, garantire loro presa in carico precoce, terapie e sostegni per le famiglie, possibilità di studiare, di formarsi, di lavorare, di vivere in modo indipendente, di curarsi, di vivere il tempo libero. In poche parole: dimenticatevi di noi il 2 Aprile, ma ricordateci tutti gli altri giorni dell’anno!»

Realizzazione grafica sull'autismoAnche quest’anno è arrivato il 2 Aprile, Giornata Mondiale della Consapevolezza dell’Autismo istituita nel 2007 dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, ma il nostro Coordinamento [Coordinamento Toscano Associazioni per l’Autismo, N.d.R.] – che rappresenta persone con autismo, famiglie e amici – esprime ancora una volta amarezza e rabbia.
Siamo stufi delle solite parate, dei palloncini, della definizione di “bambini speciali”. I bambini con autismo crescono e diventano ragazzi e adulti, ogni 2 Aprile è un anno in più per loro e per le famiglie, e un anno perso per migliorare la qualità della loro vita.
Rivolgiamo un appello alle Istituzioni e alla società civile: «Dimenticatevi di noi il 2 Aprile, ma ricordateci tutti gli altri giorni dell’anno!».

Da anni dialoghiamo con le Istituzioni locali e regionali portando avanti un messaggio semplice e concreto: «E ora la vita». Perché le persone con autismo hanno diritto, come tutti, ad una vita vera: una presa in carico precoce e personalizzata, studio, formazione, salute, lavoro, casa, relazioni, autodeterminazione. E tuttavia, nonostante leggi e norme, nazionali e regionali, che codificano percorsi di presa in carico e diritti sanciti dalla Costituzione e dalla Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità, nonostante il nostro Coordinamento abbia fatto riunioni, preparato documenti, realizzato manifestazioni, la situazione ad oggi non è per nulla migliorata.
Ogni 2 Aprile, ormai da tempo, siamo sempre al solito punto.
Non si riescono a tradurre in realtà i princìpi teorici. Non si riesce a creare una collaborazione continua con le Istituzioni, a fare rete, a partire dai bisogni per costruire opportunità. E il problema non è solo organizzativo, è soprattutto culturale.
Manca ancora l’idea – prima ancora che i servizi – che le persone con autismo possano: lavorare, secondo le proprie capacità e aspirazioni; vivere in modo indipendente, con i giusti supporti; partecipare pienamente alla vita della comunità ove sono nati e cresciuti.
Troppo spesso, infatti, le persone con autismo vengono escluse, spostate, isolate.
Chi di noi accetterebbe di essere allontanato dai propri luoghi, dalle proprie abitudini, dalle persone conosciute, chi accetterebbe di essere “ricollocato” in una vita che non ha scelto? Noi no, e neanche i nostri figli.

Per questo, dunque, chiediamo alle Istituzioni, alle comunità, alle scuole, ai cittadini un cambio di passo reale: accogliere le persone con autismo, valorizzarle, costruire contesti di vita per tutti, garantire loro presa in carico precoce, terapie e sostegni per le famiglie, possibilità di studiare, di formarsi, di lavorare, di vivere in modo indipendente, di curarsi, di vivere il tempo libero.
«…Noi esseri umani saremmo fatti per non lasciare indietro nessuno, e poi siamo diventati un’altra cosa. E anche una sola persona che non si rassegna va aiutata…» (dal film Un mondo a parte, diretto da Riccardo Milani nel 2024).

*[email protected].

Il presente contributo è già apparso nel sito di Informare un’h-Centro Gabriele e Lorenzo Giuntinelli di Peccioli (Pisa) e viene qui ripreso, con minimi riadattamenti al diverso contenitore, per gentile concessione.
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