«La capacità di rendere le persone con disabilità protagoniste attive del proprio percorso di vita, promuovendo l’empowerment attraverso l’arte, la musica e la gastronomia. Un modello innovativo di cittadinanza attiva, capace di creare reti territoriali solide e durature»: con questa motivazione, durante la recente “Settimana dell’Inclusione” di Macerata, è stato insignito del “Premio Inclusione 3.0” il progetto “Pronti per l’Indipendenza?”, che ha avuto quale capofila la Federazione FISH
«La capacità di rendere le persone con disabilità protagoniste attive del proprio percorso di vita, promuovendo l’empowerment attraverso l’arte, la musica e la gastronomia. Un modello innovativo di cittadinanza attiva, capace di creare reti territoriali solide e durature»: con questa motivazione, durante la recente Settimana dell’Inclusione, promossa dall’Università di Macerata, è stato insignito del Premio Inclusione 3.0 (Sezione Inclusione Culturale) il progetto Pronti per l’Indipendenza? Verso un sistema di welfare flessibile, personalizzato e consapevole del quale proprio la scorsa settimana avevamo segnalato l’evento conclusivo.
Seguito di volta in volta anche dal nostro giornale, Pronti per l’Indipendenza? ha avuto quale capofila la FISH (Federazione Italiana per i Diritti delle Persone con Disabilità e Famiglie), affiancata dai partner AISM (Associazione Italiana Sclerosi Multipla), LEDHA (Lega delle Persone con Disabilità, componente lombarda della stessa FISH), FIADDA (Federazione Italiana per i Diritti delle Persone sorde e Famiglie), AVI Umbria (Associazione Vita Indipendente), FISH Calabria, FIADDA Roma e Capit.
L’obiettivo è stato sostanzialmente quello di fornire strumenti pratici per favorire l’autodeterminazione delle persone con disabilità, superando le barriere che spesso limitano la crescita individuale e l’inclusione sociale, dando vita a un percorso volto a trasformare il concetto di assistenza in una concreta cultura dell’autonomia.
Il progetto, va anche ricordato, si è sviluppato su tre direttrici fondamentali: la formazione, attraverso percorsi strutturati su temi quali la pianificazione del progetto di vita, la gestione delle risorse finanziarie, l’accessibilità degli ambienti e l’orientamento ai servizi di supporto; il supporto pratico alla realizzazione del proprio Progetto di Vita, tramite un contributo economico; la creazione di una rete stabile di scambio e mutuo aiuto, dove la condivisione di esperienze e buone pratiche funge da stimolo per definire e raggiungere i propri obiettivi personali. (S.B.)
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