Persone con disabilità in ospedale: cresce in Piemonte (e non solo) l’istanza di applicare il modello DAMA

Nata nel novembre 2024, con l’intento di promuovere l’implementazione del Modello DAMA (“Assistenza medica avanzata alle persone con disabilità”) in Piemonte, la Rete Obiettivo DAMA Torino è divenuta dalle scorse settimane Rete Obiettivo DAMA Piemonte, una nuova denominazione voluta per rappresentare con maggiore chiarezza la dimensione reale della mobilitazione e rafforzare il confronto con la Regione Piemonte

Prsona con disabilità in ospedalePer tutto lo scorso anno abbiamo seguito sulle nostre pagine i positivi sviluppi della Rete Obiettivo DAMA Torino, nata nel novembre 2024, con l’intento di promuovere l’implementazione del Modello DAMA (Disabled Advanced Medical Assistance, ovvero “Assistenza medica avanzata alle persone con disabilità”) in Piemonte. È stato dunque un passaggio logico, nelle scorse settimane, assumere la nuova denominazione di Rete Obiettivo DAMA Piemonte, «un cambio di nome – come viene sottolineato – che esprime un passaggio politico e territoriale ormai maturo». Tale iniziativa, infatti, nata appunto nell’area torinese. ha progressivamente ampliato il proprio raggio d’azione, coinvolgendo associazioni, amministrazioni locali, professionisti e interlocutori istituzionali dell’intero territorio regionale. La nuova denominazione intende pertanto rappresentare con maggiore chiarezza la dimensione reale della mobilitazione e rafforzare il confronto con la Regione Piemonte.

Oggi la Rete riunisce ben 37 organizzazioni (a questo link l’elenco completo) impegnate ad ottenere l’implementazione di DAMA negli ospedali piemontesi, al fine di garantire cure accessibili, appropriate e personalizzate alle persone con disabilità intellettiva/autismo (ma non solo) non collaboranti. DAMA, infatti, già operativo in altre Regioni, non lo è ancora in Piemonte. Negli ultimi mesi, quindi, la Rete ha intensificato la propria attività su più fronti, a partire da quello istituzionale. In tal senso risultano approvati Ordini del Giorno a sostegno del modello nei Comuni di Torino, Druento, Nichelino, Beinasco, Collegno, Grugliasco, Mondovì, Alpignano e Chieri, oltre che da parte del Consiglio Regionale. «Ma il risultato di rilievo – viene ricordato – è costituito dall’inserimento del DAMA nel Piano Socio-Sanitario Regionale 2025-2030, circostanza che conferma come la questione debba ormai tradursi in atti coerenti da parte della Sanità piemontese. Parallelamente, abbiamo continuato a sollecitare la Direzione Sanità della Regione anche sulla pubblicazione di una guida dei percorsi di accoglienza facilitata in qualche modo esistenti in Piemonte, strumento ritenuto utile, almeno in via transitoria, per orientare le famiglie nell’accesso ai servizi attualmente disponibili, nelle more dell’attivazione del servizio DAMA strutturato. Tale guida dovrebbe raccogliere gli esiti della ricognizione svolta in questi mesi dalla Regione presso le ASL e i vari Presìdi Sanitari piemontesi. E in ogni caso, nel merito il confronto con la Direzione Sanità resta aperto. Nel frattempo, proseguono contatti e interlocuzioni con professionisti e Presìdi Sanitari che manifestano sensibilità verso il tema, nonché disponibilità a costruire percorsi dedicati. In alcuni contesti, per altro, risultano già presenti pratiche di sedazione procedurale per pazienti con disabilità complessa, ma si tratta in genere di esperienze affidate ancora alla volontà dei singoli e non inserite in protocolli aziendali stabili. Proprio per questo, riteniamo che si debba passare con urgenza da iniziative episodiche alla piena implementazione del modello DAMA».

«Negli ultimi tempi – spiegano ancora dalla Rete – si è sviluppato anche un lavoro di approfondimento tecnico-legale sui casi di diniego o di mancata erogazione delle cure nei confronti di persone con disabilità non collaboranti, in assenza del modello DAMA, ovvero di percorsi adattati e di un’organizzazione dedicata. Si tratta infatti di una criticità concreta, che rischia di tradursi in una compressione del diritto alla salute e in possibili profili di discriminazione nell’accesso alle prestazioni sanitarie».

Sul versante nazionale, infine, la Rete ha raccolto notizie incoraggianti sul percorso di redazione delle Linee Guida Nazionali sul DAMA, come da Decreto Ministeriale del 3 marzo 2025, Linee Guida oramai di prossima emanazione, che costituiranno certamente un fondamentale punto di riferimento anche per il Piemonte.

«Con la nuova denominazione – concludono dalla Rete – rilanciamo quindi il nostro impegno affinché gli atti politici approvati, gli indirizzi cogenti del Piano Socio-Sanitario Regionale 2025-2030 e la ricognizione della situazione esistente, nonché le disponibilità professionali già emerse si traducano finalmente nell’implementazione del modello DAMA. Chiamarci infatti Rete Obiettivo DAMA Piemonte renderà più coerente la nostra azione, dando maggiore forza alla richiesta rivolta alla Regione di attivare finalmente il DAMA». (S.B.)

Per ulteriori informazioni: [email protected].
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