Era aprile anche lo scorso anno quando con grande piacere e orgoglio avevamo accolto la notizia riguardante il “Premio Marina Garbesi” assegnato per la sezione “Giornalismo” alla nostra cara direttrice responsabile Stefania Delendati, che purtroppo ci ha lasciato nel gennaio scorso. Ma ora siamo ugualmente onorati che a lei e al suo ricordo sia dedicata la quarta edizione di quel premio, che il 10 aprile a Imola andrà a Giovanni De Plato per la sezione “Giornalismo” e a Rina Jost per la sezione “Graphic Novel”

Era aprile anche lo scorso anno quando con grande piacere e orgoglio avevamo accolto la notizia riguardante il Premio Marina Garbesi assegnato per la sezione Giornalismo alla nostra cara direttrice responsabile Stefania Delendati, «per il suo impegno a tutela dei diritti delle persone con disabilità, la cura e la tenacia con cui lo svolge, l’eleganza dello stile, il contributo costante – dal 2024 in qualità di direttrice – che ha dato alla storia ventennale di “Superando.it”, un organo d’informazione che affronta, e risolve, la questione del linguaggio sulle persone con disabilità nella pratica quotidiana».
Alla fine di gennaio, purtroppo, Stefania ci ha lasciato, a soli 49 anni, ma ora siamo ugualmente onorati che a lei e al suo ricordo – curato nello specifico dal giornalista Simone Fanti – sia dedicata la quarta edizione di quel premio, che vivrà il proprio evento conclusivo il 10 aprile a Imola (Bologna), presso la Biblioteca Comunale della città (ore 17).
Il Premio Marina Garbesi, va ricordato, è stato istituito con il sostegno del Comune di Imola e dell’Associazione Impresa e Professioni, da Ludovico Bellu, giovane uomo autistico, figlio della giornalista di «la Repubblica», Marina Garbesi, appunto, scomparsa il 4 aprile 2021, il tutto con l’obiettivo di promuovere un’informazione rispettosa della disabilità.
Questa volta verrà assegnato per il Giornalismo a Giovanni De Plato, psichiatra, scrittore, editorialista del «Corriere della Sera» di Bologna e per il Graphic Novel alla fumettista svizzera Rina Jost. «Due riconoscimenti a opere diversissime tra loro per tecnica espressiva e contenuti – dicono i promotori dell’iniziativa – ma ispirate entrambe dall’urgenza di combattere gli stereotipi e i pregiudizi: De Plato sull’associazione tra arte e follia e il luogo comune secondo il quale l’artista geniale è sempre un po’ “matto”; Jost sulla convinzione – che spesso aggrava la situazione della famiglie – che chi si occupa di un figlio, un fratello, un genitore sofferente e incapace di badare a se stesso, debba mettere da parte le proprie angosce e le proprie fragilità in nome della più grande missione che la vita gli ha affidato. E invece la fantasia non è follia e i caregiver non sono eroi!».
Queste, nel dettaglio, le motivazioni dei premi. «La scelta di Giovanni De Plato è un riconoscimento al suo contributo, ormai decennale, alla lotta contro i luoghi comuni in tema di salute mentale, in particolare l’associazione “arte e follia” nel racconto delle vite di Van Gogh, Caravaggio e, da ultimo, Edvard Munch. Per essersi battuto ieri per l’abbattimento dei muri fisici delle istituzioni manicomiali e oggi di quelli invisibili che imprigionano le vittime dei pregiudizi. Come clinico, docente di psichiatria e divulgatore, si è inoltre impegnato nello studio di casi esemplari “maltrattati” dalla psichiatria, dalla psicologia e dalla psicoterapia».
Rina Jost, invece, è stata premiata per l’opera di Graphic Novel Mentre ero via (Diabolo Edizioni), «Per l’originalità, la compiutezza formale e la capacità di affermare l’indicibile attraverso una narrazione mai scontata e manieristica, che si unisce a una ricerca profonda e compiuta nell’uso del segno grafico. Rina Jost, con encomiabile abilità narrativa, accompagna chi legge in un viaggio che attraversa l’intima complessità di chi vive la depressione e il disagio psichico, sottolineando, e restituendo, l’assoluta importanza e centralità dei “caregiver”, figure che si scontrano con una realtà che non sempre è in grado di comprenderne fragilità e importanza. Il plauso della giuria va anche all’editore, al cui coraggio si deve la pubblicazione di un’opera di così grande valore poetico e sociale». (S.B.)
A questo link è disponibile un testo di ulteriore approfondimento. Per altre informazioni: [email protected].
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