Emergenza energia: includere le persone con disabilità nella pianificazione

La guerra tra Israele, Stati Uniti d’America e Iran sta già avendo ripercussioni sulle forniture energetiche anche qui in Italia, tanto che è già allo studio un piano di lockdown dell’energia, ma dalle indiscrezioni giornalistiche non sembra che qualcuno si stia preoccupando dell’impatto sproporzionato che queste misure potranno avere su molte persone con disabilità, senza specifici correttivi. La giornalista e attivista con disabilità Valentina Tomirotti evidenzia le possibili criticità e avanza anche delle proposte

Immagine dedicata al lockdown energeticoQuesta nuova Guerra del Golfo tra Israele, Stati Uniti e Iran sta già avendo ripercussioni sulle forniture energetiche anche qui in Italia, tanto che nei giorni scorsi è stato proprio il ministro della Difesa, Guido Crosetto, a segnalare l’eventualità che a maggio si vada verso un lockdown dell’energia (si veda: Alessandro D’Amato, Il governo verso il lockdown energetico a maggio: condizionatori, targhe alterne e smart working, in «Open», 7 aprile 2026). E tuttavia, dalle indiscrezioni giornalistiche non sembra che qualcuno si stia preoccupando dell’impatto sproporzionato che queste misure potranno avere su molte persone con disabilità se non venissero previsti specifici correttivi.
Il problema è stato segnalato con forza da Valentina Tomirotti, giornalista e attivista con disabilità, sul proprio blog Pepitosa Land, in un testo del 7 aprile dal titolo Il lockdown energetico arriva. E nei piani del governo non esiste la parola “disabilità”.

Tomirotti passa in rassegna le misure allo studio – targhe alterne, condizionatori contingentati, smart working forzato, razionamento del gas –, e osserva che «in nessuno di questi piani compare la parola disabilità. Nemmeno una volta. Nei piani di emergenza siamo sempre le note a piè di pagina. O peggio: non ci siamo proprio». Ma per chi come lei, usa un veicolo adattato o ha bisogno di assistenza, le targhe alterne e il razionamento del carburante – ad esempio –, non hanno lo stesso impatto che potrebbero avere per le altre persone: «Se manca carburante, non è solo “non posso uscire”, è non posso andare a una visita. Non posso lavorare. Non posso assistere. Non posso essere assistita. Per molte persone con disabilità l’auto non è una comodità. È l’unico spazio di libertà possibile in un sistema di trasporti che ancora oggi esclude».
E anche il razionamento dell’uso dei condizionatori avrebbe un impatto sproporzionato per persone che soffrono di patologie termosensibili, e il razionamento dei carburanti potrebbe avere incidenze pesantissime riguardo alla possibilità di prestare/ricevere assistenza nelle comuni abitazioni, non solo negli ospedali.

Il testo di Tomirotti non si limita a evidenziare le criticità, ma avanza anche delle proposte. Vi si scrive infatti: «Non stiamo chiedendo di essere esclusi dall’emergenza. Stiamo chiedendo di essere inclusi nella pianificazione. Cinque cose. Tutte già applicate in altri Paesi europei:
° Esenzione dai razionamenti per le utenze medicalmente essenziali nelle abitazioni private (non solo ospedali, anche case).
° Esclusione dei veicoli adattati dalle targhe alterne, con autocertificazione semplice e immediata.
° Priorità di rifornimento per caregiver e operatori sociosanitari, come già esiste per le forze dell’ordine.
° Soglie differenziate per i condizionatori nelle abitazioni con persone affette da patologie termosensibili documentate.
° Un piano di continuità per l’assistenza domiciliare in caso di scarsità prolungata di carburante.
Perché un Paese che si prepara a gestire una crisi energetica dovrebbe, prima di tutto, sapere chi non può permettersi di restare senza energia.
Dovrebbe avere:
– mappature aggiornate delle persone elettricamente dipendenti;
– priorità chiare nelle forniture;
– piani di emergenza dedicati;
– comunicazione accessibile e preventiva».

Tutte le criticità evidenziate da Tomirotti, si sono già verificate, è bene ricordarlo, in occasione dell’emergenza pandemica, possiamo dunque solo augurarci che le difficoltà riscontrate in quel frangente ci aiutino a non commettere gli stessi errori. (Simona Lancioni)

Per ulteriori informazioni: [email protected].
Il presente contributo è già apparso nel sito di Informareun’h-Centro Gabriele e Lorenzo Giuntinelli e viene qui ripreso, con minimi riadattamenti al diverso contenitore, per gentile concessione.
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