Ci sono due progettualità realizzate in Piemonte, l’“Adozione di cartellonistica con lettura agevolata e Comunicazione Aumentativa Alternativa CAA” ad Alessandria, e “Sold Aut”, nata a Torino e successivamente diffuse in altre cittadine della stessa Provincia di Torino, che dimostrano entrambe una particolare attenzione nei confronti dell’accessibilità e dell’inclusione delle persone con disabilità, fornendo modelli certamente replicabili anche altrove

Da piemontese doc, con un certo orgoglio, vorrei oggi parlare di due progettualità realizzate nella mia Regione, ossia l’Adozione di cartellonistica con lettura agevolata e Comunicazione Aumentativa Alternativa CAA, promossa ad Alessandria, e Sold Aut, nata a Torino e successivamente replicata in alcune altre cittadine della stessa Provincia di Torino; entrambe dimostrano una particolare attenzione diffusa sul territorio, nei confronti dell’accessibilità e dell’inclusione delle persone con disabilità.
Alcune settimane fa, il Servizio Inclusive Manager del Comune di Alessandria ha dato il via, come detto, all’Adozione di cartellonistica con lettura agevolata e Comunicazione Aumentativa Alternativa CAA, progetto pilota per la promozione dell’accessibilità universale: in alcuni uffici comunali di particolare importanza, quindi, è stata installata una nuova segnaletica, concepita in base ai princìpi del Design for All (“progettazione universale”), affinché sia chiara, comprensibile e fruibile da tutti i cittadini e le cittadine, compresi quelli con disabilità. Si vuole dare a chiunque la possibilità di muoversi in modo autonomo all’interno degli stessi uffici.
La segnaletica non è stata ideata come un semplice strumento di indicazione, ma come un mezzo di inclusione attiva, in grado di far fronte alle esigenze particolari dei cittadini stranieri, con disabilità visiva, o con difficoltà nella comprensione delle informazioni.
«La CAA – dichiara Roberta Cazzullo, assessora comunale alle Politiche Sociali – è una forma di comunicazione che affianca o sostituisce il linguaggio verbale con simboli, immagini e parole semplificate. È pensata per facilitare l’accesso all’informazione da parte di persone con disabilità intellettiva, disturbo dello spettro autistico e dislessia. Questo progetto rappresenta un passo concreto verso una città più inclusiva e a misura di persona. Garantire una comunicazione accessibile significa infatti tutelare un diritto essenziale, riconosciuto non solo dalla nostra Costituzione, ma anche dall’articolo 21 (Libertà di espressione e opinione e accesso all’informazione) della Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità, ratificata dall’Italia con la Legge 18 del 2009. Ed è, in tutto e per tutto un segnale di civiltà».
Il progetto è stato realizzato da alcuni uffici comunali, in collaborazione con il Centro Studi ARASAAC.

Il progetto Sold Aut, invece, sorto all’interno della Circoscrizione 4 del Comune di Torino, è un’iniziativa del CSEN (Centro Sportivo Educativo Nazionale), finalizzata a far diventare le attività commerciali luoghi dove ogni giorno si possano tessere relazioni e dialoghi, rafforzando il tessuto sociale. In particolare, mira a promuovere una cultura diffusa della sensibilità, adottando pratiche che rendono gli ambienti il più possibile accoglienti, rispettosi e consapevoli.
A livello pratico, ciò significa costruire una comunità inclusiva, in grado di rispondere ai bisogni di tutte le persone, comprese quelle con disturbo dello spettro autistico. In tale ottica, l’inclusione non viene promossa solo nei servizi specialistici e dedicati, ma dove le persone si recano ogni giorno: bar, panetteria, libreria, parrucchiere, negozio di abbigliamento.
Sold Aut si articola in due parti, la prima delle quali riguarda la formazione, finalizzata a dare agli esercenti sensibilità e competenza per accogliere e soddisfare i clienti con bisogni specifici, come, quelli nello spettro autistico; nello stesso tempo, si attiva una rete digital in cui le attività commerciali aderenti possono “raccontarsi” e rendere nota questa loro particolare attenzione.
Attualmente la progettualità si sta concretizzando a livello provinciale, con il coinvolgimento dei territori di Torino, Settimo Torinese, Gassino Torinese, mentre altri Comuni hanno già dimostrato molto interesse. L’obiettivo prossimo è quello di estenderlo, sia a livello regionale che nazionale.
«Sold Aut – sottolinea Gianluca Carangiu, coordinatore del progetto – si caratterizza per la sua semplicità operativa e per l’elevata replicabilità: il modello, infatti, può essere applicato a qualsiasi contesto commerciale in cui la relazione con il cliente rappresenti un elemento centrale, rendendolo uno strumento potenzialmente scalabile su diversi territori».
*Il presente contributo è già apparso in “InVisibili”, blog del «Corriere della Sera.it», con il titolo “Segnaletica agevolata e negozi “friendly” ‘per l’autismo: il Piemonte insegna (e impara) l’inclusione” e viene qui ripreso, con alcuni riadattamenti al diverso contenitore, per gentile concessione.
Articoli Correlati
- L’arte elogia la follia: la malattia mentale nelle opere dei grandi artisti Spazia dal Medioevo ai giorni nostri il ricco approfondimento dedicato al rapporto tra arte e follia, curato da Stefania Delendati, che scrive tra l’altro: «In un certo senso l’arte, se…
- Se la disperazione diventa un mercato: terapie ingannevoli e autismo Continuano ad emergere casi di genitori che, sopraffatti dalla disperazione, cadono vittime di percorsi alternativi e truffe in cerca di cure e soluzioni per l’autismo. Ringraziamo dunque con particolare calore…
- Come partecipare alla valutazione e alla progettazione previste dalla "riforma della disabilità" Come le persone con disabilità e le loro famiglie dovrebbero affrontare il coinvolgimento nella valutazione sulla base della quale sono definite le persone con disabilità stesse e quindi successivamente elaborati…