Si chiama “IDEA”, ossia “Inclusione, Diritti, Empowerment per l’Autonomia”, il progetto finalizzato all’empowerment socio-economico di donne vittime di violenza e discriminazioni multiple promosso dall’Associazione Artemisia di Firenze, per approfondire la conoscenza della violenza economica e potenziare l’accesso a opportunità formative e lavorative per 10 donne beneficiarie. La fase formativa comprende anche la discriminazione multipla e la violenza nei confronti di donne con disabilità
IDEA (Inclusione, Diritti, Empowerment per l’Autonomia): si chiama così il progetto finalizzato all’empowerment socio-economico di donne vittime di violenza e discriminazioni multiple promosso da Artemisia, Associazione di Promozione Sociale di Firenze che gestisce un Centro Antiviolenza.
Attraverso un approccio intersezionale, il progetto, che è attualmente in fase di svolgimento, intende approfondire la conoscenza della violenza economica e potenziare l’accesso a opportunità formative e lavorative per le beneficiarie. L’iniziativa è finanziata da ActionAid International Italia e dalla Fondazione Realizza il Cambiamento nell’àmbito del progetto NORA against GBV (Network of Organization for Rights and Autonomy against gender-based violence, in italiano “Rete di Organizzazioni per i diritti e l’autonomia contro la violenza di genere”), cofinanziato dall’Unione Europea.
In particolare, le beneficiarie e i beneficiari diretti sono 10 donne e/o ragazze giovani e/o neomaggiorenni (età 18/60) di nazionalità italiana e straniera (dell’Unione Europea ed Extra Unione Europea) vittime di violenza economica, domestica, sessuale, di esperienze infantili sfavorevoli, e/o di matrimoni precoci e forzati, e/o con disabilità, e/o con orientamento sessuale non binario; nonché 50 operatrici/operatori della rete interistituzionale antiviolenza che potranno fruire di una formazione in chiave intersezionale e scambiare buone pratiche.Obiettivo dell’iniziativa è aumentare l’accesso al mondo del lavoro, ottimizzando offerta e domanda nella ricerca di opportunità formative e lavorative, migliorando l’accessibilità alle opportunità formative, di tirocinio, al mondo del lavoro e all’occupabilità, grazie all’implementazione di misure di conciliazione vita-lavoro e di un approccio intersezionale.
Per quel che concerne la formazione rivolta alle operatrici e agli operatori vengono affrontati i seguenti temi: la violenza di genere verso le donne migranti e rifugiate; la violenza di genere verso le persone anziane; la violenza di genere nelle relazioni tra persone LGBTQIA+; la discriminazione multipla e la violenza nei confronti delle donne con disabilità. (Simona Lancioni)
Il presente contributo è già apparso nel sito di Informare un’h-Centro Gabriele e Lorenzo Giuntinelli e viene qui ripreso, con minimi riadattamenti al diverso contenitore, per gentile concessione.
Articoli Correlati
- L’arte elogia la follia: la malattia mentale nelle opere dei grandi artisti Spazia dal Medioevo ai giorni nostri il ricco approfondimento dedicato al rapporto tra arte e follia, curato da Stefania Delendati, che scrive tra l’altro: «In un certo senso l’arte, se…
- Accoglienza delle donne con disabilità vittime di violenza: falsi miti e qualche fraintendimento Con il presente approfondimento, Simona Lancioni propone alcune riflessioni sui falsi miti e su quualche fraintendimento che contribuiscono a far sì che le donne con disabilità vittime di violenza non…
- Il Progetto di vita è uno solo e ne è titolare la persona con disabilità Il Testo Unico Regionale sulla disabilità approvato qualche mese fa in Lombardia, sembra riaprire la questione del rapporto tra la norma della Lombardia stessa e il Decreto 62/24, applicativo della…