«Attraverso queste opere artistiche, artigianali e letterarie, diffondiamo un messaggio che va direttamente al cuore del problema, per far crescere la consapevolezza che “siamo tutti sulla stessa barca” e che abbiamo gli stessi Diritti e Doveri da onorare, per essere considerati cittadini e non sudditi!»: a dirlo è Anna Benedetti, presidente della Lega Arcobaleno di Tivoli (Roma), Associazione organizzatrice del concorso “Come vedi la disabilità?”, la cui seconda edizione si concluderà domani, 29 aprile, nella città laziale
Il lancio dell’iniziativa ha ricalcato a grandi linee i temi della prima edizione, ossia il fatto che «vivere e muoversi in una città accessibile per tutti è un diritto umano e civile, e tuttavia, nonostante l’esistenza di leggi mirate, è come se i diritti per alcune persone fossero sospesi in un limbo, in attesa della loro attuazione. Come mai tutta questa disattenzione e disinteresse verso la libertà di tante persone e come è possibile ignorare una tale situazione, anche da parte di chi ha promulgato le leggi e deve farle rispettare? In poche parole, cosa sarebbe opportuno fare per migliorare lo “status quo” e quale “barriera” rimuovere immediatamente? Chiediamo dunque alla cittadinanza, e in particolare agli studenti e alle studentesse, di partecipare, per portare all’attenzione pubblica e istituzionale una situazione non più sostenibile».
L’iniziativa di cui stiamo parlando è il concorso Come vedi la disabilità?, organizzato dall’Associazione di Promozione Sociale Lega Arcobaleno di Tivoli (Roma), che sta vivendo il proprio atto conclusivo in questi giorni nella città laziale. Già dal 25 aprile, infatti, sono in esposizione in Piazza del Plebiscito, 23, gli elaborati partecipanti (opere in prosa, in poesia, in grafica, foto, pannelli plastici e anche dipinti) e nel pomeriggio di domani, 29 aprile, vi sarà la premiazione presso la Sala Convegni delle Scuderie Estensi (ore 17).
«Attraverso queste opere artistiche, artigianali e letterarie – sottolinea Anna Benedetti, presidente della Lega Arcobaleno – abbiamo la possibilità di diffondere un messaggio che va direttamente al cuore del problema, per far crescere la consapevolezza che “siamo tutti sulla stessa barca” e che abbiamo gli stessi Diritti e Doveri da onorare, per essere considerati cittadini e non sudditi!». (S.B.)
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