L’elemento maggiormente innovativo della Laurea Magistrale in Progettazione di Contesti di Vita Accessibili e Inclusivi, frutto di una collaborazione tra l’Università di Bergamo e quella del Salento, è il cambiamento di paradigma, dove l’accessibilità e l’inclusione devono far parte del bagaglio culturale e delle prassi metodologiche di ogni responsabile della realizzazione di prodotti, servizi, iniziative e procedure. E la tematica che vi si affronta riguarda la relazione tra le persone e i vari contesti di vita
«Siamo soddisfatti dello sviluppo e dell’avvio della Laurea Magistrale in Progettazione di Contesti di Vita Accessibili e Inclusivi, che arriva al suo secondo anno. Il nostro impegno e il nostro entusiasmo sono stati fondamentali per creare un percorso formativo innovativo e flessibile, che risponda alle esigenze di una società sempre più attenta all’inclusività e all’accessibilità»: così la professoressa Serenella Besio, che ho conosciuto personalmente una trentina d’anni fa, quando fu docente del corso di perfezionamento sulle Tecnologie per la Disabilità, che frequentai alla Fondazione Don Gnocchi di Milano. Fin da quell’occasione, tenendo in considerazione che stiamo parlando di molti anni fa, ebbi a stupirmi in modo positivo dell’“approccio moderno” con cui affrontava i temi legati alla disabilità. Per questo motivo, non mi stupisce il fatto che, ora, lei sia tra i fautori della citata Laurea Magistrale in Progettazione di Contesti di Vita Accessibili e Inclusivi, percorso accademico estremamente innovativo per diversi aspetti.
Il corso è realizzato dall’Università di Bergamo, in collaborazione con l’Università del Salento e rientra nella Rete EDUNEXT (Digital Education Hub), finalizzata alla ridefinizione dell’alta formazione, rendendola il più possibile moderna e accessibile. Aderendo a tale progettualità, l’Ateneo lombardo e quello pugliese hanno intrapreso un iter per cui diventano luoghi di formazione capace di integrare tradizione e flessibilità, inclusività e digitalizzazione, divenendo, pertanto, in grado di rispondere alle esigenze di una società in continua evoluzione, garantendo standard qualitativi elevati e promuovendo la cooperazione interuniversitaria a livello nazionale e internazionale.
Lo scopo del corso di laurea è sostanzialmente quello di formare la nuova figura professionale del progettista che, per la prima volta, possegga le competenze relative sia all’accessibilità, sia all’inclusione. A conclusione del percorso accademico, il laureato sarà pertanto un esperto di accessibilità, in grado di lavorare nei più svariati contesti, città (percorsi accessibili e edifici), tecnologie assistive, ausili e interventi domotici finalizzati alla piena autonomia sia delle persone anziane, sia di quelle con disabilità; e ancora, la fruizione di ambienti differenti come il lavoro, lo sport, i musei, quelli legati al tempo libero, il mondo digitale e la realtà virtuale attraverso il coordinamento di reti e il lavoro di gruppo; e da ultima, ma non ultima, l’accoglienza nei servizi sanitari.
Il professionista non si occuperà solo di persone con disabilità, ma anche di quelle con esigenze particolari, come, gli anziani, i bambini, i caregiver, gli stranieri e i turisti.
L’elemento maggiormente innovativo è il cambiamento di paradigma, dove l’accessibilità e l’inclusione non saranno più considerati come elementi da inseguire o da creare a posteriori, ma che facciano parte del bagaglio culturale e delle prassi metodologiche di ogni responsabile della realizzazione di prodotti, servizi, iniziative e procedure.
La tematica, come si evince fin dalla denominazione del corso, è ipercontemporanea, in quanto affronta uno degli aspetti più critici che contraddistingue il nostro mondo odierno, ossia, la relazione tra le persone e i vari contesti di vita; vengono, pertanto, presi in considerazione, non solo gli obbiettivi inerenti alla piena partecipazione sociale attiva, ma anche quelli riguardanti la costruzione di un mondo più accogliente, più aperto alle differenze e lungimirante nell’orientamento verso un futuro sostenibile per tutti. In tale ottica, l’argomento stesso richiede, senza alcun dubbio, un approccio multidisciplinare, comprendente discipline solo apparentemente lontane, come la pedagogia, la tecnologia, l’economia, il design e l’urbanistica e quindi continuamente da aggiornare, rispetto a prodotti, metodologie, risorse e soluzioni già esistenti.
*Il presente contributo è già apparso in “InVisibili”, blog del «Corriere della Sera.it», con il titolo “Progettare l’accessibilità, l’università di Bergamo lancia una laurea Magistrale” e viene qui ripreso, con diverso titolo e alcuni riadattamenti dovuti al differente contenitore, per gentile concessione.
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