«Lei ha annunciato durante la visita “Gesù abita qui” e poi “La cura delle persone fragili è segno importante della qualità della vita di un Paese”. Grazie per aver dato la possibilità a comunità provate da miseria e dolore di volgere uno sguardo di speranza verso l’alto»: lo scrivono dal MAC (Movimento Apostolico Ciechi) Antonio Pellizzaro e don Alfonso Giorgio, rivolgendosi direttamente a papa Leone XIV, dopo la sua visita pastorale in Africa

Riceviamo e diamo spazio al seguente messaggio rivolto dai rappresentanti del MAC (Movimento Apostolico Ciechi) a papa Leone XIV, dopo la recente visita pastorale in Africa del Pontefice.
Santità, le rivolgiamo un profondo sentimento di gratitudine per la speranza che ha donato ai nostri cuori e a quelli delle popolazioni da lei incontrate durante la sua visita pastorale in Africa.
In questo momento storico in cui spesso pare prevalere la legge del più forte sui rapporti fondati sul rispetto e la convivenza pacifica, lei quale autentico testimone di speranza, in ogni occasione, tra i poveri, le persone anziane, i bambini orfani e le persone con disabilità ha offerto il suo messaggio che in tutta evidenza ci è apparso profetico, luminoso, apostolico. Avevamo bisogno, soprattutto in questo momento, di una speranza di luce che elevasse la dignità umana, laddove ce ne fosse più bisogno.
Lei ha annunciato durante la visita «Gesù abita qui» e poi «La cura delle persone fragili è segno importante della qualità della vita di un Paese». Grazie per aver dato la possibilità a comunità provate da miseria e dolore di volgere uno sguardo di speranza verso l’alto.
Da parte dei sacerdoti assistenti dei gruppi diocesani, del Consiglio Nazionale, da parte di tutti gli aderenti del MAC di Italia, oltre che da tutti coloro che noi serviamo soprattutto nei Paesi del Sud del mondo, le sia gradita l’affettuosa vicinanza per la sua alta missione pastorale e un vicendevole ricordo nella preghiera.
*Rispettivamente presidente nazionale e assistente ecclesiastico nazionale del MAC (Movimento Apostolico Ciechi).
Articoli Correlati
- L’arte elogia la follia: la malattia mentale nelle opere dei grandi artisti Spazia dal Medioevo ai giorni nostri il ricco approfondimento dedicato al rapporto tra arte e follia, curato da Stefania Delendati, che scrive tra l’altro: «In un certo senso l’arte, se…
- Spingere per un reale cambiamento o "adagiarsi" sull'alibi del rinvio della Riforma? «A seguito della decisione di spostare al 1° gennaio 2027 l’attuazione della cosiddetta "Riforma sulla disabilità", abbiamo assistito a molteplici interventi che, seppure con alcuni distinguo, si possono dividere tra…
- Come partecipare alla valutazione e alla progettazione previste dalla "riforma della disabilità" Come le persone con disabilità e le loro famiglie dovrebbero affrontare il coinvolgimento nella valutazione sulla base della quale sono definite le persone con disabilità stesse e quindi successivamente elaborati…