«Per le persone con stomia o incontinenza, l’igiene delle mani non è solo una buona abitudine, ma una componente essenziale della cura, un vero presidio di sicurezza»: a dirlo è Pier Raffaele Spena, presidente della FAIS (Federazione Associazioni Incontinenti e Stomizzati), organizzazione che in occasione della Giornata Mondiale dell’Igiene delle Mani di oggi, 5 maggio, ha lanciato la campagna denominata “FAIS la cosa giusta: un gesto semplice, una difesa in più”
Oggi, 5 maggio, è la Giornata Mondiale dell’Igiene delle Mani, promossa dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, che in questa edizione del 2026 intende richiamare l’urgenza di integrare appunto l’igiene delle mani nei Piani di Azione Nazionali per la prevenzione e il controllo delle infezioni, alla luce del fatto che un’adeguata igiene delle mani può ridurre fino al 70% le infezioni prevenibili.
«In Italia – afferma l’infettivologo Matteo Bassetti, intervistato dalla FAIS (Federazione Associazioni Incontinenti e Stomizzati) – non abbiamo una cultura del lavaggio delle mani. Sulla pelle ci sono miliardi di batteri, motivo per il quale dobbiamo interrompere la catena di trasmissione dei microrganismi. Come? In primis con il lavaggio: un gesto semplice, ma estremamente efficace» (l’intervista integrale è disponibile a questo link).
Ed è stata proprio la FAIS a realizzare un’indagine sul tema, coinvolgendo 620 persone impegnate nella gestione quotidiana di presidi sanitari monouso. «I dati raccolti – spiegano dalla Federazione – riguardano una popolazione prevalentemente adulta (oltre l’85% ha più di 50 anni) e altamente autonoma: quasi l’85%, infatti, gestisce il presidio per se stesso. I dispositivi per stomia sono nettamente la categoria più rappresentata (52,91% delle risposte), seguiti da cateterismo vescicale e ausili per assorbenza. Le mani sono considerate di gran lunga la fonte di contaminazione più sottovalutata (63,53%), seguite dalla superficie di appoggio del materiale (24,71%) ed emergono criticità rilevanti nelle pratiche quotidiane, se è vero che il 40% del campione non igienizza sempre le mani, sia prima sia dopo le procedure, mentre oltre la metà dedica meno di 20 secondi al lavaggio, al di sotto delle raccomandazioni. Ancora più significativo il dato sull’uso dei guanti: il 58,82% dichiara di non utilizzarli mai. E tra gli ostacoli principali non emerge la disattenzione individuale, bensì fattori strutturali: il 34,71% indica infatti la carenza di servizi igienici accessibili fuori casa come barriera principale. Non a caso, proprio fuori dall’ambiente domestico si registrano i comportamenti più critici, tra rinvii della sostituzione del presidio o procedure effettuate senza adeguata igiene. Parallelamente, si evidenzia una forte domanda di supporto: quasi la metà degli intervistati (47,65%), considera molto utile una guida dedicata e privilegia strumenti pratici come video tutorial e materiali cartacei».
«Questa nostra indagine – commenta Pier Raffaele Spena, presidente della FAIS – dimostra che la consapevolezza sul rischio infettivo è diffusa, ma non sempre si traduce in pratiche corrette. Per le persone con stomia o incontinenza, l’igiene delle mani non è solo una buona abitudine, ma una componente essenziale della cura, un vero presidio di sicurezza. Eppure, molte persone gestiscono situazioni complesse senza una formazione strutturata e senza un adeguato supporto. Per questo è fondamentale rafforzare non solo l’informazione, ma anche le condizioni concrete che rendono possibile una corretta gestione quotidiana, trasformando un gesto semplice in uno strumento reale di prevenzione e qualità della vita».
È quindi alla luce di tali consapevolezze che la FAIS ha voluto lanciare, in occasione della Giornata di oggi, la campagna denominata FAIS la cosa giusta: un gesto semplice, una difesa in più, anche attraverso la realizzazione di alcune immagini grafiche, come quella qui a fianco publicata. (S.B.)
Per ulteriori informazioni: Ufficio Stampa FAIS (Anita Fiaschetti), [email protected].
Articoli Correlati
- L’arte elogia la follia: la malattia mentale nelle opere dei grandi artisti Spazia dal Medioevo ai giorni nostri il ricco approfondimento dedicato al rapporto tra arte e follia, curato da Stefania Delendati, che scrive tra l’altro: «In un certo senso l’arte, se…
- Se la disperazione diventa un mercato: terapie ingannevoli e autismo Continuano ad emergere casi di genitori che, sopraffatti dalla disperazione, cadono vittime di percorsi alternativi e truffe in cerca di cure e soluzioni per l’autismo. Ringraziamo dunque con particolare calore…
- Come partecipare alla valutazione e alla progettazione previste dalla "riforma della disabilità" Come le persone con disabilità e le loro famiglie dovrebbero affrontare il coinvolgimento nella valutazione sulla base della quale sono definite le persone con disabilità stesse e quindi successivamente elaborati…