E anche l’opera lirica può diventare accessibile alle persone con disabilità visive

di Anna Maria Gioria*
Alcune persone cieche e ipovedenti, appassionate di opera lirica, hanno potuto assistere alla rappresentazione della “Tosca”, al Teatro Carlo Felice di Genova, grazie all’audiodescrizione realizzata con la tecnologia “Connect Me Too”, il tutto nell’àmbito del progetto “Navigare Insieme”, con cui lo stesso Teatro Carlo Felice vuole rendere fruibili a chiunque le varie esperienze musicali e culturali
"Tosca", Teatro Carlo Felice di Genova, aprile 2026
Un’immagine della rappresentazione di “Tosca” al Teatro Carlo Felice di Genova, resa accessibile alle persone con disabilità visive

Alcune persone cieche e ipovedenti, appassionate di opera lirica, il 18 aprile scorso, al Teatro Carlo Felice di Genova, hanno potuto assistere alla rappresentazione della Tosca, grazie all’audiodescrizione inclusiva Connect Me Too, tecnologia che rende accessibili vari tipi di eventi alle persone con disabilità uditiva attraverso sistemi di autodescrizione in tempo reale.
Già ad inizio anno era stato messo in scena Il trovatore con la stessa modalità, rendendo accessibile l’esperienza teatrale e promuovendo un percorso proiettato a una cultura sempre più aperta e partecipata, con un’attenzione particolare alle persone con disabilità.
La rappresentazione di entrambe le opere citate, supportate dall’audiodescrizione, rientra nella progettualità denominata Navigare Insieme, portata avanti dallo stesso Teatro Carlo Felice e sostenuto dalla Fondazione Carige, affinché le esperienze musicali e culturali diventino fruibili da parte di tutti e tutte. Ciò è reso possibile grazie all’integrazione della tecnologia e di alcuni servizi dedicati, pensati proprio per coinvolgere un pubblico sempre più ampio e diversificato. Navigare Insieme, in particolare, è impegnata in un lavoro di co-progettazione con le Associazioni del territorio per definire soluzioni efficaci; per questo può essere considerato un modello virtuoso tra istituzioni culturali, comunità e innovazione tecnologica.

L’équipe del Teatro Carlo Felice è molto soddisfatta dell’iniziativa. «L’esperienza dell’audiodescrizione dal vivo in occasione di Tosca – ci dicono – si è rivelata un punto di forza del progetto, raccogliendo apprezzamenti unanimi e restituendo con efficacia la potenza delle immagini senza mai sovrastare il canto e la musica. Il pubblico ha partecipato con grande coinvolgimento, offrendo ottimi feedback sulla qualità della narrazione, sulla chiarezza delle descrizioni e sull’armonia con la dimensione musicale e scenica. L’audiodescrizione in diretta, realizzata da Manuela Litro e sviluppata in fase di editing in collaborazione con Noemi Zerbone dell’UICI (Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti), ha fatto registrare un esito estremamente positivo, confermando il valore di un approccio inclusivo e strutturato all’accessibilità culturale. L’iniziativa ha dimostrato quindi come l’opera possa essere pienamente fruibile anche da persone con disabilità visiva, garantendo che emozione e messaggio arrivino intatti e contribuendo ad abbattere quella barriera invisibile che spesso separa lo spettatore dalla comprensione profonda, trasformando la visione in un’esperienza autenticamente universale».

Portare l’audiodescrizione, all’interno del teatro significa applicare l’innovazione tecnologica a uno dei luoghi simbolo della cultura, rendendolo maggiormente aperto e inclusivo; inoltre, è la dimostrazione tangibile che l’arte non appartiene a chi la può vedere, ma a chi desidera viverla. In questa apertura, il teatro ritrova la sua vera anima: essere un luogo in cui l’emozione della scena e della musica diventano patrimonio di tutti.
L’audiodescrizione, in questo specifico caso, consiste in una cronaca iper-descrittiva, eseguita da un professionista del settore, che arricchisce le parti udibili dell’opera con una narrazione molto precisa di ciò che sta succedendo sia in scena (movimenti dei cantanti, mimica facciale, dettagli dei costumi indossati, acconciature e colori), sia all’interno del teatro (atmosfera, reazioni del pubblico, descrizione degli ambienti). L’audiodescrizione stessa viene trasmessa live e senza ritardo (delay) mediante la rete 5G e 4G, permettendo agli spettatori ciechi e ipovedenti di vivere l’esperienza teatrale con suggestioni ed emozioni molto forti. L’utilizzo è alquanto semplice: è sufficiente infatti scaricare l’app Connect Me Too sul proprio smartphone e navigare, seguendo le istruzioni, fino all’evento scelto e collegando gli auricolari o le cuffie.

«Siamo particolarmente soddisfatti dei risultati ottenuti durante Tosca – sottolinea Tony D’Angelo, responsabile del progetto Connect Me Too per CMT Translation –: l’integrazione tecnica dell’applicazione Connect Me Too ha funzionato infatti in modo impeccabile, permettendo al pubblico di vivere un’esperienza coinvolgente e innovativa senza alcun problema. Auspichiamo che sempre più istituzioni culturali possano ispirarsi all’esempio del teatro Carlo Felice, adottando soluzioni capaci di ampliare l’accessibilità e la qualità della fruizione».

*Il presente contributo è già apparso in “InVisibili”, blog del «Corriere della Sera.it», con il titolo “Genova lancia la descrizione in diretta dell’opera lirica per i ciechi” e viene qui ripreso, con diverso titolo e una serie di modifiche dovute al differente contenitore, per gentile concessione.

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