Diversi spazi culturali di Milano diventeranno dal 15 al 19 maggio il palcoscenico per “Nothing to Hide” (“Niente da nascondere”), performance internazionale di danza inclusiva nata all’interno del progetto europeo “Biokinetics”, «non solo uno spettacolo – come è stato detto -, ma un incontro, un momento in cui i corpi si relazionano, le differenze diventano linguaggio e la scena si trasforma in un organismo vivente, in continua evoluzione, un luogo di ascolto, vulnerabilità e coesistenza»

«Milano diventerà nei prossimi giorni il palcoscenico per Nothing to Hide (“Niente da nascondere”), performance internazionale di danza inclusiva nata all’interno del progetto europeo Biokinetics, cofinanziato dal programma Creative Europe dell’Unione Europea. Ma Nothing to Hide non è solo uno spettacolo: è un incontro, un momento in cui i corpi si relazionano, le differenze diventano linguaggio e la scena si trasforma in un organismo vivente, in continua evoluzione»: lo dicono dalla Fondazione Mantovani Castorina di Milano, organizzatrice ormai da alcuni anni di una manifestazione interessante e importante come il Festival delle Abilità, che è anch’essa tra i partner di questo arrivo nel capoluogo lombardo di Nothing to Hide, che riunisce performer con e senza disabilità provenienti da Grecia, Italia e Portogallo, «dando vita – viene spiegato ancora – a un’esperienza scenica che supera i confini tra danza, teatro e tecnologia. Infatti, attraverso un linguaggio artistico radicalmente inclusivo, l’opera mette in discussione le convenzioni del movimento, della presenza e dell’identità, aprendo nuove possibilità di relazione tra performer e pubblico».
Dal 15 al 19 maggio, dunque, lo spettacolo sarà presentato in diversi spazi culturali della città (a questo link il calendario completo), attraverso un programma che intreccerà performance, esposizioni e momenti di confronto con il pubblico, trasformando Milano in un vero e proprio laboratorio aperto di ricerca artistica e partecipazione.
La direzione artistica internazionale del progetto è affidata a Jiorgos S. Christakis (Dagipoli Dance Company – Grecia), Vlad Scolari (Fondazione Mantovani Castorina – Italia), Marco De Meo (Contamina APS) e Bruno Rodrigues (Vo’Arte – Portogallo), in collaborazione con En Drasi Theatre Company.
«“Niente da nascondere” – concludono dalla Fondazione Mantovani Castorina – diventa così una dichiarazione poetica e politica: un invito a condividere lo spazio scenico come luogo di ascolto, vulnerabilità e coesistenza». (S.B.)
Per ulteriori informazioni: [email protected] (Roberta Curia).
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