Assistenza medica alle persone con disabilità in Lombardia: cresce il DAMA, ma ancora non basta

In Lombardia il Servizio DAMA (“Assistenza medica avanzata alle persone con disabilità”) è in crescita, ma la presenza sul territorio regionale non è omogenea e ampie aree restano scoperte; inoltre le modalità di accesso al servizio variano da un territorio all’altro: è quanto emerge da una nuova indagine realizzata dalla LEDHA (Lega per i Diritti delle Persone con Disabilità) e dalla UILDM di Monza Brianza (Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare), condotta tra ottobre 2025 e gennaio 2026

Persona con grave disabilità accede a un ospedaleLa presenza del Servizio DAMA (Disabled Advanced Medical Assistance ovvero “Assistenza medica avanzata alle persone con disabilità”) in Lombardia è in crescita, ma la presenza sul territorio regionale non è omogenea e ampie aree restano scoperte; inoltre le modalità di accesso al servizio variano da un territorio all’altro: è quanto emerge da una nuova indagine realizzata dalla LEDHA, la Lega per i Diritti delle Persone con Disabilità che costituisce la componente lombarda della FISH (Federazione Italiana per i Diritti delle Persone con Disabilità e Famiglie) e dalla UILDM di Monza Brianza (Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare), condotta tra ottobre 2025 e gennaio 2026.
Nato nel 2000 come progetto sperimentale all’Ospedale San Paolo di Milano, DAMA, va ricordato, garantisce percorsi di cura adeguati e personalizzati a persone con gravi disabilità cognitive e comunicative che incontrano ostacoli nell’accesso ai servizi sanitari tradizionali.
«Ebbene – spiegano dalla LEDHA – rispetto alla precedente rilevazione del 2023, il numero di Aziende Socio-Sanitarie Territoriali (ASST) della Lombardia in cui il servizio è attivo è aumentato, passando da 10 a 14 su un totale di 27 ASST. Un dato positivo, che conferma gli effetti dell’introduzione della Legge Regionale 22/21 e del progressivo sviluppo della rete DAMA sul territorio. Tuttavia, la presenza del servizio resta disomogenea, se è vero che intere aree della Lombardia risultano ancora scoperte o solo parzialmente servite, con criticità evidenti in territori come il Pavese, la Valtellina e il Comasco, oltre a parti delle Province di Bergamo e Brescia».

«Accanto alla distribuzione territoriale – proseguono dalla LEDHA -, emerge un secondo problema, ossia l’accesso al servizio. Le modalità di attivazione del DAMA variano infatti significativamente da un’ASST all’altra, rendendo difficile per le persone e le famiglie orientarsi tra procedure diverse. L’indagine ha inoltre evidenziato rilevanti carenze informative: in oltre la metà delle ASST analizzate, infatti, non è disponibile una pagina web dedicata né un contatto diretto per il servizio. In molti casi, quindi, l’unico riferimento è l’URP (Ufficio Relazioni con il Pubblico), che non è sempre in grado di fornire indicazioni puntuali. E non sono nemmeno mancati episodi in cui gli operatori non erano a conoscenza del servizio o i contatti risultavano irraggiungibili».
La ricerca di LEDHA e UILDM di Monza Brianza ha del resto cercato, quasi segnatamente, di riprodurre concretamente l’esperienza di una persona (nella maggior parte dei casi un familiare) che abbia bisogno di informazioni o di fare accedere al DAMA un figlio o un fratello con grave disabilità. Chi si rivolge a questi centri, infatti, lo fa per garantire a un’altra persona cure efficaci. Per questo è importante mettere gli utenti nelle condizioni di poter reperire informazioni chiare e accurate in tempi rapidi, poiché quando emerge un bisogno di salute, che si tratti di un’urgenza o di prevenzione, la possibilità di orientarsi facilmente tra i servizi disponibili è fondamentale.
«Negli ultimi anni – sottolineano le organizzazioni promotrici della ricerca – si sono effettivamente registrati passi avanti importanti, ma non basta che il servizio esista: deve essere anche accessibile, riconoscibile e uniforme su tutto il territorio».

Proprio per questo, dunque, LEDHA e UILDM di Monza Brianza hanno evidenziato la necessità di proseguire nel percorso avviato, estendendo il servizio a tutte le ASST lombarde e chiedendo alle autorità competenti di definire un piano per uniformare le modalità di accesso affinché i vari servizi DAMA siano fruibili in modo coerente su tutto il territorio. (S.B.)

Per ulteriori informazioni: [email protected].
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