“BricksFor”: patrimonio Unesco, tecnologie, metodologie partecipative e accessibilità in un unico modello replicabile

di Mirella Madeo*
A Crespi d’Adda in Lombardia il patrimonio culturale diventa strumento di partecipazione, relazione e inclusione sociale. Nel villaggio operaio patrimonio Unesco, infatti, prende forma “BricksFor”, un progetto che utilizza i mattoncini LEGO® come linguaggio educativo e relazionale per accogliere le diversità e creare esperienze accessibili a persone con disabilità, famiglie, studenti e visitatori
Progetto "BricksFor"
Progetto “BricksFor”: i mattoncini LEGO® utilizzati come linguaggio educativo e relazionale

A Crespi d’Adda (frazione di Capriate San Gervasio, in provincia di Bergamo) il patrimonio culturale diventa strumento di partecipazione, relazione e inclusione sociale. Nel villaggio operaio patrimonio Unesco, infatti, prende forma BricksFor, progetto che utilizza i mattoncini LEGO® come linguaggio educativo e relazionale per accogliere le diversità e creare esperienze accessibili a persone con disabilità, famiglie, studenti e visitatori.
L’iniziativa, sostenuta dalla Fondazione Cariplo e dalla Regione Lombardia, nasce dall’impegno dell’Associazione Crespi d’Adda nel trasformare uno dei siti industriali più significativi d’Europa in uno spazio culturale vivo, capace non solo di conservare memoria storica, ma anche di produrre nuove forme di cittadinanza e partecipazione. Le attività partiranno il 7 giugno prossimo e proseguiranno ogni seconda domenica del mese fino a dicembre (per partecipare è possibile consultare i siti dedicati a questo o a questo link, o anche contattare il numero 02 90939988).

Il progetto si sviluppa, come detto, nel cuore del villaggio operaio di Crespi d’Adda, straordinario esempio di città industriale ancora abitata e riconosciuto dall’Unesco per il suo impianto urbanistico unico. Qui, laboratori, visite guidate e percorsi esperienziali vengono intrecciati con metodologie partecipative come LEGO® Serious Play®, LEGO® Play Included e LEGO® Braille. L’obiettivo non è semplicemente proporre attività ludiche, ma utilizzare il gioco come strumento di comunicazione, apprendimento e costruzione di significati condivisi. I mattoncini diventano così un mezzo per “pensare con le mani”, raccontarsi, sviluppare relazioni e dare forma concreta ai valori della comunità.
Accanto ai tradizionali mattoncini colorati, l’iniziativa integra inoltre anche tecnologie digitali, sistemi di intelligenza artificiale e video narrativi dedicati alla valorizzazione del patrimonio culturale. Le attività si svolgono all’interno dell’Unesco Visitor Centre e lungo itinerari guidati che attraversano i luoghi simbolo del villaggio.

Uno degli aspetti più innovativi di BricksFor riguarda i percorsi dedicati alle persone nello spettro autistico e a chi altri vive difficoltà comunicative. Attraverso la metodologia LEGO® Play Included, i partecipanti vengono accompagnati in attività che rendono tangibili valori come collaborazione sociale, appartenenza e rispetto reciproco. Per le situazioni di maggiore fragilità sono previste anche Sensory Bags, ossia borse contenenti strumenti utili a ridurre lo stress sensoriale durante la visita: cuffie antirumore, occhiali oscuranti, giochi antistress e materiali in CAA (Comunicazione Aumentativa Alternativa) (CAA). Le schede informative saranno inoltre disponibili presso l’Unesco Visitor Centre.

L’attenzione agli aspetti sensoriali e comunicativi rappresenta dunque un elemento cruciale, perché rendere accessibile un luogo culturale significa infatti non limitarsi all’abbattimento delle barriere architettoniche, ma costruire contesti in cui ogni persona possa sentirsi accolta e libera di vivere l’esperienza secondo le proprie esigenze.
Il progetto dedica pertanto ampio spazio anche all’accessibilità per persone cieche o ipovedenti, basando in questo caso i percorsi sulla metodologia LEGO® Serious Play® e sull’utilizzo dei mattoncini LEGO® Braille, progettati per riprodurre il sistema Braille e favorire modalità di apprendimento inclusive. Vi sono inoltre laboratori specifici, introduzioni audio e video nelle sale museali multimediali, visite guidate accessibili con radioguide bluetooth ed esperienze tattili degli elementi simbolo del sito Unesco. Particolarmente significativa è anche la presenza di un’audioguida narrativa immersiva: a condurre i visitatori è il medico del villaggio, personaggio storico interpretato da un attore professionista, che accompagna passo dopo passo nella scoperta di Crespi d’Adda.
Quello che emerge, in sostanza, è non solo un adattamento di contenuti già esistenti, ma il ripensare l’esperienza culturale a partire dai diversi modi di percepire e abitare lo spazio, una prospettiva, cioè, che supera l’idea di accessibilità come concessione e la trasforma in principio progettuale.

BricksFor guarda anche alle nuove generazioni, se è vero che a studenti e studentesse è dedicato un percorso specifico utilizzando LEGO® Serious Play®, per esplorare i valori che animavano il “villaggio ideale del lavoro” costruito dalla famiglia Crespi e riflettere sul loro significato contemporaneo.
Il laboratorio si intreccia con visite guidate al sito Unesco, alla centrale idrolelettrica e alle sale museali multimediali, dove personaggi storici del villaggio – interpretati da attori professionisti – dialogano con i partecipanti su temi sociali, culturali e civili. Tra gli elementi più innovativi, inoltre, vi è una chat interattiva basata sull’intelligenza artificiale che permette agli studenti di “dialogare” con l’onorevole Silvio Benigno Crespi, fondatore del villaggio operaio, attraverso un sistema AI Character Chat accessibile da dispositivi mobili.
La memoria storica diventa così uno strumento dinamico, capace di parlare alle nuove generazioni con linguaggi contemporanei e modalità partecipative.

BricksFor si presenta come un progetto unico nel panorama italiano ed europeo perché unisce patrimonio Unesco, tecnologie innovative, metodologie partecipative e accessibilità in un unico modello replicabile. Il valore più profondo dell’iniziativa risiede forse proprio nella sua capacità di ridefinire il concetto di patrimonio culturale. Non più semplice luogo della memoria o destinazione turistica, ma spazio sociale in cui costruire relazioni, consapevolezza e senso di comunità.
In un tempo in cui il tema dell’accessibilità culturale è ancora spesso affrontato come intervento marginale o straordinario, questa esperienza propone invece una prospettiva differente: l’inclusione non come servizio aggiuntivo, ma come elemento strutturale della progettazione culturale.
Il progetto, come detto inizialmente, è realizzato con il contributo della Fondazione Cariplo e della Regione Lombardia e in collaborazione con Serious Play Italia e con il sostegno di T-Essere Srl, Adda Energi Srl, The Antonio Percassi Family Foundation, ASST Bergamo Ovest e Magnetic Media Network Spa.

*Il presente contributo è già apparso nel magazine di Mirella Madeo «AboutPeople» e viene qui ripreso con diverso titolo e alcuni riadattamenti al diverso contenitore, per gentile concessione.

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: [email protected] (Erica Debelli).
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