«Ad oggi abbiamo ricevuto quasi 20.000 segnalazioni, a dimostrazione di quanto esista ancora un grave deficit nell’effettivo riconoscimento dei diritti delle persone con disabilità»lo ha dichiarato Maurizio Borgo, presidente dell’Autorità Garante Nazionale dei diritti delle persone con disabilità, intervenendo alla conferenza “Europe in Action 2026”, ove ha sottolineato anche che «il Progetto di Vita deve valere per tutte le persone con disabilità, anche per quelle che si trovano presso strutture di cura e accoglienza»
«Ad oggi l’Autorità Garante ha ricevuto quasi 2.000 segnalazioni, attraverso la maschera disponibile nella home page del nostro sito istituzionale e tramite l’indirizzo e-mail dedicato: un dato che dimostra quanto esista ancora un grave deficit nell’effettivo riconoscimento dei diritti delle persone con disabilità. E tra le criticità più diffuse, vi è quella dell’inclusione scolastica, che purtroppo è ancora troppo spesso solo sulla carta: a tutt’oggi, infatti, permangono ostacoli che impediscono agli studenti e alle studentesse con disabilità di partecipare alla vita scolastica in condizioni di piena uguaglianza con gli altri»: lo ha dichiarato Maurizio Borgo, presidente dell’Autorità Garante Nazionale dei diritti delle persone con disabilità, intervenendo all’incontro Anti-discriminazione: quali sostegni e quali tutele, all’interno di Europe in Action 2026, la principale conferenza europea dedicata ai temi della disabilità intellettiva, dell’inclusione e dei diritti delle persone con disabilità e delle loro famiglie, la cui ventunesima edizione, da noi già ampiamente presentata, si concluderà oggi, 27 maggio, a Vicenza, organizzata dall’ANFFAS Nazionale (Associazione Nazionale Famiglie e Persone con Disabilità Intellettive e Disturbi del Neurosviluppo), insieme a Inclusion Europe, rete europea cui la stessa ANFFAS aderisce.
Un altro tema su cui si è soffermato il Presidente dell’Autorità Garante è quello riguardante la presa in carico delle persone con disabilità, rispetto al quale la stessa Autorità Garante sta intervenendo attraverso visite alle strutture, in collaborazione con il Comando Carabinieri per la Tutela della Salute. «Il nostro compito – ha affermato Borgo – è verificare che i diritti delle persone con disabilità siano effettivamente garantiti anche all’interno di questi luoghi. Il Progetto di Vita, infatti, vale per tutte le persone con disabilità, anche per quelle che si trovano presso strutture di cura e accoglienza. Nessuno deve restare parcheggiato, perché questo significherebbe accettare una forma di istituzionalizzazione che, a vent’anni dalla Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità, non sarebbe accettabile». (S.B.)
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