A scuola di volontariato dei diritti

di Giuseppe D'Angelo*
Un volontariato consapevole, competente e indipendente è una necessità: il progetto torinese “A scuola per un volontariato dei diritti” si propone di restituire agli individui e alle associazioni la capacità di capire cosa è loro dovuto, e come pretenderlo. Promossa dall’ULCES, in sinergia con la Fondazione Promozione Sociale, l’Associazione Tutori Volontari e l’UTIM, l’iniziativa ruota attorno al libro omonimo e a un sito internet dedicato. Vediamo di cosa si tratta

"A scuola di volontariato dei diritti"C’è una distanza spesso enorme tra il diritto scritto in una legge e il diritto effettivamente ottenuto. Per colmarla occorre conoscenza, competenza, capacità di azione. Non ci si improvvisa, e la buona volontà – da sola – non basta. È da questa consapevolezza, maturata in sessant’anni di lavoro sul campo, che è nato a Torino il progetto A scuola di volontariato dei diritti, promosso dall’ULCES (Unione per la Lotta contro l’Emarginazione Sociale) in sinergia con la Fondazione Promozione Sociale, l’Associazione Tutori Volontari e l’UTIM (Unione per la Tutela delle persone con disabilità intellettiva).
Il progetto ruota attorno a due assi: il volume omonimo, già pubblicato nella collana “Strumenti” della rivista Prospettive. I nostri diritti sanitari e sociali, e il sito www.scuoladeidiritti.it, la sua estensione digitale.

Volontariato dei diritti: una categoria precisa
Occorre distinguere. Il volontariato dei diritti non è il volontariato caritatevole — quello che supplisce alle carenze istituzionali senza intaccarne le cause — né il volontariato gestionale, integrato nel sistema di erogazione dei servizi e spesso in posizione di dipendenza dagli enti pubblici. Il volontariato dei diritti si fonda su quattro pilastri che ne definiscono l’identità: indipendenza assoluta dalle istituzioni, sia pubbliche che private; gratuità integrale delle prestazioni; competenza tecnica, giuridica e organizzativa; continuità dell’azione nel tempo.
Ciò significa che chi pratica questo tipo di volontariato esige quello che è dovuto per legge. Perché non deve essere dato per carità ciò che è dovuto a titolo di giustizia.

I destinatari
Sono volontari di Associazioni civiche e sociali, familiari di persone con disabilità o malate non autosufficienti, aspiranti tutori e amministratori di sostegno, operatori e cittadini che vogliono capire come funziona concretamente la tutela dei diritti. Le persone da difendere, al centro di tutto, sono quelle che da sole non ce la fanno: minori privi di adeguato sostegno familiare, persone con disabilità intellettiva o autismo, anziani malati cronici non autosufficienti.

Il libro
Il volume è strutturato in due parti complementari. La prima offre le basi culturali e giuridiche: il significato del volontariato dei diritti, il valore della Costituzione, il ruolo del Servizio Sanitario Nazionale, i LEA (Livelli Essenziali di Assistenza), le questioni legate all’ISEE, alla disabilità, alla non autosufficienza, alla tutela e all’amministrazione di sostegno. La seconda è operativa, e non ha equivalenti facilmente reperibili: insegna come scrivere una PEC, presentare una diffida, richiedere l’accesso agli atti, preparare un esposto, promuovere una petizione, comunicare con la stampa, dialogare con le istituzioni. Non teoria applicata dunque, ma strumenti, con esempi e modelli pronti da usare.

Il sito
Il sito www.scuoladeidiritti.it nasce come estensione digitale del volume, ma aspira a diventare qualcosa di più. È pensato infatti come spazio formativo e informativo in continuo aggiornamento: ospita il testo integrale del libro suddiviso per temi, modelli e facsimile scaricabili, un’area didattica con esercitazioni e quiz, il calendario degli incontri formativi, ed altro ancora.

Il percorso formativo
Il cuore operativo del progetto è un ciclo formativo modulare, strutturato. La prima parte comprende l’introduzione al volontariato dei diritti, analisi di norme e strumenti giuridici, approfondimenti su ISEE e amministrazione di sostegno, tecniche di comunicazione e mobilitazione civica e si svolge online. La seconda parte, un laboratorio pratico con simulazioni di casi reali, si tiene in presenza. Al termine del percorso viene rilasciato un attestato finale.
L’obiettivo è formare volontari attivi e costruire una rete stabile di persone competenti, autonome, capaci di intervenire quando i diritti vengono negati.

Perché adesso
Il sistema di welfare si è ristretto, le tutele sono in arretramento, le organizzazioni di rappresentanza collettiva — sindacati, movimenti, enti civici — per varie ragioni hanno perso parte della capacità di pressione che avevano. Le famiglie con un componente con disabilità grave o non autosufficiente sono sempre più sole. In questo scenario, un volontariato consapevole, competente e indipendente è una necessità.
A scuola per un volontariato dei diritti si propone quindi di restituire agli individui e alle associazioni la capacità di capire cosa è loro dovuto, e come pretenderlo.

*Per ULCES di Torino (Unione per la Lotta contro l’Emarginazione Sociale), [email protected].

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