«Presidente, non chiediamo privilegi. Chiediamo solo di non essere più invisibili. Chiediamo che la Repubblica si ricordi anche di chi, ogni giorno, tiene in piedi la vita degli altri senza mai potersi fermare. Perché un caregiver non smette mai. Nemmeno di notte. Nemmeno nei giorni di festa. Nemmeno il 2 Giugno»: lo scrivono centinaia di caregiver familiari, rivolgendosi direttamente al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, alla vigilia della Festa della Repubblica del 2 Giugno
Gentilissimo Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, le scriviamo perché, per noi caregiver familiari, lei rappresenta la Repubblica Italiana; chi più di lei può ascoltare, difendere e dare voce ai cittadini più invisibili del nostro Paese?
Noi siamo i caregiver familiari. Siamo quelli che ogni giorno assistono figli, genitori, coniugi e familiari non autosufficienti. Siamo quelli che permettono allo Stato italiano di risparmiare miliardi di euro ogni anno attraverso un lavoro di cura continuo, spesso H24, svolto senza stipendio, senza tutele, senza ferie, senza malattia e senza una pensione adeguata.
Eppure, non veniamo considerati lavoratori. Non abbiamo un sindacato che ci rappresenti davvero; spesso non compariamo nemmeno nei questionari quando viene chiesto: «Che lavoro fai?».
Ma esistiamo. Abbiamo una definizione giuridica riconosciuta dalla Legge italiana e veniamo citati perfino nelle Sentenze europee. Nonostante ciò, nella vita reale continuiamo a restare invisibili.
In Italia almeno un milione di caregiver familiari – il 90% dei quali donne – vive ogni giorno questa condizione di solitudine e abbandono istituzionale: persone che hanno rinunciato al lavoro, alla salute, alla vita sociale e, spesso, persino ai propri sogni per prendersi cura di chi amano.
Quest’anno l’Italia celebra gli 80 anni della Repubblica. Ottant’anni di diritti, di democrazia, di lavoro riconosciuto come fondamento della Repubblica stessa. Ma in questi ottant’anni i caregiver familiari sono rimasti invisibili: cittadini che lavorano senza sosta, senza orari, senza pause e senza riconoscimento.
Per questo, anche il 2 Giugno, Festa della Repubblica, per molti di noi è difficile sentirci davvero parte di essa. Una Repubblica, infatti, dovrebbe riconoscere tutti coloro che sostengono il Paese con il proprio lavoro, anche quando quel lavoro si svolge dentro una casa, accanto a un letto, nel silenzio quotidiano della cura.
La nostra non è assistenza occasionale: è lavoro di cura continuo, responsabilità, competenza, presenza costante. È un lavoro che sostiene famiglie, sanità e welfare, ma che ancora oggi non viene riconosciuto come tale.
Guardiamo con speranza alla Legge Nazionale sul caregiver familiare attualmente in discussione alla Camera dei Deputati. Ma quella Legge deve davvero rappresentare tutti i caregiver familiari italiani: deve riconoscerci come lavoratori e deve tutelare tutte le tipologie di caregiver esistenti, che sono molte di più delle quattro attualmente citate nel testo del Disegno di Legge.
Esistono caregiver familiari di figli con disabilità gravissima, caregiver di anziani, di persone con malattie rare, neurodegenerative, psichiatriche o oncologiche; caregiver giovani, anziani, lavoratori, H24. Esistono realtà completamente diverse tra loro, ma accomunate dallo stesso carico di cura e dalla stessa invisibilità. Nessun caregiver familiare deve essere escluso da un riconoscimento che riguarda dignità, diritti e cittadinanza.
Presidente, noi non chiediamo privilegi. Chiediamo solo di non essere più invisibili. Chiediamo che la Repubblica si ricordi anche di chi, ogni giorno, tiene in piedi la vita degli altri senza mai potersi fermare. Perché un caregiver non smette mai. Nemmeno di notte. Nemmeno nei giorni di festa. Nemmeno il 2 Giugno.
Eppure continuiamo ad amare questo Paese e a prendercene cura, proprio come ci prendiamo cura dei nostri familiari. Speriamo che anche la Repubblica, attraverso lei e la sua sensibilità, possa finalmente prendersi cura di noi.
*https:// caregiverfamiliariuniti.org. Il presente documento è sottoscritto da centinaia di caregiver familiari il cui elenco completo è presente a questo link.
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