Verranno presentati il 23 giugno a Milano i primi risultati di una ricerca promossa dall’Associazione Abbonamento Musei, che ha coinvolto 330 musei tra Lombardia e Piemonte, nelle Province di Novara e del Verbano-Cusio-Ossola, indagine che rappresenta uno dei più ampi tentativi di mappatura dedicati all’accessibilità museale in un territorio vasto e articolato, con l’obiettivo non solo di raccogliere dati, ma di costruire una base di conoscenza utile a orientare interventi concreti e politiche culturali più inclusive
Un museo può dirsi davvero accessibile se una persona con disabilità incontra ostacoli lungo il percorso di visita? E quanto sono accoglienti i luoghi della cultura per le famiglie con bambini nella fascia 0-6 anni? Sono alcune delle domande al centro di una ricerca promossa dall’Associazione Abbonamento Musei nell’àmbito dei programmi strategici di Fondazione Cariplo Anita – L’infanzia prima e Destinazione Autonomia, che ha coinvolto 330 musei tra Lombardia e Piemonte, nelle Province di Novara e del Verbano-Cusio-Ossola. I primi risultati saranno presentati il 23 giugno prossimo nel Salone d’Onore della Triennale Milano, durante l’incontro denominato Il museo che accoglie: scenari e sfide dell’accessibilità nei luoghi della cultura, una giornata di studio e confronto dedicata a comprendere come rendere gli spazi culturali più inclusivi e partecipati (a questo link è disponibile il programma completo).
L’indagine rappresenta dunque uno dei più ampi tentativi di mappatura dedicati all’accessibilità museale in un territorio vasto e articolato. L’obiettivo non è soltanto raccogliere dati, ma costruire una base di conoscenza utile a orientare interventi concreti e politiche culturali più inclusive.
Ad aprire i lavori, il 23 giugno, saranno Carla Morogallo, direttrice generale di Triennale Milano, e Alberto Garlandini, presidente dell’Associazione Abbonamento Musei. La ricerca verrà introdotta da Cinzia Portelli, responsabile di Lombardia e Sviluppo AM Family di Abbonamento Musei, che illustrerà obiettivi e metodologia del percorso avviato nell’ambito dei due programmi strategici sostenuti da Fondazione Cariplo. Seguirà l’intervento di Elena Pessina, responsabile per lo sviluppo dei progetti in Lombardia di Abbonamento Musei, che presenterà la risposta dei musei al sondaggio e offrirà una prima fotografia del livello di partecipazione registrato dall’indagine.
Uno dei focus principali riguarda i bambini da 0 a 6 anni, una fascia d’età spesso poco considerata nella progettazione culturale. Attraverso il citato programma Anita – L’infanzia prima, la ricerca analizza bisogni, esperienze e pratiche sviluppate dai musei per accogliere le famiglie con bambini piccoli, evidenziando opportunità e criticità.
A presentare questa parte dell’indagine saranno Paola Borrione, presidente della Fondazione Santagata per l’Economia della Cultura, insieme a Giulia Avanza e Camilla Lo Schiavo, che illustreranno i dati raccolti e le esperienze emerse dai territori.
L’attenzione alla prima infanzia rappresenta oggi una delle frontiere più innovative delle politiche culturali. Numerosi studi dimostrano infatti come l’accesso precoce alla cultura possa favorire lo sviluppo cognitivo, relazionale ed emotivo dei bambini, contribuendo a ridurre le disuguaglianze educative fin dai primi anni di vita.
L’altro grande tema affrontato dalla ricerca riguarda l’accessibilità per le persone con disabilità, rispetto alla quale non si tratta soltanto di eliminare gli ostacoli architettonici, ma di ripensare l’intera esperienza museale secondo i princìpi del design universale, affinché spazi, contenuti e servizi possano essere fruiti dal maggior numero possibile di persone. A questo tema sarà dedicato l’intervento della museologa ed esperta di accessibilità Maria Chiara Ciaccheri.
Negli ultimi anni, del resto, il concetto di accessibilità si è progressivamente ampliato fino a comprendere dimensioni fisiche, sensoriali, cognitive e relazionali. Un museo accessibile, infatti, non è soltanto un luogo in cui si entra senza ostacoli, ma uno spazio in cui ogni visitatore può comprendere, partecipare e sentirsi accolto.
L’incontro del 23 giugno si concluderà con una riflessione sulle prospettive future dei programmi strategici Anita e Destinazione Autonomia. Andrea Rebaglio, direttore dell’Area Attività Filantropiche Trasversali di Fondazione Cariplo, illustrerà scenari e sviluppi delle iniziative, evidenziando il ruolo della cultura come strumento di inclusione sociale e partecipazione.
Le conclusioni saranno affidate a Simona Ricci, direttrice dell’Associazione Abbonamento Musei.
Questa ricerca arriva in un momento in cui il tema dell’accessibilità culturale occupa un posto sempre più centrale nel dibattito pubblico. La Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità riconosce infatti il diritto alla partecipazione alla vita culturale in condizioni di uguaglianza con gli altri cittadini. Allo stesso modo, le più recenti politiche educative sottolineano l’importanza di garantire ai bambini opportunità culturali accessibili fin dalla prima infanzia.
In questo contesto, la mappatura promossa dall’Associazione Abbonamento Musei e dalla Fondazione Cariplo assume un valore che va oltre il settore museale. I dati raccolti, infatti, non raccontano soltanto quanto siano accessibili i luoghi della cultura, ma offrono una misura della capacità delle comunità di includere persone con caratteristiche, bisogni ed esperienze differenti.
La sfida che emerge è chiara: passare dall’accessibilità come adempimento all’accessibilità come principio strutturale. Perché un museo che accoglie davvero non elimina soltanto le barriere, ma riconosce la diversità come parte integrante della propria missione culturale e sociale.
*Il presente contributo è già apparso nel magazine di Mirella Madeo «AboutPeople» e viene qui ripreso con diverso titolo e minimi riadattamenti al diverso contenitore, per gentile concessione.
Per ulteriori informazioni sull’incontro del 23 giugno a Milano: [email protected] (Mara Linda Degiovanni).
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