L’aggiunta della parola “disabilità” nell’articolo 3 della Costituzione e la sostituzione della parola “minorati” con “persone con disabilità” nell’articolo 38: lo stabilisce un Disegno di Legge approvato in Commissione Affari Costituzionali del Senato, che proseguirà ora il proprio iter parlamentare, adeguando il linguaggio della Carta ai princìpi della Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità. Soddisfazione viene espressa dalla Federazione FISH, che ha sollecitato a lungo le Istituzioni su tale tema
Attualmente l’articolo 3 della Costituzione, uno dei più importanti della nostra Carta, recita al primo comma: «Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali», mentre al terzo comma dell’articolo 38, si legge: «Gli inabili ed i minorati hanno diritto all’educazione e all’avviamento professionale».
Ebbene, approvato oggi, 17 giugno, in Commissione Affari Costituzionali del Senato, il Disegno di Legge recante Modifiche agli articoli 3 e 38 della Costituzione in materia di diritti delle persone con disabilità (Atto del Senato n. 1299), aggiunge nell’articolo 3 le parole «e disabilità», dopo «condizioni personali e sociali», e sostituisce nell’articolo 38 la parola «minorati» con «persone con disabilità», adeguando in tal senso il linguaggio della Carta ai princìpi della Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità.
Il testo approvato in Commissione passerà ora all’esame dell’Aula di Palazzo Madama, per il primo via libera, per poi essere trasmesso alla Camera dei Deputati.
Soddisfazione viene espressa dalla FISH (Federazione Italiana per i Diritti delle Persone con Disabilità e Famiglie) per l’approvazione del testo, ritenuto «un importante traguardo che concretizza la proposta e anche le sollecitazioni rivolte dalla nostra Federazione alle Istituzioni, in occasione delle celebrazioni per i 30 anni dalla nostra fondazione, avvenute alla fine del 2024».
«Questo voto – aggiungono dalla Federazione – rappresenta un passo importante verso il pieno riconoscimento dei diritti e della dignità delle persone con disabilità nella nostra Costituzione, un risultato che premia la nostra costante opera di sensibilizzazione e che ci auguriamo trovi presto una definitiva e rapida approvazione in Aula». (S.B.)
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