Si chiama “Turismo Autism Friendly: inclusivo in ogni luogo, in ogni spazio” ed è un progetto sviluppato nelle Marche con cui si punta a costruire un modello regionale innovativo di turismo accessibile, capace di rispondere concretamente ai bisogni delle persone con disturbo dello spettro autistico, disabilità cognitive e sensoriali e delle loro famiglie. Ne parliamo con la Fondazione ARCA (Autismo Relazione Cultura e Arte) di Senigallia (Ancona) che ha promosso l’iniziativa

È un progetto promosso nelle Marche dalla Fondazione ARCA (Autismo Relazione Cultura e Arte) di Senigallia (Ancona)e punta a costruire un modello regionale innovativo di turismo accessibile, capace di rispondere concretamente ai bisogni delle persone con disturbo dello spettro autistico, disabilità cognitive e sensoriali e delle loro famiglie. Si chiama Turismo Autism Friendly: inclusivo in ogni luogo, in ogni spazio e ne parliamo con la stessa Fondazione ARCA.
Da quale esigenza nasce questa iniziativa?
«Dalla consapevolezza che il diritto alla vacanza e alla piena partecipazione alla vita sociale debba essere garantito a tutti e tutte, superando le barriere che ancora oggi limitano l’accesso a esperienze turistiche serene, sicure e realmente inclusive. Nello specifico delle persone con disturbo dello spettro autistico, esse rappresentano una realtà estremamente eterogenea e numericamente significativa, con esigenze di accesso, comunicazione, orientamento e gestione degli ambienti che variano profondamente da persona a persona, coinvolgendo direttamente anche le famiglie e i caregiver, che spesso rinunciano a esperienze di viaggio o limitano i propri spostamenti a contesti familiari a causa della carenza di strutture realmente preparate ad accogliere bisogni specifici. Per questo motivo abbiamo scelto di investire in un progetto pilota che possa produrre un cambiamento culturale e organizzativo duraturo, intervenendo sulla formazione degli operatori, sull’adattamento degli ambienti e sulla costruzione di una rete territoriale stabile e qualificata».
Nel dettaglio, dunque, quali sono le principali caratteristiche del progetto?
«Già presentato nel febbraio scorso alla BIT di Milano 2026, presso lo stand della Regione Marche, il progetto si fonda su un approccio integrato che unisce formazione specialistica, accessibilità cognitiva e sensoriale, innovazione tecnologica e partecipazione diretta delle persone autistiche e delle loro famiglie. Un ruolo centrale sarà svolto dalla formazione, rivolta sia agli operatori del settore turistico sia ai familiari e ai caregiver coinvolti nella sperimentazione. I percorsi saranno realizzati da professionisti con competenze specifiche nell’ambito dell’autismo, della CAA (Comunicazione Aumentativa Alternativa) e dell’ABA (Analisi Applicata del Comportamento), per consentire di trasferire strumenti concreti utili a migliorare l’accoglienza, la comunicazione e la gestione delle situazioni che possono emergere durante un soggiorno turistico».
Parallelamente verrà avviato un percorso di coprogettazione che vedrà protagonisti gli stessi utenti e le loro famiglie nella definizione di un innovativo Toolkit Turismo Autism Friendly. L’obiettivo è sviluppare strumenti realmente efficaci e personalizzati, capaci di supportare la permanenza nelle strutture ricettive e aumentare il benessere e l’autonomia delle persone coinvolte. In tal senso saranno predisposti ausili in CAA, tabelle di comunicazione, storie sociali, task analysis e risorse digitali dedicate alle autonomie personali, domestiche e sociali. Le strutture aderenti potranno inoltre utilizzare strumenti tecnologici specifici, come il comunicatore Blue(2) e dispositivi digitali destinati a favorire la sicurezza, l’orientamento e la comunicazione».
E per quanto riguarda gli ambienti?
«Anche ad essi sarà dedicata una particolare attenzione. Verranno infatti progressivamente ripensati secondo criteri di accessibilità cognitiva e sensoriale, con l’introduzione di accorgimenti acustici e luminosi, sistemi di comunicazione visiva e linguaggi semplificati, oltre a spazi dedicati al rilassamento e alla regolazione sensoriale.
In poche parole, la vacanza dovrà diventare un’esperienza prevedibile, comprensibile e rassicurante, capace di ridurre situazioni di stress e favorire una partecipazione piena e consapevole.
Un altro elemento qualificante del progetto riguarda poi la comunicazione accessibile. Le informazioni relative alle strutture, ai servizi e alle opportunità del territorio saranno infatti rese disponibili attraverso linguaggi Easy to Read (“facili da leggere e da comprendere”) e strumenti digitali facilmente fruibili, affinché l’esperienza di accoglienza inizi prima dell’arrivo e continui durante e dopo il soggiorno. In quest’ottica saranno realizzati contenuti multimediali, reel, video modeling e materiali informativi che consentiranno alle famiglie di conoscere in anticipo gli ambienti, le attività e le modalità di fruizione dei servizi, contribuendo a ridurre incertezza e ansia».
Nello spazio web dedicato al progetto, si parla anche di inclusione lavorativa delle persone con disturbo dello spettro autistico. Che cosa si intende esattamente?
«Effettivamente l’iniziativa guarda anche all’inclusione sociale e lavorativa delle persone con disturbo dello spettro autistico, attraverso la definizione di protocolli dedicati ai Percorsi per le competenze trasversali e l’orientamento e ai Tirocini di inclusione sociale. Grazie poi al coinvolgimento della figura del disability manager e all’attivazione di percorsi di Job Coaching, sarà possibile favorire esperienze concrete di crescita e partecipazione, valorizzando competenze, interessi e punti di forza delle persone coinvolte e creando opportunità occupazionali sempre più strutturate e sostenibili».
Quante saranno le strutture inizialmente coinvolte?
«Il piano coinvolgerà inizialmente otto strutture ricettive pilota appartenenti a differenti tipologie di ospitalità, tra cui camping, agriturismi, alberghi e family hotel, distribuite in almeno tre Province marchigiane. L’obiettivo è arrivare, entro dodici mesi dalla conclusione della fase sperimentale, alla creazione di una rete stabile di strutture riconoscibili e qualificate attraverso il marchio Marche Autism Friendly, destinato a diventare un punto di riferimento per famiglie, operatori e visitatori».
Qual è dunque il vostro messaggio conclusivo, riguardante questa importante sfida?
«Questo progetto, realizzato con il contributo della Presidenza del Consiglio (Ministra per le Disabilità) e con il co-finanziamento della Regione Marche, rappresenta realmente una sfida innovativa che mette al centro la persona e il suo diritto a vivere pienamente il territorio. Un percorso che intende trasformare l’accessibilità in un valore condiviso e diffuso, contribuendo a fare delle Marche una Regione sempre più accogliente, inclusiva e capace di valorizzare le differenze come una risorsa per tutta la comunità.
Come ricorda Federico De Rosa nel suo volume L’isola di Noi. Guida al Paese dell’autismo, il punto d’arrivo potrebbe essere la società della piena integrazione di tutte le persone autistiche, una società capace di trovare un posto e un ruolo anche per le diversità più estreme. Ed è proprio questa la direzione verso cui il progetto intende accompagnare il territorio marchigiano». (S.B.)
Per ulteriori informazioni e approfondimenti: [email protected].
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