Sbloccare l’accesso all’assistenza protesica per le persone del Piemonte con impianto cocleare!

«Denunciamo una situazione di grave stallo amministrativo che sta compromettendo l’accesso all’assistenza protesica per le persone piemontesi con disabilità uditiva, portatrici di un determinato tipo di impianto cocleare»: lo dicono dall’APIC di Torino (Associazione Portatori Impianto Cocleare), rinnovando l’appello a tutte le Istituzioni preposte, per far sì «che venga ripristinata e garantita, senza ulteriori ritardi, la continuità assistenziale per tutte le persone interessate»
Impianto cocleare
Impianto cocleare

«Denunciamo una situazione di grave stallo amministrativo che sta compromettendo l’accesso all’assistenza protesica per i pazienti piemontesi portatori di impianto cocleare Neurelec/Oticon Medical»: lo dicono dall’APIC di Torino (Associazione Portatori Impianto Cocleare), ricordando che «le segnalazioni da noi inviate il 4 e il 15 giugno alla Regione Piemonte, alla Direzione Assistenza Protesica, a Società di Committenza Regione (SRC) Piemonte e a Cochlear Italia, sono tutte rimaste prive di riscontro ufficiale» e che «tale problematica riguarda esclusivamente il Piemonte, l’unica Regione italiana, a quanto risulta, in cui i pazienti portatori di questi dispositivi non riescono ad accedere con regolarità ai processori del suono, ai componenti di ricambio e ai servizi di assistenza necessari al mantenimento della funzionalità dell’impianto».
«L’impianto cocleare – spiegano infatti dall’Associazione torinese – è un dispositivo elettronico impiantabile che consente alle persone con grave perdita uditiva o sordità profonda di recuperare la percezione dei suoni e la capacità di comunicare. Per il corretto funzionamento di esso sono indispensabili processori del suono esterni, componenti di ricambio e un’assistenza tecnica continuativa. Da mesi, però, gli Uffici Protesi delle ASL piemontesi respingono o non evadono le prescrizioni rilasciate dai Centri Regionali di impianto cocleare, motivando il diniego con l’assenza dei fornitori negli elenchi delle gare regionali. Non si tratta per altro di una mera questione burocratica, bensì di una situazione che rischia di configurare una violazione ai LEA (Livelli Essenziali di Assistenza). Gli impianti cocleari e i relativi componenti rappresentano infatti dispositivi indispensabili per la comunicazione, l’autonomia personale e la qualità della vita dei pazienti, e rientrano pienamente tra le prestazioni garantite dal Servizio Sanitario Nazionale». «Le conseguenze per le persone coinvolte – si aggiunge – sono particolarmente gravi: isolamento sociale, perdita di autonomia, difficoltà nella vita lavorativa e familiare e, in alcuni casi, l’impossibilità di utilizzare dispositivi pienamente funzionanti».
«Siamo dunque pronti – concludono dall’APIC – a intraprendere ogni iniziativa necessaria a tutela dei nostri assistiti e rinnoviamo l’appello alla Regione Piemonte, alla Direzione Assistenza Protesica, a SCR Piemonte e a Cochlear Italia affinché venga ripristinata e garantita, senza ulteriori ritardi, la continuità assistenziale per tutte le persone interessate». (S.B.)

Per ulteriori informazioni: [email protected].
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