Leggera, trasportabile e concepita per favorire l’accessibilità alle persone con disabilità visiva, propone al tempo stesso un’esperienza sensoriale e conoscitiva capace di coinvolgere ogni visitatore: è la nuova Sindone Visio-Tattile itinerante, risultato di un progetto della Fondazione Centro Studi Carlo Alberto di Torino, realizzato dalla direzione scientifica del Museo della Sindone, in collaborazione con l’Università e il Politecnico di Torino. La presentazione è in programma per il 25 giugno

Verrà presentata nella mattinata del 25 giugno a Torino (Chiesa del Santissimo Sudario, Via Piave, 14, otre 10.30), la nuova Sindone Visio-Tattile itinerante, risultato di un progetto della Fondazione Centro Studi Carlo Alberto del capoluogo piemontese, realizzato dalla direzione scientifica del Museo della Sindone e fondato su un patrimonio di studi scientifici sviluppati in collaborazione con ricercatori e specialisti dell’Università e del Politecnico di Torino, integrati con le più recenti acquisizioni tecnologiche e metodologiche.
«Frutto di un lungo percorso di ricerca interdisciplinare e dell’impiego delle più avanzate tecnologie di elaborazione tridimensionale – spiegano i promotori dell’iniziativa -, la riproduzione consente di percepire in modo nuovo e coinvolgente i segni impressi sul Sacro Lino, offrendo una lettura inedita della sofferenza dell’Uomo della Sindone. Leggera, trasportabile e concepita per favorire l’accessibilità alle persone con disabilità visiva, l’opera propone al tempo stesso un’esperienza sensoriale e conoscitiva capace di coinvolgere ogni visitatore».
All’incontro del 25 giugno, dopo i saluti istituzionali, interverranno Giorgio Gagna, presidente della Fondazione Centro Studi Carlo Alberto; Nello Balossino, direttore scientifico del Museo della Sindone; Vittorino Biglia, presidente dell’UICI Torino (Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti); Ornella Valle, vicepresidente dell’APRI (Associazione Pro Retinopatici e Ipovedenti); Marco Andriano, content creator digitale con disabilità visiva. (S.B.)
Per ogni ulteriore informazione: Ufficio Stampa Fondazione Centro Studi Carlo Alberto (Stefano Tamagnone), [email protected].
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