Michael Haddad, protagonista di battaglie per il clima, per i diritti delle persone con disabilità e contro ogni guerra

di Giampiero Griffo*
Michael Haddad, persona libanese con disabilità, atleta e imprenditore sociale noto per le straordinarie imprese compiute utilizzando un esoscheletro intuitivo, ha dedicato la vita a sfidare i propri limiti e a sostenere cause globali come l’azione per il clima, per lo sviluppo sostenibile e per l’inclusività. Ora è fortemente impegnato per la pace ed è il caso di prendere esempio da lui, per lanciare anche dall’Italia il grido di rifiuto di tutte le guerre, ben note anche come “la più grande fabbrica mondiale di persone con disabilità”
Guterres e Haddad
Il segretario generale delle Nazioni Unite António Guterres consegna un’onorificenza a Michael Haddad

Il mondo delle persone con disabilità non è più un mondo dove il loro ruolo è quello di oggetto passivo che dipende dalle decisioni prese da altri o quali spesso si riducono a professionisti della medicina e della salute. E questo non accade solo nel mondo dei Paesi ad alto reddito (di cui, per altro, spesso le persone con disabilità non beneficiano, a causa di barriere, ostacoli e discriminazioni che impediscono la loro piena ed eguale partecipazione alle opportunità sociali ed economiche), ma accade ormai in tutto il mondo.
Esemplare è il caso di Michael Haddad, atleta libanese con disabilità specializzato in gare di resistenza, imprenditore sociale e relatore professionista, noto per le sue straordinarie imprese, nonostante sia paralizzato dal torace in giù dall’età di 6 anni a causa di un incidente in moto d’acqua (paraplegico di livello T4). Utilizza un esoscheletro intuitivo per camminare in modo bionico.

Haddad ha dedicato la sua vita a sfidare i propri limiti e a sostenere cause globali fondamentali, concentrandosi principalmente sull’azione per il clima, lo sviluppo sostenibile e l’inclusività. Ricopre il ruolo di Ambasciatore regionale di buona volontà per l’azione per il clima del Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo (UNDP-United Nations Development Programme). Le sue Walks for Purpose (“Camminate per uno scopo”) su terreni impegnativi, come il Circolo Polare Artico e le montagne libanesi, mirano a sensibilizzare l’opinione pubblica mondiale sull’urgenza del cambiamento climatico, sulla resilienza dello spirito umano e sul potenziale insito in ogni individuo, in particolare nelle persone con disabilità. È portavoce del messaggio secondo cui «ciò che sembra impossibile è possibile con determinazione e innovazione».
Michael detiene il record mondiale di camminata, arrampicata e ciaspolata negli ambienti estremi del Libano. Ha percorso 19 chilometri – 60.000 passi – su sentieri montani per sollecitare il rimboschimento del cedro libanese. Ha scalato i 40 metri della roccia di Raouché a Beirut per richiamare l’attenzione sull’inquinamento marino. Ha raggiunto la vetta del Black Peak della Regione MENA (Middle East and North Africa, ossia “Medio Oriente e Nord Africa”). per sottolineare la necessità di agire contro il cambiamento climatico. Ha completato con successo numerose camminate impegnative, tra cui una simbolica camminata di 100 chilometri nel Circolo Polare Artico (Arctic Walk for Climate Resilience a Svalbard, in Norvegia) e trekking attraverso le montagne libanesi (ad esempio, la foresta dei “Cedri di Dio”, Qurnat as Sawda).

Michael Haddad
Michael Haddad in tenuta da atleta

Queste imprese, compiute utilizzando un esoscheletro unico nel suo genere nonostante la paralisi, mettono in luce la resilienza umana e l’urgente necessità di un’azione per il clima. In tal senso, Haddad ha ricoperto il ruolo di Climate Change Champion (“Campione sul cambiamento climatico”) per il Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo in Libano nel periodo 2016-2017. Nel settembre 2019 è stato nominato, come già accennato, Ambasciatore di buona volontà per l’azione per il clima dall’Ufficio Regionale per gli Stati Arabi (RBAS) dell’UNDP, per il suo lavoro ispiratore di sensibilizzazione sul cambiamento climatico e sui suoi effetti devastanti, utilizzando le sue straordinarie marce di resistenza come potente piattaforma di visibilità e cambiamento nella regione degli Stati Arabi e a livello globale. Viene spesso invitato come relatore principale e motivazionale in programmi internazionali.

Attraverso dunque i suoi incredibili viaggi e la sua potente narrazione, Michael Haddad difende la causa delle persone con disabilità, sfidando i pregiudizi, promuovendo l’inclusività e ispirando milioni di persone in tutto il mondo a liberare il proprio potenziale indipendentemente dai limiti percepiti. Michael dimostra che le difficoltà fisiche non determinano la capacità di una persona di contribuire in modo significativo alla società. Ed è stato riconosciuto da vari governi, organizzazioni e istituzioni per il suo coraggio, la sua determinazione e la sua incisiva attività di sensibilizzazione, con riconoscimenti e onorificenze per il suo contributo da una parte alla sensibilizzazione ambientale, dall’altra sui diritti delle persone con disabilità.

La sua prossima iniziativa è legata alla sensibilizzazione per la pace. Aveva già incontrato Papa Francesco e ora si prefigge di incontrare Papa Leone XIV, per sostenere la battaglia per la pace universale. In particolare per la terribile situazione del Libano meridionale, invaso e bombardato da Israele per combattere l’organizzazione sciita Hezbollah, fortemente anti sionista, finanziata dall’Iran. Com’è noto, infatti, da vari mesi l’esercito israeliano bombarda e occupa il sud del Libano e secondo dati diffusi dal Ministero libanese, «Dall’inizio della guerra (2 marzo 2026), sono 3.516 i morti di cui 247 bambini e 992 feriti (con una media di 12 bambini uccisi o mutilati ogni giorno), con 128 vittime tra i soccorritori, e danni a 17 ospedali».
Per denunciare l’assurdità di tutte le guerre nel mondo e di quella in Libano, Haddad vuole muoversi in barca a vela da solo dal Libano per raggiungere l’isola di Cipro.
Ci auguriamo che la sua iniziativa abbia il successo che merita. Perché nell’indifferenza di un mondo che sembra non prendere posizione su questi orrori, e in particolare con il movimento italiano che non si schiera contro le guerre, ben note anche come “la più grande fabbrica mondiale di persone con disabilità”, prendiamo esempio da Michael Haddad per lanciare anche dall’Italia il grido di rifiuto di tutte le guerre.

*Membro del Consiglio Mondiale di DPI (Disabled Peoples’ International).

Share the Post: