In vista dell’imminente Giornata Internazionale della Sordocecità del 27 giugno, la Fondazione Lega del Filo d’Oro – la cui costante crescita racconta l’aumento della capacità di raggiungere persone sordocieche che altrimenti resterebbero sole – sottolinea l’insieme di richieste concrete emerse recentemente dalla propria Conferenza Nazionale, dove le stesse persone sordocieche hanno chiesto di essere finalmente considerate come cittadini e cittadine che possono contribuire attivamente alla società

Con le 1.405 persone seguite nel 2025 (che dieci anni fa erano state 806), la Fondazione Lega del Filo d’Oro ha fatto segnare il numero più alto mai registrato nella propria storia, «una crescita – viene sottolineato – che racconta non solo l’espansione della nostra organizzazione, ma anche l’aumento della capacità di raggiungere persone sordocieche che altrimenti resterebbero sole e le loro famiglie».
Nello stesso periodo di dieci anni, inoltre, la presenza territoriale della Fondazione si è ampliata da 8 a 12 Regioni italiane, con l’obiettivo di essere sempre più vicina alle persone sordocieche e alle loro famiglie. Un percorso destinato a proseguire con la prossima apertura della sede territoriale di Nuoro in Sardegna. E ancora, la rete dei volontari è passata dai 592 del 2015 ai 769 del 2025, con la donazione, nello scorso anno, di oltre 64.000 ore di volontariato. Infine, anche l’organico della Fondazione ha superato le 800 persone, rispetto alle 570 di dieci anni fa.
È in vista dell’imminente Giornata Internazionale della Sordocecità (International Day of Deafblindness) del 27 giugno, che la Fondazione Lega del Filo d’Oro rendere pubblici tali dati, insieme alle raccomandazioni delle persone sordocieche emerse dalla loro recente Conferenza Nazionale (se ne legga ampiamente anche sulle nostre pagine), riguardo agli àmbiti del lavoro, delle passioni, della cultura, delle relazioni e sulla tutela dalla violenza, un insieme di richieste concrete che chiedono alla società un deciso cambio di paradigma. «Le persone sordocieche – sottolineano dall’organizzazione nata a Osimo (Ancona) – non come destinatari di assistenza, ma come cittadini e cittadine che possono contribuire attivamente alla società. Una richiesta riguardante oltre 360.000 persone, tante, infatti, sono in Italia le persone con sordocecità e pluridisabilità psicosensoriale (lo 0,7% della popolazione)».
«Negli ultimi anni – dichiara Rossano Bartoli, presidente della Fondazione Lega del Filo d’Oro – la nostra organizzazione ha continuato a crescere per rispondere in modo sempre più efficace ai bisogni delle persone sordocieche e delle loro famiglie, ma siamo consapevoli che il percorso da compiere è ancora lungo. Anche nei prossimi anni, quindi, continueremo a muoverci lungo il cammino tracciato, rafforzando la nostra presenza nei territori, integrando competenze e modelli di intervento e mantenendo al centro i percorsi di vita e le capacità di ogni persona». (S.B.)
A questo link è disponibile un ulteriore testo di approfondimento. Per altre informazioni: Virginia Matteucci ([email protected]).
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