“A Suon di Padel”: lo sport come strumento di inclusione, partecipazione e crescita personale

di Claudia Porcu
Lo sport come strumento di inclusione, partecipazione e crescita personale è il messaggio che ha caratterizzato il progetto “A Suon di Padel”, iniziativa dell’ENS di Sassari, realizzata grazie al contributo della Fondazione di Sardegna, nata con l’obiettivo di rendere l’attività sportiva realmente accessibile anche alle persone con disabilità uditiva. Vi si sofferma Claudia Porcu, che l’ha ideata, raccontando anche di un convegno dedicato sempre allo sport come strumento di inclusione, che ha potuto contare su alcuni illustri ospiti
Sassari, 2026, partecipanti all'iniziativa "A Suon di Padel"
Foto di gruppo per il progetto sassarese “A Suon di Padel”

Lo sport come strumento di inclusione, partecipazione e crescita personale: è il messaggio che ha caratterizzato il progetto denominato A Suon di Padel, iniziativa dell’ENS di Sassari (Ente Nazionale Sordi), ideata da chi scrive [Claudia Porcu] e realizzata grazie al contributo della Fondazione di Sardegna, nata con l’obiettivo di rendere l’attività sportiva realmente accessibile anche alle persone con disabilità uditiva.
Lo sport, infatti, è molto più di una pratica agonistica o di un semplice momento di svago: è un linguaggio universale capace di unire persone di età, culture, abilità e percorsi di vita differenti. Attraverso tale pratica si costruiscono relazioni, si promuove il rispetto reciproco, si superano barriere e pregiudizi e si sviluppa un autentico senso di appartenenza alla comunità. Quando è accessibile e aperto a tutti, diventa un potente strumento di inclusione sociale, capace di valorizzare le diversità come una risorsa e di offrire a ciascuno l’opportunità di esprimere il proprio potenziale.

Il progetto A Suon di Padel è nato proprio da questa visione. Attraverso un corso di 20 ore, svoltosi a Sassari, presso lo Sporting Milano 26 e guidato dagli istruttori qualificati Giuseppe Cardin e Ginevra Ciafardini, i partecipanti sordi hanno avuto l’opportunità di avvicinarsi al padel non soltanto come disciplina sportiva, ma come esperienza di incontro, socializzazione e condivisione.
Oltre all’apprendimento delle tecniche di gioco, il percorso ha favorito la nascita di nuove relazioni e la condivisione di momenti significativi all’interno di un ambiente inclusivo e stimolante.
Il padel si è rivelato uno strumento particolarmente efficace per raggiungere questi obiettivi perché, essendo uno sport di gruppo, favorisce la collaborazione, la comunicazione, la fiducia reciproca e lo spirito di squadra.
Uno degli aspetti più significativi del progetto è stato il coinvolgimento non solo degli atleti con sordità, ma anche degli istruttori e di tutto lo staff dello Sporting Milano 26. Durante il percorso, tecnici e operatori hanno affrontato un’importante esperienza culturale e umana che li ha resi maggiormente consapevoli di quelle che sono le esigenze delle persone con sordità. Hanno infatti acquisito gli accorgimenti per comunicare in modo efficace con le persone sorde e anche alcuni segni della LIS Lingua dei Segni Italiana.
È stato insomma un percorso che ha dimostrato come l’inclusione autentica nasca dalla conoscenza reciproca, dall’ascolto delle esigenze di ciascuno e dalla volontà di creare spazi realmente accessibili.

Proprio questi temi sono stati approfonditi durante un convegno in giugno al Pegasus Hotel di Sassari, dedicato a sport e inclusione, durante il quale sono stati presentati i risultati raggiunti e condivise le esperienze di atleti provenienti da discipline diverse. Dallo sci nautico al nuoto, dal padel al surf, è emerso un messaggio comune: lo sport come potente strumento di inclusione, capace di valorizzare le differenze e trasformarle in una risorsa.
A portare il proprio contributo sono stati relatori di spicco del panorama sportivo e sociale. Tra questi Jeff Onorato, pluricampione di sci nautico e fondatore della Scuola Sci Saint Tropez di La Maddalena, che ha condiviso la propria esperienza sportiva e il valore della disciplina come percorso di crescita personale. La scuola, attiva da oltre vent’anni, accoglie atleti con e senza disabilità, provenienti da tutto il mondo che arrivano a la Maddalena per imparare e praticare lo sci nautico, in un contesto di libertà, sicurezza e inclusione.
È intervenuto poi Manolo Cattari, psicologo e psicoterapeuta dello sport e presidente del Progetto AlbatroSS, realtà che promuove l’attività in acqua come strumento di inclusione sociale, benessere e partecipazione. Nel corso del suo intervento, insieme agli atleti con disabilità presenti, sono state condivise esperienze di impegno, risultati e crescita continua, offrendo testimonianze significative del valore trasformativo dello sport. Il Progetto AlbatroSS ha inoltre sviluppato iniziative di respiro locale e internazionale, con l’obiettivo di creare connessioni tra comunità diverse attraverso lo sport.
Il terzo intervento è stato quello di Marco Pistidda, fondatore della Bonga Surf School a Porto Ferro (Sassari), che ha sviluppato progetti di surf therapy e inclusione rivolti in particolare alle persone neurodivergenti e con la malattia di Parkinson, attraverso attività che mettono al centro il benessere, la sicurezza e l’accessibilità dell’esperienza del mare.
A chiudere è stato infine Manuel Vanuzzo, ex capitano storico della Dinamo Sassari di basket, oggi impegnato nella gestione dello Sporting Milano 26, punto di riferimento cittadino per il tennis, il calcetto e soprattutto il padel, e che rappresenta un contesto attivo anche sul piano sociale.
La giornata successiva è stata invece dedicata al gioco e alla partecipazione attiva, con un torneo che ha visto scendere in campo insieme persone sorde e udenti, dando vita a un autentico momento di condivisione, collaborazione e divertimento.

È stata un’esperienza significativa che resterà a lungo nella memoria di tutti i partecipanti e che porteremo nel cuore. Il progetto è stato rifinanziato e si prevede di proseguire il percorso coinvolgendo nuove persone sorde, con l’obiettivo di continuare a promuovere inclusione, partecipazione e crescita condivisa.

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