Avviato il percorso sui territori del Piano di Azione triennale per i diritti delle persone con disabilità

Ha preso il via da Genova ed è proseguito a Milano, il percorso nazionale di informazione e diffusione del “terzo Piano di Azione triennale per la promozione dei diritti e l’inclusione delle Persone con Disabilità”, elaborato dall’Osservatorio Nazionale sulla Condizione delle Persone con Disabilità, un percorso fatto di dieci incontri territoriali, voluto per favorire la conoscenza del Piano stesso e accompagnarne l’attuazione attraverso il coinvolgimento di istituzioni, amministrazioni e organizzazioni rappresentative
Genova, 29 giugno 2026, presentazione terzo Piano di Azione
Un’immagine dell’incontro di Genova

Ha preso il via da Genova ed è proseguito subito dopo a Milano, come avevamo riferito anche sulle nostre pagine (a questo e a questo link) il percorso nazionale di informazione e diffusione del terzo Piano di Azione triennale per la promozione dei diritti e l’inclusione delle Persone con Disabilità, elaborato dall’Osservatorio Nazionale sulla Condizione delle Persone con Disabilità, un percorso fatto di dieci incontri territoriali (i prossimi saranno in Friuli Venezia Giulia, Marche, Lazio, Emilia Romagna, Sardegna, Campania, Puglia e Sicilia), e voluto dallo stesso Osservatorio Nazionale, con la partecipazione di FISH (Federazione Italiana per i Diritti delle Persone con Disabilità e Famiglie) e FAND (Federazione tra le Associazioni Nazionali delle Persone con Disabilità), per favorire la conoscenza del Piano nei territori e accompagnarne l’attuazione attraverso il coinvolgimento di istituzioni, amministrazioni e organizzazioni rappresentative, e in particolare di quelle appartenenti ai territori coinvolti. Nello specifico dell’appuntamento genovese, esso è stato organizzato dall’AISM (Associazione Italiana Sclerosi Multipla), con il patrocinio e l’ospitalità della Regione Liguria nella Sala di Rappresentanza “Liguri nel Mondo”.

«Articolato in 7 linee di intervento e 66 linee di azione, il terzo Piano di Azione – ricordano dall’AISM – definisce obiettivi, responsabilità, strumenti di monitoraggio e indicatori utili a verificarne nel tempo l’attuazione e i risultati. Il documento affronta in maniera integrata temi quali accessibilità universale, salute e benessere, inclusione lavorativa, istruzione e formazione, progetto di vita, sicurezza inclusiva e sistemi di monitoraggio, secondo una logica che supera la frammentazione degli interventi e promuove una visione coordinata delle politiche per la disabilità. A vent’anni dall’entrata in vigore della Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità, il Piano costituisce uno degli strumenti attraverso cui l’Italia intende rafforzare l’attuazione dei principi di inclusione, partecipazione e pari opportunità, in continuità con il percorso avviato dalla riforma della disabilità e con gli impegni assunti a livello nazionale e internazionale».

«Il Piano di Azione Triennale – ha dichiarato Alessandra Locatelli, ministra per le Disabilità –è il risultato di un grande lavoro condiviso che ha coinvolto istituzioni, amministrazioni, associazioni e organizzazioni rappresentative delle persone con disabilità. Oggi si apre la fase più importante: quella della sua diffusione e attuazione. Abbiamo bisogno dell’impegno di tutti per trasformare le azioni previste in cambiamenti concreti nella vita delle persone. Dobbiamo continuare a lavorare insieme per affermare una visione della disabilità fondata sulla valorizzazione delle capacità, dei talenti e del contributo che ogni persona può offrire alla comunità».
«Questo – ha affermato dal canto suo Massimo Nicolò, assessore alla Sanità, alle Politiche sociosanitarie e al Terzo Settore della Regione Liguria – non è un documento destinato a restare sulla carta, ma uno strumento operativo per costruire una nuova visione della disabilità, non come un’emergenza da gestire, ma come una parte integrante delle nostre comunità. La sfida è superare una concezione limitata alla sola cura sanitaria, puntando su una presa in carico globale della persona sul territorio. Accessibilità, inclusione lavorativa, autonomia abitativa e lavorativa sono diritti fondamentali che definiscono la dignità dei cittadini. Il cuore del Piano è il Progetto di Vita individuale, un approccio innovativo che integra sanità, sociale e territorio in un percorso personalizzato, cucito addosso alle aspirazioni e alle necessità della singola persona».
A margine dell’incontro, Cristina Lodi, assessora al Welfare, ai Servizi Sociali, alle Famiglie, alla Terza Età e alla Disabilità del Comune di Genova, ha sottolineato il valore del Progetto di Vita come diritto da garantire con strumenti e risorse adeguate: «Sostenere un Progetto di Vita – ha dichiarato – significa riconoscere che esso deve diventare un livello essenziale delle prestazioni, garantito con risorse stabili, affinché possa accompagnare la persona per tutta la vita. Genova, insieme alla Regione Liguria, è stata scelta come area sperimentale e siamo molto soddisfatti del lavoro svolto fino a oggi. Avevamo già uno strumento consolidato grazie al lavoro delle équipe multidisciplinari e all’integrazione tra sociale, socio-sanitario e sanitario. Ora sarà necessario mettere in campo anche nuove risorse affinché questi progetti possano trovare piena attuazione».
Lodi ha evidenziato anche il valore della collaborazione con la Consulta Comunale Permanente delle Persone con Disabilità e con il mondo associativo, evidenziando «la necessità di rafforzare le reti già esistenti tra Comune, Regione e servizi territoriali».

La parola è passata quindi a Serafino Corti, coordinatore Osservatorio dell’Nazionale sulla Condizione delle Persone con Disabilità e direttore del Dipartimento delle Disabilità nella Fondazione Sospiro. «La sfida più importante che il Piano pone – ha affermato – non riguarda la singola azione o il singolo intervento, ma la capacità di leggere la disabilità come una responsabilità condivisa tra politiche e istituzioni diverse. Per questo il Piano è stato costruito come un sistema integrato, nel quale temi come il progetto di vita, l’istruzione, il lavoro, la salute e la partecipazione dialogano tra loro e si rafforzano reciprocamente. La fase che si apre oggi con questa serie di incontri è quella della concreta attuazione di tale approccio nei territori».
«Dopo due anni di intenso lavoro all’interno dell’Osservatorio Nazionale sulla Condizione delle Persone con Disabilità – ha dichiarato poi Vincenzo Falabella, presidente della FISH – e il superamento dell’intero iter istituzionale, il Piano di Azione Triennale si prepara a diventare realtà su tutto il territorio nazionale. Non si tratta semplicemente di far conoscere un documento, ma di esigerne e guidarne l’attuazione concreta sui territori, lì dove le persone vivono, studiano e lavorano. Il ciclo di dieci incontri che inauguriamo a Genova, grazie all’impegno organizzativo dell’AISM, nasce esattamente con questo scopo: tessere una rete solida e operativa tra istituzioni, amministrazioni locali e mondo associativo».
«L’AISM ha contribuito alla costruzione di questo Piano – ha concluso Mario Alberto Battaglia, presidente della Fondazione FISM che opera a fianco dell’AISM, direttore generale dell’AISM stessa e vicepresidente della FISH – come uno degli undici membri di diritto dell’Osservatorio Nazionale sulla Condizione delle Persone con Disabilità e oggi si assume la responsabilità di accompagnarne la diffusione e l’attuazione nei territori. Nella nostra Agenda della SM e patologie correlate 2030, il Piano di Azione Triennale rappresenta una delle leve fondamentali per promuovere diritti, inclusione e partecipazione. Continueremo a mettere a disposizione di istituzioni, federazioni e territori competenze, esperienze e capacità progettuali, per accompagnare percorsi di cambiamento capaci di migliorare la qualità della vita delle persone con disabilità e delle loro famiglie». (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: Ufficio Stampa e Comunicazione AISM (Barbara Erba), [email protected].
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