Progetto che si concluderà alla fine del 2027, “WYDE.EU – Empowerment di giovani donne con disabilità in Europa” è promosso da CBM Italia, insieme alla Federazione LEDHA e ad altre Associazioni di persone con disabilità provenienti da diversi Stati, che cerca 15 giovani donne con disabilità tra i 18 e i 35 anni le quali desiderino far sentire la propria voce e portare le proprie idee nei processi decisionali per un’Europa più rappresentativa. La partecipazione è gratuita e ci si può candidare da tutta Italia fino al 6 settembre
Le donne con disabilità sono il 60% della popolazione con disabilità e oltre il 25% della popolazione femminile dell’Unione Europea. Eppure raramente esse occupano un ruolo di rilievo nei movimenti per i diritti delle persone con disabilità e in quelli per i diritti delle donne. I numeri infatti dell’EIGE, l’Istituto Europeo per l’Uguaglianza di Genere, raccontano una condizione di svantaggio che si somma su più fronti: solo il 20% delle donne con disabilità ha un’occupazione a tempo pieno contro il 29% degli uomini con disabilità e il 48% delle donne senza disabilità. Il 17%, inoltre, consegue un titolo di istruzione terziaria, contro il 32% delle donne senza disabilità.
Nasce da qui WYDE.EU – Empowerment di giovani donne con disabilità in Europa, progetto che si concluderà alla fine del 2027, promosso da CBM Italia, insieme alla LEDHA (Lega per i Diritti delle Persone con Disabilità, componente lombarda della FISH-Federazione Italiana per i Diritti delle Persone con Disabilità e Famiglie) e a una serie di Associazioni di persone con disabilità provenienti da diversi Paesi, ossia JongPIT (Paesi Bassi), LNF (Lituania), NOOIS (Serbia) e ALDA Europe. L’iniziativa è cofinanziata dall’Unione Europea nell’àmbito del programma CERV-Citizens, Equality, Rights and Values.
La ricerca, dunque, è mirata a individuare 15 giovani donne con disabilità tra i 18 e i 35 anni che desiderino far sentire la propria voce e portare le proprie idee nei processi decisionali per un’Europa più rappresentativa. Il percorso è aperto a candidate da tutta Italia e alcuni degli incontri previsti si svolgeranno insieme alle partecipanti degli altri Paesi. In quelle occasioni la lingua di lavoro sarà l’inglese, ma non ne servirà una conoscenza perfetta né una certificazione, quel che conterà sarà riuscire a seguire e partecipare alla conversazione anche nei momenti informali (le pause, i lavori in piccolo gruppo, le serate insieme), parte importante dello scambio con le altre partecipanti (chi ha dubbi sul proprio livello di conoscenza, può certamente candidarsi lo stesso. Ne parlerà al colloquio, dopo avere segnalato nel modulo le proprie esigenze, per cercare insieme ai promotori la soluzione più adatta).
Le partecipanti prenderanno parte ad attività online e in presenza, quali focus group; laboratori, workshop e webinar; momenti di confronto aperto; formazioni con esperti, organizzazioni e rappresentanti delle istituzioni; coprogettazione di una campagna di sensibilizzazione. Vi si parlerà di questioni decisive per il presente e il futuro dell’Europa, dai diritti delle donne e delle ragazze con disabilità alla discriminazione intersezionale, dalla partecipazione democratica e dall’inclusione sociale al coinvolgimento nelle varie realtà associative, fino alla costruzione di campagne di advocacy.
In tal modo si otterranno competenze di comunicazione, leadership e advocacy, sviluppate, come detto, attraverso formazioni, workshop e focus group; una maggiore conoscenza dei meccanismi di funzionamento dell’Unione Europea; l’incontro con organizzazioni e giovani donne di altri Paesi europei, con cui condividere idee, esperienze e opinioni; viaggi all’estero per confrontarsi con le altre partecipanti al progetto; un ambiente accogliente e inclusivo; la possibilità di contribuire con le proprie idee alle future politiche europee.
Fatto non certo secondario, la partecipazione sarà gratuita, con copertura delle spese di trasferta all’estero anche per l’eventuale assistente o accompagnatrice. Gli incontri in presenza in Italia si terranno a Milano e ogni attività sarà ovviamente organizzate nel rispetto delle esigenze di accessibilità, così come il materiale informativo sarà fornito in modalità accessibile e chiara. Nel modulo di candidatura, per altro, si possono segnalare, come già accennato, le proprie necessità specifiche. Quest’ultimo, che è un modulo online (disponibile a questo link) va compilato entro il 6 settembre, spiegando anche in poche righe perché si desideri partecipare.
Entro la prima metà di settembre, poi, le candidate verranno contattate per un colloquio conoscitivo, che potrà svolgersi per telefono, in videochiamata o in un’altra modalità concordata insieme, in base alle esigenze della persona.
«In WYDE.EU – sottolineano i promotori del progetto – l’esperienza personale è una risorsa preziosa: vogliamo ascoltare il tuo punto di vista e costruire insieme proposte che rendano l’Europa più inclusiva per tutte. Saremo felici di averti con noi!». (I.S. e S.B.)
Per ulteriori informazioni: Ilaria Sesana ([email protected]).
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