Ci sono progetti che diventano via via parte dell’identità di una comunità. Il soggiorno marino organizzato dal Comune di Pomigliano d’Arco (Napoli) per le persone con disabilità e le loro famiglie appartiene a questa categoria: un’esperienza che da circa trentasei anni, così come le conchiglie che simbolicamente li rappresentano, unisce inclusione, partecipazione e relazioni, dimostrando come il diritto al tempo libero, alla socialità e alla vacanza possa diventare una concreta occasione di cittadinanza

Ci sono progetti che, con il passare del tempo, smettono di essere semplici iniziative e diventano parte dell’identità di una comunità. Il soggiorno marino organizzato dal Comune di Pomigliano d’Arco (Napoli) per le persone con disabilità e le loro famiglie appartiene senza dubbio a questa categoria: un’esperienza che da circa trentasei anni unisce inclusione, partecipazione e relazioni, dimostrando come il diritto al tempo libero, alla socialità e alla vacanza possa diventare una concreta occasione di cittadinanza.
L’edizione 2026, svoltasi dal 12 al 22 luglio presso il Villaggio Sira Resort di Nova Siri (Matera), ha confermato ancora una volta il valore di un’iniziativa che va ben oltre il significato tradizionale di soggiorno estivo. In un contesto accessibile, infatti, persone con diverse disabilità, famiglie, operatori e accompagnatori hanno condiviso giornate fatte di mare, amicizia e socialità, vivendo un’esperienza nella quale ciascuno ha potuto sentirsi accolto e parte integrante del gruppo. Non soltanto un servizio di rilevanza sociale, dunque, ma un percorso che negli anni ha acquisito sempre maggiore spessore umano, istituzionale e collettivo, fino a diventare un vero e proprio fiore all’occhiello per la città di Pomigliano d’Arco.
Dietro questo risultato c’è per altro un percorso costruito nel tempo dal Comune di Pomigliano d’Arco, attraverso una rete di servizi e progetti dedicati alle persone con disabilità e alle loro famiglie. Il soggiorno marino è uno dei simboli di questa visione inclusiva, che si affianca ad altre esperienze, come il progetto di co-housing Frida Kahlo, dedicato all’autonomia e alla vita indipendente.
Il soggiorno marino rappresenta così una risposta concreta a un pregiudizio ancora presente: quello secondo cui la disabilità sarebbe incompatibile con il viaggio, la vacanza o il divertimento. Al contrario, quando vengono garantiti servizi adeguati, ambienti accessibili e una rete di sostegno competente, il tempo libero diventa un autentico strumento di inclusione e crescita personale.
In tale prospettiva si inserisce il valore del “mare per tutti”, ovvero non solo la possibilità di raggiungere una spiaggia accessibile, ma il riconoscimento del diritto di ogni persona a vivere pienamente un’esperienza di libertà, autonomia e partecipazione. Significa cioè abbattere quelle barriere fisiche e culturali che ancora oggi impediscono a molte persone di godere del tempo libero e della bellezza del mare, cosicché quando un territorio sceglie di rendere il mare realmente accessibile, non offre semplicemente un servizio, ma costruisce inclusione e restituisce a tutti il diritto di sentirsi parte della comunità.
Durante il soggiorno al Sira Resort, partecipanti storici e nuovi arrivi hanno costruito, giorno dopo giorno, un gruppo affiatato. La condivisione degli spazi, delle attività e della quotidianità ha favorito la nascita di nuove amicizie e il consolidamento di relazioni già esistenti, confermando come l’inclusione sia prima di tutto un’esperienza vissuta.
Quando questo accade, il divertimento diventa naturale e ogni attività acquista un significato più profondo. Così il gruppo diventa un tutt’uno e il soggiorno marino supera il concetto di semplice vacanza inclusiva: diventa un’esperienza tra amici e amiche, nella quale ciascuno si sente accolto, valorizzato e parte integrante di una grande famiglia.
Fondamentale è stato anche il contributo della Cooperativa Sociale Novass di Policoro (Matera) i cui operatori hanno saputo accompagnare il gruppo con competenza, professionalità e grande umanità. I nomi e i volti di Adelaide, Antonello, Vincenzo, Maddalena e Giusy resteranno quindi tra i ricordi più belli di questa esperienza: sono stati compagni speciali dei risvegli per raggiungere il mare, delle risate sulla spiaggia, dei pomeriggi trascorsi in piscina e di quei momenti semplici che spesso diventano i più importanti.
Le attività di animazione hanno saputo coinvolgere tutti con naturalezza, creando occasioni di incontro, divertimento e condivisione. Tra balli, sorrisi, musica e i tormentoni che hanno accompagnato questa estate, ogni giornata ha avuto la sua colonna sonora. La famosa Tintarella di luna è diventata la canzone del gruppo, accompagnando insieme ai successi dell’estate le giornate di festa e condivisione, grazie all’aiuto dei nostri “super eroi”, che con entusiasmo e sensibilità hanno coinvolto ogni persona nelle attività.
Un ulteriore momento significativo del soggiorno marino di quest’anno è stato rappresentato dalla visita del vicesindaco Domenico Leone, assessore alle Politiche Sociali del Comune di Pomigliano d’Arco, che segue con particolare attenzione le attività dedicate alle persone con disabilità, un impegno condiviso con la dirigente Gelsomina Romano e con tutto il personale dei Servizi Sociali, che ogni anno mettono a disposizione professionalità, competenza e cuore affinché questo progetto continui a crescere e a rappresentare un punto di riferimento per la città.
E così, anno dopo anno, questi soggiorni marini si sono trasformati simbolicamente in trentasei conchiglie adagiate sulla sabbia e accarezzate dalle onde, capaci di raccontare la storia di ogni estate vissuta insieme. Trentasei conchiglie che custodiscono un piccolo frammento di ciascun partecipante: sorrisi, emozioni, amicizie e ricordi condivisi. Ma che soprattutto custodiscono il segno profondo di una storia collettiva, una storia di inclusione e di comunità che appartiene alla città di Pomigliano d’Arco.
Articoli Correlati
- L’arte elogia la follia: la malattia mentale nelle opere dei grandi artisti Spazia dal Medioevo ai giorni nostri il ricco approfondimento dedicato al rapporto tra arte e follia, curato da Stefania Delendati, che scrive tra l’altro: «In un certo senso l’arte, se…
- Se la disperazione diventa un mercato: terapie ingannevoli e autismo Continuano ad emergere casi di genitori che, sopraffatti dalla disperazione, cadono vittime di percorsi alternativi e truffe in cerca di cure e soluzioni per l’autismo. Ringraziamo dunque con particolare calore…
- Amministrazione di sostegno: quando la dignità umana viene negata ai "fragili" Agli esperti della Legislazione il compito di studiare le modifiche necessarie alla legge sull'amministrazione di sostegno, lo scopo di questo approfondimento, invece, è riflettere sull’aspetto umano di quei troppi casi,…