Accessibilità urbana e buone pratiche: l’esperienza della vela inclusiva a Varazze

di Ilaria Marasco
La fruibilità turistica in àmbito urbano rappresenta il principale indicatore della maturità inclusiva di una comunità: è questo il concetto fondamentale su cui si basa il presente contributo di Ilaria Marasco, che dedica poi uno spazio specifico al progetto “Liberi Tutti” di Varazze (Savona), frutto di quella pianificazione rigorosa richiesta per l’accesso al mare e allo sport da parte delle persone con disabilità
Rampa di raccordo su pavimentazione irregolare
Rampa di raccordo su pavimentazione irregolare

Nel mio percorso professionale come disability manager e come divulgatrice in merito a tematiche di inclusione e disabilità (impegno che porto avanti quotidianamente anche attraverso il mio canale Instagram @diversamenteoriginale), sono convinta che la comunicazione rappresenti il presupposto imprescindibile di ogni cambiamento. Divulgare, però, non significa fermarsi ad una sensibilizzazione astratta: significa analizzare il contesto, mettere in luce le buone pratiche locali e verificare quanto luoghi e servizi siano realmente accessibili.
Questo mio contributo nasce proprio dalla volontà di unire la divulgazione di tematiche socialmente utili, all’osservazione diretta delle risorse del territorio.

L’accessibilità turistica e urbana: misuratore di maturità inclusiva
La fruibilità turistica in àmbito urbano rappresenta il principale indicatore della maturità inclusiva di una comunità: vivere gli spazi pubblici in prima persona significa prendere parte, a pieno titolo, alla vita cittadina, dai luoghi della cultura agli eventi all’aperto, fino alla più semplice delle passeggiate. Qui risiede il senso autentico del concetto di pari opportunità: garantire percorsi aperti e fruibili a chiunque.
Dalle soluzioni per la mobilità, agli ausili sensoriali e cognitivi, l’accoglienza richiede un’attenzione concreta alla molteplicità delle esigenze legate ad ogni disabilità. Una reale accessibilità urbana inizia quando ogni percorso è aperto e usufruibile da chiunque, a prescindere dall’impiego di un passeggino, di una stampella, di un deambulatore o di una sedia a rotelle.
Garantire accessibilità significa considerare l’intero itinerario pedonale: un’attenzione che inizia senz’altro dai marciapiedi e si estende a tutti gli spazi pubblici, come passeggiate a mare, aree pedonali, piazze ed accessi ai servizi. Occorre curare la pavimentazione, assicurare passaggi continui, superare i dislivelli con rampe dolci e prive di scalini. Le corsie pedonali non possono essere ridotte a misure risicate: servono spazi adeguati anche alle sedie a rotelle, liberi dall’ingombro dei veicoli in sosta vietata.
Consapevoli che non esistono formule risolutive per adeguare dall’oggi al domani contesti urbani complessi, le amministrazioni sono chiamate a bilanciare la vastità del territorio con la molteplicità delle esigenze. L’obiettivo deve rimanere quello di perseguire il miglior risultato possibile con progettazione, sensibilità e costanza.

Rampa d'accesso al livello del marciapiede
Rampa d’accesso al livello del marciapiede

Il ruolo delle Istituzioni e il lavoro di rete con il Terzo Settore
Un’analisi onesta non può ignorare le difficoltà logistiche dei Comuni: la redazione dei Piani di Eliminazione delle Barriere Architettoniche (PEBA) mostra con chiarezza quanto conformazioni geografiche complesse e territori estesi possano rallentare interventi tempestivi e capillari.
Ai compiti, molteplici, delle Istituzioni corrispondono le necessità dei cittadini, altrettanto articolate. Tuttavia, l’impegno delle Istituzioni locali trova la sua massima efficacia quando si traduce nel supporto concreto alle risorse già presenti nel tessuto sociale. Finanziare o patrocinare Enti del Terzo Settore e realtà associative qualificate consente di attivare percorsi di co-progettazione nei quali le competenze specialistiche diventano patrimonio comune.
È da questo approccio che nascono iniziative di grande valore sociale, come Liberi Tutti, promossa dalla Sezione di Varazze della Lega Navale Italiana, in sinergia con il Comune, il Rotary Club e la Marina di Varazze (Provincia di Savona, in Liguria). Questa collaborazione ha permesso di compiere un passo concreto, mettendo a disposizione un posto barca comunale riservato all’imbarco delle persone con disabilità.

Marina di Varazze (Savona): operazioni di imbarco tramite sollevatore meccanico
Marina di Varazze (Savona): operazioni di imbarco tramite sollevatore meccanico

La vela inclusiva e la Classe Hansa 303: creare contesti accessibili
L’estate accentua il desiderio di libertà e di vita all’aperto. Per una persona con disabilità, però, l’accesso al mare e allo sport richiede una pianificazione rigorosa: verificare le infrastrutture, cercare contesti davvero preparati all’accoglienza.
Nel citato progetto Liberi Tutti si inserisce l’impiego delle imbarcazioni Classe Hansa 303, eccellenza nel panorama dello sport accessibile: derive concepite secondo i criteri del Design for All [progettazione universale, N.d.R.], dotate di una struttura stabile e sicura, che consente a chiunque di navigare, trasformando l’uscita in mare in un’autentica occasione di partecipazione ed equità.
Sul pontile è presente un sollevatore meccanico, presidio fondamentale per chi necessita di un ausilio strutturato per salire a bordo. Nel mio caso, l’imbarco è stato gestito con assistenza manuale e un accompagnamento attento da parte degli operatori.
Un particolare che dice molto: l’accessibilità reale non è un principio rigido e immutabile. La tecnologia resta fondamentale per garantire la fruizione universale, ma il vero fattore decisivo è la presenza di personale preparato, flessibile e capace di personalizzare il supporto in base alle necessità di ciascuno.

Dalla città al mare: l’autonomia come diritto alla fruibilità e alla dignità
Dalla continuità dei percorsi urbani fino ai punti di imbarco sul molo, l’accessibilità si conferma un processo sinergico. Un territorio non può dirsi davvero accogliente se garantisce la fruibilità del mare, ma presenta ostacoli lungo le proprie strade, o viceversa: la vera inclusione si realizza quando l’intero patrimonio, culturale e naturale, è progettato per garantire a chiunque pari opportunità di accesso e partecipazione
L’esperienza della vela inclusiva dimostra come l’autonomia non coincida con l’assenza assoluta di sostegni, ma con la concreta possibilità di accedere a qualsiasi contesto (urbano o marittimo) in modo sicuro, dignitoso e personalizzato.
Quando amministrazioni locali, enti pubblici o privati e realtà del Terzo Settore collaborano in sinergia, l’intero tessuto locale ne esce trasformato. E sostenere iniziative come Liberi Tutti a Varazze significa proporre un modello virtuoso di vivibilità e turismo accessibile, capace di restituire a ciascuno, senza barriere, la pienezza della vita cittadina e la libertà del mare.

L’autrice del presente contributo
Ilaria Marasco è dottoressa in Informazione ed Editoria e disability manager; ha conseguito un Master in Gestione delle Risorse Umane & ICT con una tesi dedicata alla Disability Inclusion nei contesti lavorativi. Consulente per l’inclusione, specializzata in BES (Bisogni Educativi Speciali) e DSA (Disturbi Specifici dell’Apprendimento), è community manager per il programma di Rai 3 O anche no. Promuove la cultura dell’accessibilità e delle pari opportunità attraverso il progetto Instagram @diversamenteoriginale96 e il blog Un ponte verso l’arte accessibile.
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