ZTL di Roma: quel nuovo sistema di contrassegni esclude tante persone con disabilità

Già nei giorni scorsi avevamo dato spazio, sulle nostre pagine, a quanto denunciato da Vincenzo Falabella sui problemi creati a tante persone con disabilità dal nuovo sistema di contrassegni promosso dal Comune di Roma, per accedere alle ZTL (Zone a Traffico Limitato) e per transitare sulle corsie preferenziali. Analoghe proteste arrivano da Stefania Leone, presidente dell’ADV (Associazione Disabili Visivi), nonché dall’UICI Roma e dalla FAND Capitoline, insieme alle varie Consulte sulla Disabilità dei Municipi romani

ZTL RomaCome aveva denunciato nei giorni scorsi sulle nostre pagine Vincenzo Falabella, «le nuove disposizioni introdotte dal Comune di Roma, riconducibili alla Deliberazione di Giunta Capitolina n. 196/2025, hanno ridotto da 3 a 2 le targhe associabili al CUDE (Contrassegno Unico Disabili Europeo), distinguendole tra una targa “principale” e una “secondaria”. Ma dal 22 agosto scorso, nonostante entrambe risultino associate al contrassegno, soltanto la targa principale può accedere alle ZTL (Zone a Traffico Limitato) e transitare sulle corsie preferenziali con la persona con disabilità a bordo».
Sulla medesima questione, riceviamo e ben volentieri pubblichiamo quanto diffuso rispettivamente da Stefania Leone, presidente dell’ADV (Associazione Disabili Visivi), aderente alla FISH (Federazione Italiana per i Diritti delle Persone con Disabilità e Famiglie) e da UICI Roma (Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti) e FAND Roma (Federazione tra le Associazioni Nazionali delle Persone con Disabilità), insieme alle Consulte sulla Disabilità dei Municipi I, II, III, IV, V, VI, VII, VIII, IX, X, XI, XII, XIII, X IV e XV di Roma.

Come ADV (Associazione Disabili Visivi), esprimiamo perplessità sulla nuova modalità di gestione delle targhe associate al CUDE (Contrassegno Unico Disabili Europeo) nelle ZTL (Zone a Traffico Limitato) di Roma.
Dal 22 agosto scorso, infatti, nelle ZTL della Capitale viene riconosciuta ai fini dell’accesso la sola targa indicata come “principale”. La possibilità di modificare la targa è prevista attraverso una procedura online che richiede l’autenticazione digitale del titolare del contrassegno. Si tratta di una modalità che può creare difficoltà concrete alle persone con disabilità che non guidano e che vengono accompagnate, a seconda delle necessità, da familiari, amici o altre persone e che per organizzare la quotidianità devono aggiungere uno step organizzativo di non poco rilievo.
Si fa presente che dallo scorso mese di giugno le targhe autorizzate per ogni titolare di contrassegno sono state obbligatoriamente ridotte da 3 a 2, e ciò ha già creato una penalizzazione, anche perché la procedura online prevista per queste modifiche non solo è inaccessibile alle persone con disabilità visiva che utilizzano screen reader, ma è poco usabile anche da persone vedenti che l’hanno verificato utilizzandola in supporto a chi non vede.
Il problema non riguarda la validità del contrassegno, ma la possibilità di utilizzarlo concretamente quando il veicolo disponibile non coincide con quello registrato come targa principale.
Per questo riteniamo necessario individuare una soluzione che garantisca maggiore flessibilità, evitando che una procedura pensata per semplificare la gestione del CUDE possa trasformarsi, per alcune persone con disabilità, in una nuova barriera alla mobilità.
La nostra Associazione chiede pertanto a Roma Capitale e a Roma Servizi per la Mobilità di valutare soluzioni che consentano di mantenere entrambe le targhe operative, almeno fino alla piena attivazione del nuovo sistema di gestione automatizzata degli accessi. La tutela della mobilità delle persone con disabilità deve infatti rimanere al centro di ogni intervento organizzativo e tecnologico.
Stefania Leone – Presidente dell’ADV (Associazione Disabili Visivi)

Con la Deliberazione di Giunta Capitolina n. 196/2025, Roma Capitale ha introdotto una procedura digitale che dovrebbe semplificare la gestione del CUDE (Contrassegno Unico Disabili Europeo). Purtroppo dal 22 agosto, per accedere alle ZTL (Zone a Traffico Limitato) e alle corsie preferenziali con la persona con disabilità a bordo, è riconosciuta esclusivamente la targa registrata come “principale”.
L’Amministrazione precisa che il titolare può in qualsiasi momento invertire targa principale e secondaria dall’applicativo web disponibile sul portale, «senza alcuna formalità». I firmatari della presente nota osservano che quella formula descrive con esattezza l’esperienza di chi guida, e non descrive affatto quella di chi non guida e ha bisogno di essere accompagnato.
La nuova procedura online di Roma Servizi per la Mobilità richiede infatti l’autenticazione con SPID, CIE o CNS intestati al titolare del contrassegno. Le credenziali dell’identità digitale sono per legge strettamente personali e non cedibili: l’accompagnatore non può utilizzare le proprie, e non dovrebbe utilizzare quelle altrui. Ne deriva una conseguenza che merita di essere detta con chiarezza: non basta che accanto alla persona con disabilità ci sia qualcuno pratico di tecnologia. Anche l’accompagnatore più capace non è autorizzato a compiere l’operazione. La procedura è affidata per intero proprio alla persona che, per la sua condizione, incontra più difficoltà a compierla.
La funzionalità Tutori, attivata da Roma Servizi per la Mobilità, consente di operare per conto di minori e di persone sottoposte a forme di tutela. Resta però esclusa la larghissima maggioranza degli adulti con disabilità.
Il problema non è il possesso dell’identità digitale: molte persone con disabilità la possiedono e la utilizzano. Il problema è la catena di passaggi che l’autenticazione comporta, e che ciascuno può verificare da sé. Occorre uno smartphone recente e aggiornato, con l’applicazione del proprio gestore installata e funzionante. Serve un codice temporaneo, che compare per pochi secondi e va letto e digitato entro quel margine: con una sintesi vocale il tempo raramente basta. Molte procedure, inoltre, richiedono un riconoscimento del volto o dell’impronta, o la lettura di un’immagine per dimostrare di non essere un automa.
Per una persona con disabilità intellettiva o psichica questa sequenza può risultare inaccessibile a prescindere dal tempo disponibile. Per una persona cieca o ipovedente richiede una concentrazione e una calma difficili da trovare quando si è per strada.
Si parla per altro di situazioni ordinarie e non di eccezioni. Di seguito qualche esempio significativo.
Un genitore accompagna il figlio con disabilità e una mattina prende quella dell’altro genitore, registrata come “secondaria”, e il varco la legge come non autorizzata. Una persona con disabilità viene accompagnata a turno da familiari, vicini o volontari, con veicoli diversi a seconda di chi è disponibile quel giorno. Nessuno di loro può aggiornare la targa: possono farlo solo con le credenziali del titolare, che non sono le loro. Un imprevisto si verifica di sabato pomeriggio o di sera: gli sportelli sono chiusi, il Numero Unico non risponde, e l’unica strada resta quella online. Ebbene, in tutti questi casi il contrassegno rimane perfettamente valido, ma diventa inutilizzabile nel momento in cui serve.
L’esito più frequente, poi, non è la sanzione, ma la rinuncia allo spostamento, un danno che non lascia traccia in alcun atto amministrativo e per questo rischia di non essere mai contato.
Le Associazioni e le Consulte firmatarie sostengono da sempre il contrasto all’uso improprio dei contrassegni e degli stalli riservati: ogni abuso sottrae spazio e credibilità a chi ne ha effettivo bisogno, talché nessuna delle richieste avanzate mira ad allentare le verifiche sugli accessi in ZTL. Un sistema di controllo, però, non può funzionare scaricando sulle persone con disabilità l’onere di farlo funzionare. Le esigenze organizzative di un’amministrazione non devono trasformarsi in una barriera per i cittadini più fragili: quando ciò accade, non si tratta più di efficienza, ma di un costo che ricade su chi ha meno strumenti per sostenerlo.
Le scriventi Associazioni e Consulte chiedono dunque che le due targhe rimangano entrambe attive, in attesa dell’attivazione del nuovo sistema Switch on/Switch off che impedirà a due veicoli dello stesso contrassegno di stare insieme in ZTL.
Le criticità erano state segnalate a Roma. Le Associazioni e le Consulte firmatarie restano a disposizione dell’Amministrazione per individuare insieme una soluzione che tenga conto di tutti gli aspetti.
UICI Roma (Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti) – FAND Roma (Federazione tra le Associazioni Nazionali delle Persone con Disabilità) – Consulte sulla Disabilità dei Municipi I, II, III, IV, V, VI, VII, VIII, IX, X, XI, XII, XIII, X IV e XV di Roma

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