Si chiama “Witek Adventures” ed è un gioco online gratuito, ideato da Łukasz Socha, sviluppatore polacco con disabilità, per osservare la realtà da un punto di vista diverso e ricordare che l’accessibilità non è un favore riservato a qualcuno, ma una condizione indispensabile perché tutte le persone possano partecipare alla vita quotidiana con pari libertà
Si chiama Witek Adventures ed è un gioco online gratuito ideato da Łukasz Socha, sviluppatore polacco con disabilità. Il protagonista è Witek, una persona che utilizza una sedia a rotelle elettrica e deve affrontare situazioni apparentemente semplici della vita quotidiana: raggiungere un appuntamento, muoversi lungo un marciapiede, entrare in un luogo o usufruire di un servizio.
Il problema, però, non è la sua disabilità. Sono le automobili parcheggiate dove non dovrebbero, gli spazi inaccessibili, i percorsi interrotti e tutti quegli ostacoli che trasformano la normalità in un percorso a enigmi.
Attraverso brevi livelli narrativi, il giocatore esplora gli ambienti, interagisce con persone e oggetti e cerca possibili soluzioni. Un modo originale e immediato per mostrare quanto le barriere, spesso invisibili a chi non le incontra, possano limitare concretamente la libertà e l’autonomia. «Voglio dimostrare – dice Socha – che le situazioni che possono sembrare semplici non sono sempre così facili per le persone con disabilità».
Witek Adventures non chiede compassione: invita a osservare la realtà da un punto di vista diverso. E ricorda che l’accessibilità non è un favore riservato a qualcuno, ma una condizione indispensabile perché tutte le persone possano partecipare alla vita quotidiana con pari libertà.
Il gioco, come detto, è disponibile gratuitamente online, anche direttamente dal browser (a questo link). Tutti ci possono provare e magari la prossima volta che incontreranno un’auto sul marciapiede, un gradino senza alternativa o un passaggio troppo stretto, forse non sembreranno più ostacoli di poco conto.
*Attiva-Mente è un’Associazione della Repubblica di San Marino ([email protected]).
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