Sclerosi multipla tra nuovi trattamenti e percorsi di cura: il convegno di Sassari

Diagnosi sempre più precoce, trattamenti ad alta efficacia e una presa in carico multidisciplinare nelle diverse fasi della vita: saranno questi i temi al centro del convegno “Sclerosi multipla: fra presente e futuro. Percorsi di vita e di cura”, in programma a Sassari il 18 e 19 settembre, organizzato dal Centro Sclerosi Multipla dell’Azienda Ospedaliero Universitaria della città sarda, che vedrà la collaborazione e il confronto tra neurologi e professionisti impegnati in Sardegna e in altre realtà sanitarie italiane
Centro Sclerosi Multipla dell’Azienda Ospedaliero Universitaria di Sassari
L’équipe del Centro Sclerosi Multipla dell’Azienda Ospedaliero Universitaria di Sassari

Diagnosi sempre più precoce, trattamenti ad alta efficacia e una presa in carico multidisciplinare capace di accompagnare la persona nelle diverse fasi della vita: saranno questi i temi al centro del convegno denominato Sclerosi multipla: fra presente e futuro. Percorsi di vita e di cura, in programma a Sassari il 18 e 19 settembre, organizzato dal Centro Sclerosi Multipla dell’Azienda Ospedaliero Universitaria della città sarda, che vedrà la collaborazione e il confronto tra neurologi impegnati nella cura della sclerosi multipla in Sardegna e professionisti provenienti da diverse realtà sanitarie italiane.
«Il tema – spiegano dal Centro Sclerosi Multipla sassarese – riveste una particolare importanza in Sardegna, una delle aree con la più alta prevalenza di sclerosi multipla. Secondo infatti il Barometro della Sclerosi Multipla e Patologie Correlate 2025 dell’AISM (Associazione Italiana Sclerosi Multipla), nell’Isola si stimano circa 430 casi ogni 100.000 abitanti e nel Nord Sardegna sono circa 3.000 le persone con sclerosi multipla, circa 2.000 delle quali seguite dal nostro Centro cui si aggiungono i pazienti in età evolutiva seguiti dalla Neuropsichiatria Infantile. Negli ultimi anni, tuttavia, l’approccio alla malattia è profondamente cambiato. L’evoluzione dei criteri diagnostici permette infatti di arrivare più rapidamente alla diagnosi e di iniziare precocemente il trattamento. Le terapie oggi disponibili sono particolarmente efficaci nel controllo dell’attività infiammatoria, delle ricadute e della comparsa di nuove lesioni. La tempestività è determinante: iniziare precocemente una terapia con farmaci di ultima generazione consente di limitare una parte importante del danno a carico del sistema nervoso centrale e, di conseguenza, di ridurre il rischio di sviluppare disabilità. L’efficacia dei trattamenti è invece minore quando la malattia ha già prodotto deficit significativi. La ricerca guarda ora soprattutto alla possibilità di contrastare in maniera sempre più efficace la progressione della malattia e, in prospettiva, di intervenire anche sul danno già prodotto». (S.B.)

A questo link è disponibile un approfondimento sul convegno. Per ulteriori informazioni: [email protected] (Giovanna Tuffu).
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