Scuola e disabilità. Culture e pratiche condivise

di Giovanni Merlo*
Nel suo ultimo libro, “Scuola e disabilità. Culture e pratiche condivise”, Matteo Schianchi ripercorre i momenti e i passaggi della relazione della scuola italiana con la disabilità, cercando di fare emergere la relazione tra le difficoltà dell’inclusione con il funzionamento ordinario, “normale”, della stessa scuola italiana, in uno sforzo di analisi che evidenzia come i problemi che le persone con disabilità e i loro familiari affrontano quotidianamente nelle scuole sono connessi ai nostri stessi pensieri e rappresentazioni della disabilità

Matteo Schianchi, "Scuola e disabilità", copertinaLe esperienze iniziali risalgono ai primi Anni Settanta, ma è dal 1977 che l’Italia compie una scelta decisa in favore dell’integrazione scolastica dei bambini e dei ragazzi con disabilità, trasformando una possibilità in un diritto esigibile.
In quasi 50 anni il cammino percorso è stato lungo e con risultati importanti, ma chi conosce cosa succede nelle scuole e nelle classi italiane sa bene quanto il raggiungimento dell’obiettivo di una piena inclusione scolastica sia lontano, anche con la bruciante sensazione che si stia allontanando.
Una situazione paradossale, se si tiene anche conto che la normativa italiana in materia è molto dettagliata, offrendo varie risorse e che l’orientamento della giurisprudenza ha ampiamente sostenuto l’esigibilità del diritto di bambini/bambine e ragazzi/ragazze con disabilità di frequentare e beneficiare della scuola in condizioni di uguaglianza con gli altri.
Cosa è successo, dunque, e cosa sta succedendo, sotto i nostri occhi?

A questa domanda risponde Matteo Schianchi, nel suo ultimo libro Scuola e disabilità. Culture e pratiche condivise. Forte della competenza e della passione per la storia della disabilità del suo Autore, il libro ripercorre i momenti ed i passaggi della relazione della scuola italiana con la disabilità così come i contenuti e il valore delle leggi e dispositivi che sostengono oggi i percorsi di inclusione.
Una fotografia storica e normativa che crea la cornice per mettere a fuoco le tante e diverse questioni che rendono ancora oggi problematico questo cammino, aprendo la strada a discorsi e pratiche che favoriscono situazioni di separazione, dentro e fuori la classe così come dentro e fuori la scuola.
Molti dei problemi che vengono messi in evidenza sono conosciuti, come ad esempio la scarsa preparazione dei docenti, curricolari e di sostegno, l’incremento esponenziale delle certificazioni, lo scarso investimento sulle potenzialità di apprendimento degli alunni con disabilità, solo per citarne alcuni.

Il merito del lavoro di Schianchi è però quello di non fermarsi alla descrizione “superficiale” delle situazioni, per provare ad andare in profondità, facendo emergere la relazione tra le difficoltà dell’inclusione con il funzionamento ordinario, “normale”, della scuola italiana.
Uno sforzo di analisi che evidenzia come i problemi che i bambini/bambine e ragazzi/ragazze con disabilità e i loro familiari si trovano ad affrontare quotidianamente nelle scuole, siano connessi ai nostri pensieri e rappresentazioni della disabilità, alla convinzione che essa determini condizioni di inferiorità, alla percezione che generi disturbo e fastidio, agli stigmi e pregiudizi che ancora accompagnano le “diagnosi”.
Man mano che scorrono le pagine Scuola e disabilità si trasforma da un’opera che ragiona su questa relazione in una dura e impietosa analisi delle fatiche della nostra scuola, della nostra società e quindi di tutti noi a stare, crescere e vivere tutti insieme, solo in forza della nostra comune appartenenza all’umanità.

*Direttore della LEDHA (Lega per i Diritti delle Persone con Disabilità), componente lombarda della FISH (Federazione Italiana per i Diritti delle Persone con Disabilità e Famiglie).

Matteo Schianchi, Scuola e disabilità. Culture e pratiche condivise, Roma, Carocci, 2026, collana “Tascabili Faber”.
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