Singapore, Giappone e Corea del Sud, ossia le tappe di un viaggio che fino al 27 ottobre metterà insieme danza, incontri, università, accessibilità e anche un po’ di diplomazia culturale. Protagonisti di esso Roberto Lachin ed Elena Travaini, persone cieche, insieme a Roger Rabbit, il loro cane guida che per la prima volta prende parte a una tappa internazionale di “MOTTO on Tour”, progetto che prende il nome dall’esperienza del seguitissimo “MOTTO Podcast”

Saranno Singapore, Giappone e Corea del Sud le tappe di un viaggio iniziato nei giorni scorsi e che fino al 27 ottobre metterà insieme danza, incontri, università, accessibilità e anche un po’ di diplomazia culturale. A compiere questo tour asiatico sono Roberto Lachin ed Elena Travaini, entrambi persone cieche, insieme a un terzo protagonista, Roger Rabbit, il loro cane guida che per la prima volta prende parte a una tappa internazionale di MOTTO on Tour. È questo, infatti, il progetto che prende il nome dall’esperienza di MOTTO Podcast, ideato e condotto da Lachin insieme a Travaini, e che questa volta assume le dimensioni di un vero e proprio viaggio attraverso tre Paesi molto diversi tra loro. Non soltanto, infatti, una serie di appuntamenti sulla disabilità, ma occasioni per incontrare bambini, studenti universitari, rappresentanti delle Istituzioni e italiani che vivono all’estero, utilizzando linguaggi differenti: dalla danza al racconto, dalle masterclass alle interviste.
Una parte importante del programma sarà occupata da Blindly Dancing, progetto ideato da Elena Travaini, che propone l’esperienza della danza anche attraverso l’uso della benda, mettendo temporaneamente da parte la vista e affidandosi maggiormente agli altri sensi, al movimento e alla relazione con il partner.
La prima tappa sarà Singapore, dove Travaini danzerà con Graziano Zaniboni, maestro e direttore della scuola Fusion Dance Group di Brescia, mentre Marco Buttini, allievo di Zaniboni nonché video maker di Motto on Tour già presente in tappe precedenti, parteciperà all’esperienza danzando bendato. Sono anche previsti incontri con rappresentanti delle Istituzioni locali e italiane e una masterclass alla German European School Singapore con la partecipazione di un’ottantina di bambini tra gli 8 e i 10 anni.
Il viaggio proseguirà quindi alla volta del Giappone. A Tokyo gli appuntamenti coinvolgeranno l’Istituto Italiano di Cultura e la Toyo University. Nell’università giapponese sono previsti un incontro con gli studenti, organizzato in collaborazione con la professoressa Toko Uchida, e un secondo momento rivolto a bambini ciechi e ipovedenti e alle loro famiglie.
Per Lachin quella giapponese rappresenterà anche una tappa dal significato particolare. Alla Waseda University visiterà infatti la Biblioteca Haruki Murakami, dove donerà una copia della propria tesi di laurea, conseguita all’Università Ca’ Foscari di Venezia e contenente la traduzione del romanzo d’esordio dello stesso scrittore Murakami, Ascolta la canzone del vento.
Ultima destinazione, infine, la Corea del Sud. Qui il programma prevede tre sessioni, due delle quali al Seoul Institute of the Arts, con il coinvolgimento del professor Andrea Paciotto e alcune performance di improvvisazione coreutica.
Mentre Elena porterà soprattutto la danza nei diversi luoghi attraversati dal tour, Roberto ne racconterà persone e realtà in una serie di speciali per il seguitissimo MOTTO Podcast. Sono previste interviste a rappresentanti delle Istituzioni diplomatiche e culturali italiane, ma anche incontri con italiani che vivono in Asia. E una parte del lavoro sarà dedicata anche a osservare direttamente il grado di accessibilità urbana e museale dei Paesi visitati.
E poi Roger Rabbit, addestrato presso il Servizio Cani Guida dei Lions di Limbiate Milano. Per lui sarà il primo MOTTO on Tour internazionale, ma la sua presenza racconta forse meglio di molte parole uno dei temi che accompagneranno l’intero viaggio: la possibilità per una persona cieca di muoversi, conoscere luoghi lontani, lavorare, incontrare altre persone e attraversare confini.
Fino al 27 ottobre, dunque, Roberto Lachin, Elena Travaini e Roger Rabbit percorreranno migliaia di chilometri, non semplicemente per portare in Asia un messaggio sull’inclusione, ma per condividere esperienze e, soprattutto, per vedere – ciascuno a modo proprio – che cosa accade dall’altra parte del mondo. (F.V.)
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