Subito due targhe riconosciute ai varchi delle ZTL e contrassegni validi anche se si cambia Comune di residenza

L’Autorità Garante Nazionale per i Diritti delle persone con disabilità guarda con favore all’obbligo per i Comuni, introdotto nello schema di Decreto del “Nuovo Codice della Strada”, di aderire alla  Piattaforma Nazionale CUDE (Contrassegno Unificato Disabili Europeo). E tuttavia, ritenendo che la riforma del Codice non avrà tempi brevi, l’istanza è di riconoscere da subito due targhe ai varchi delle ZTL, senza più doverle scambiare online, e di mantenere valido il contrassegno anche in caso di nuovo Comune di residenza

ZTL RomaDue targhe riconosciute insieme ai varchi delle ZTL (Zone a Traffico Limitato), senza più doverle scambiare online e il contrassegno che resta valido anche quando si cambia Comune di residenza: sono le principali richieste che l’Autorità Garante Nazionale per i Diritti delle persone con disabilità ha trasmesso al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e alla Ministra per le Disabilità, in riferimento allo schema di Decreto Nuovo Codice della Strada, approvato in via preliminare il 13 ottobre scorso dal Consiglio dei Ministri, come avevamo riferito anche sulle nostre pagine, che rende obbligatoria per i Comuni l’adesione alla  Piattaforma Nazionale CUDE (Contrassegno Unificato Disabili Europeo), introdotta per consentire appunto l’accesso automatizzato alle ZTL (Zone a Traffico Limitato) su tutto il territorio nazionale, come stabilito dal regolamento contenuto nel Decreto Ministeriale del 5 luglio 2021. Proprio su quest’ultimo l’Autorità Garante ha deciso di intervenire, sottolineando che «mentre la riforma del Codice deve ancora completare il suo iter, i problemi pratici che i titolari del contrassegno incontrano ogni giorno richiedono risposte subito».

«Oggi – si legge dunque in una nota diffusa dalla stesa Autorità Garante – al CUDE si possono associare due veicoli, ma ne viene riconosciuto uno solo. Per usare l’altro bisogna prima invertire le targhe online con SPID o CIE, come accade a Roma dal 22 agosto scorso, un ostacolo per le famiglie che si alternano alla guida e per gli anziani accompagnati da familiari diversi. Chiediamo quindi di modificare il Decreto del 2021 perché entrambe le targhe siano attive insieme, mantenendo i controlli contro gli abusi e fermo restando il limite di due».
«Inoltre – prosegue la nota – il CUDE è personale e vale in tutta Italia, eppure alcune Amministrazioni chiedono a chi cambia residenza di rifare la pratica e le visite mediche. Ribadiamo quindi che il contrassegno debba restare valido fino alla scadenza e che eventuali aggiornamenti avvengano con procedure semplici e uniformi, senza nuovi accertamenti sanitari. Per le emergenze, proponiamo di poter comunicare entro 48 ore l’uso di un veicolo non abilitato».

«Le procedure digitali devono semplificare la vita delle persone con disabilità, non aggiungere ostacoli – dichiarano dal Collegio dell’Autorità Garante il presidente Maurizio Borgo, il componente vicario Francesco Vaia e il componente Antonio Pelagatti. «L’obbligo di adesione per i Comuni, che chiediamo da tempo – aggiungono -, è una buona notizia, ma i tempi non sono brevi. Intanto interveniamo sugli aspetti operativi, perché un problema di una piattaforma informatica non può mai limitare la libertà di movimento dei cittadini con disabilità». (S.B.)

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