Si è tenuta all’Università di Roma Tor Vergata la tappa conclusiva di una serie di eventi formativi dedicati ai temi dell’inclusione e della sicurezza. L’iniziativa, promossa dalla Società Salvamento Academy in varie città italiane, con la collaborazione e il patrocinio dell’ADV APS-ETS (Associazione Disabili Visivi), ha coinvolto studenti, professionisti della salute, docenti universitari e numerosi partecipanti non vedenti o ipovedenti, per diffondere una cultura del primo soccorso realmente accessibile a tutti e tutte

Si è tenuta qualche settimana fa, presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Roma Tor Vergata, la tappa conclusiva di una serie di eventi formativi di grande rilevanza sociale e sanitaria, interamente dedicati ai temi dell’inclusione e della sicurezza.
L’iniziativa, promossa dalla Società Salvamento Academy in diverse città italiane, con la collaborazione e il patrocinio dell’ADV APS-ETS (Associazione Disabili Visivi), ha coinvolto studenti, professionisti della salute, docenti universitari e numerosi partecipanti non vedenti o ipovedenti, con l’obiettivo di diffondere una cultura del primo soccorso realmente accessibile a tutti e tutte.
In particolare, durante la giornata conclusiva sono state affrontate tematiche cruciali legate agli arresti cardiaci improvvisi, che ogni anno provocano decine di migliaia di decessi in Italia. Gli esperti hanno evidenziato come la rapidità d’intervento sia il fattore determinante per la sopravvivenza, sottolineando l’importanza di una più ampia disponibilità dei defibrillatori semi-automatici (DAE) nei luoghi pubblici. Oggi, infatti, la diffusione dei DAE è considerata un pilastro fondamentale per la sicurezza collettiva, e le campagne di sensibilizzazione mirano a far comprendere come ogni cittadino, anche senza esperienza sanitaria professionale, possa salvare vite umane, se adeguatamente formato.
Gli istruttori, rappresentati ufficialmente dal referente per la Salvamento Academy Stefano Saliola, hanno guidato dimostrazioni pratiche e workshop interattivi, mostrando tecniche di rianimazione cardiopolmonare (RCP), disostruzione delle vie respiratorie e gestione dello scenario di emergenza.
Con l’ausilio di manichini tattili e strumenti sonori, è stato possibile rendere l’apprendimento completamente accessibile alle persone con disabilità visiva. In diversi momenti della giornata, gli stessi istruttori hanno espresso profonda ammirazione, constatando come, ancora una volta, i partecipanti con disabilità visiva abbiano dimostrato una notevole capacità di apprendimento, riuscendo a eseguire manovre di primo soccorso e di rianimazione cardiopolmonare con tempi di assimilazione persino più rapidi dello standard normalmente rilevato tra i cosiddetti “normodotati”.
A supporto delle attività pratiche, sono stati quindi illustrati i più recenti aggiornamenti normativi in materia di primo soccorso previsti dalla legislazione italiana. Le nuove norme stabiliscono l’obbligo di formazione per il personale scolastico, gli operatori sportivi, i dipendenti di aziende con specifiche dimensioni e gli addetti alla sicurezza, oltre a promuovere la diffusione dei defibrillatori semiautomatici in scuole, uffici, impianti sportivi e luoghi di grande affluenza.
Si tratta di disposizioni che mirano a creare una rete di intervento capillare e diffusa, aumentando significativamente la probabilità di sopravvivenza in caso di eventi cardiaci improvvisi.
Un momento di particolare rilievo è stato rappresentato dalla simulazione di un intervento su arresto cardiaco, svolta in uno scenario realistico. I partecipanti vedenti e non vedenti, seguiti dai tutor, hanno applicato le tecniche apprese con precisione e sicurezza, dimostrando come la formazione inclusiva sia non solo possibile, ma anche estremamente efficace. Questa esperienza ha confermato che, con strumenti adeguati, la prevenzione diventa un mezzo di piena autonomia anche per chi vive una condizione di disabilità visiva.
«L’evento – sottolineano inoltre dall’ADV – ha evidenziato l’importanza della creazione di reti di supporto che uniscano università, enti di formazione e associazioni di tutela, al fine di promuovere programmi continuativi e corsi itineranti in scuole, centri sportivi e spazi pubblici. La diffusione di una cultura del primo soccorso inclusiva, unita alla presenza capillare di defibrillatori semiautomatici, è stata presentata come il vero obiettivo strategico per innalzare il livello di sicurezza sanitaria del Paese».
Conclusasi con la consegna degli attestati di partecipazione e con l’annuncio di future collaborazioni e nuove edizioni del progetto, la giornata ha visto anche la partecipazione, in veste di allieva, di Stefania Leone, presidente dell’ADV, oltreché componente della Giunta Nazionale della FISH (Federazione Italiana per i Diritti delle Persone con Disabilità e Famiglie), che commenta: «L’entusiasmo suscitato dall’iniziativa conferma che il cammino verso un primo soccorso realmente inclusivo è ormai tracciato e la conoscenza e la preparazione sono strumenti concreti per trasformare ogni cittadino in un potenziale soccorritore. Come hanno poi confermato gli organizzatori, la conoscenza del primo soccorso e la disponibilità di defibrillatori semiautomatici negli spazi pubblici sono un diritto universale e un pilastro indispensabile della cittadinanza attiva e della sicurezza collettiva».
«Pertanto – conclude – ringraziamo la Salvamento Academy, l’Università Roma Tor Vergata, tutti i soci partecipanti, con un particolare ringraziamento che va al nostro consigliere nazionale Simone Russo, fisoterapista, osteopata e responsabile dell’ADV Campania, che da oltre un anno ha coordinato tutte le iniziative locali e questa nazionale conclusiva». (S.B.)
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