Una recente Sentenza della Corte Costituzionale ha dichiarato illegittima la disciplina del TSO (Trattamento Sanitario Obbligatorio) nella parte in cui non prevede che la persona che vi è sottoposta sia assistita da un difensore, di fiducia o d’ufficio, nella procedura di convalida e nell’eventuale proroga. Soddisfatta l’Associazione Diritti alla Follia, che da sempre riteneva che questo fosse un elemento indispensabile. Il 1° novembre a Milano il CCDU (Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani) ha organizzato un sit-in in difesa dei diritti fondamentali nel campo della salute mentale
Con la Sentenza n. 157/26, depositata il 2 ottobre scorso, la Corte Costituzionale ha dichiarato illegittimo l’articolo 35 della Legge 833 del 1978 nella parte in cui non prevede che la persona sottoposta a TSO (Trattamento Sanitario Obbligatorio) sia assistita da un difensore, di fiducia o d’ufficio, nella procedura di convalida e nell’eventuale proroga. La Corte ha collegato questa garanzia alla tutela della libertà personale prevista dall’articolo 13 della Costituzione.
La Sentenza di cui si parla contiene un elemento di particolare rilievo: la Corte, infatti, richiama espressamente l’intervento della nostra Associazione [Diritti alla Follia] come amicus curiae [di ciò si legga anche a questo link, nel sito del Centro Informare un’h, N.d.R.] e la Proposta di Legge di iniziativa popolare sul TSO presentata anch’essa dalla nostra Associazione e annunciata nella Gazzetta Ufficiale nel novembre 2024. La Corte ricorda infatti che quella Proposta prevedeva già la difesa tecnica obbligatoria e gratuita, la nomina di un difensore d’ufficio in assenza di quello di fiducia e la partecipazione del difensore alla procedura di convalida.
Non si tratta dunque di una “ricostruzione a posteriori”, se è vero che la stessa Corte richiama nella proposta Sentenza la proposta che avevamo elaborato e le garanzie che già prevedeva. È un approdo che indicavamo come indispensabile fin dalla nascita della nostra organizzazione nel 2018. L’“avvocato tra i piedi” è stato per anni uno spauracchio. Oggi quel corpo estraneo è diventato una garanzia costituzionale.
E quindi, dopo la Sentenza n. 76/25, che aveva riconosciuto nuove garanzie di informazione e ascolto della persona sottoposta a TSO, la Corte Costituzionale compie ora un ulteriore passo sul diritto di difesa.Ora dobbiamo “riprendere il mare”: dai “beneficiari” dell’amministrazione di sostegno ai “liberi vigilati” condannati alla cura a tempo indeterminato, ci sono altri approdi da raggiungere, altre difficili traversate da compiere.
Dopo le recenti Sentenze della Corte Costituzionale di cui scrive Diritti alla Follia nel presente contributo, il CCDU (Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani) ha organizzato per il pomeriggio del 1° novembre a Milano un sit-in in difesa dei diritti fondamentali nel campo della salute mentale, per far sì che l’Italia si allinei alle Linee Guida in tale àmbito dell’ONU e dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (del sit-in si legga approfonditamente a questo link).
Il presente contributo è già apparso in Informare un’h-Centro Gabriele e Lorenzo Giuntinelli e viene qui ripreso, con diverso titolo e alcuni riadattamenti al differente contenitore, per gentile concessione.
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