Un reale accesso per tutti ai libri e alla lettura è un tema di diritti fondamentali

di Montserrat Balas*
L’accesso ai libri e alla lettura da parte di tutte le persone con disabilità non è solo una questione tecnologica, ma anche un tema di diritti fondamentali e in tale contesto la sfida per il settore editoriale non consiste semplicemente nel soddisfare requisiti tecnici, bensì nell’integrare l’accessibilità nei processi di creazione e distribuzione fin dall’inizio. Una sfida che vede impegnata AccessibleEU, iniziativa dell’Unione Europea istituita con l’obiettivo di rafforzare le competenze in materia di accessibilità negli Stati Membri
copertina del libro di Autori Vari "Libri senza barriere. Percorsi di editoria accessibile e inclusiva"
L’immagine di copertina del libro di Autori Vari “Libri senza barriere. Percorsi di editoria accessibile e inclusiva“, Edizioni Santa Caterina, 2024

Scegliere un libro in base alla sua storia, al suo autore o a una raccomandazione dovrebbe essere una decisione semplice. Tuttavia, il fatto che un’opera sia disponibile in formato digitale non significa necessariamente che tutte le persone possano accedervi e leggerla in condizioni di uguaglianza. Un libro elettronico può infatti presentare delle barriere se la struttura di esso non è correttamente interpretabile da uno screen reader, se le immagini rilevanti sono prive di descrizioni testuali, se non consente di personalizzare determinate impostazioni di visualizzazione oppure se la piattaforma utilizzata per acquistarlo o consultarlo non è accessibile.
Garantire una lettura accessibile significa quindi guardare oltre il libro stesso e considerare l’intero percorso che una persona compie per trovarlo, accedervi e fruirne in autonomia.

Una corretta struttura del documento, l’inserimento di descrizioni quando necessario, l’utilizzo di formati accessibili come ePub (Electronic Publication), la presenza di metadati sull’accessibilità e processi di validazione prima della pubblicazione sono alcune delle misure richieste dalla Direttiva Europea sull’Accessibilità (European Accessibility Act) e fondamentali per rendere i contenuti digitali realmente accessibili.
Anche le piattaforme di lettura e distribuzione devono consentire agli utenti di cercare un titolo, consultare le relative informazioni, acquistarlo, aprirlo e navigarne il contenuto in modo autonomo. Allo stesso modo, i dispositivi devono essere compatibili con tecnologie assistive come i già citati screen reader e permettere l’adattamento delle impostazioni di visualizzazione alle diverse esigenze individuali.
E ancora, l’accessibilità deve tenere conto anche della comprensione dei contenuti e delle interfacce, integrando i princìpi dell’accessibilità cognitiva, per evitare ostacoli alle persone con disabilità intellettive o difficoltà di lettura.

L’accessibilità digitale apporta benefìci diretti alle persone con disabilità, ma la progettazione di contenuti, servizi e piattaforme capaci di adattarsi a modalità d’uso differenti migliora l’esperienza di una popolazione sempre più diversificata. In questo contesto, la sfida per il settore editoriale non consiste semplicemente nel soddisfare requisiti tecnici, bensì nell’integrare l’accessibilità nei processi di creazione e distribuzione fin dall’inizio.
AccessibleEU [se ne legga ampiamente anche nel box in calce, N.d.R.], iniziativa europea guidata dalla spagnola Fundación ONCE, sostiene l’attuazione della normativa in materia di accessibilità, rafforza le competenze di professionisti e organizzazioni e favorisce la collaborazione tra amministrazioni pubbliche, imprese, società civile ed esperti provenienti da tutti gli Stati Membri dell’Unione Europea.

L’accesso ai libri e alla lettura, come già accennato, non è soltanto una questione tecnologica, ma anche un tema di diritti fondamentali. L’articolo 30 (Partecipazione alla vita culturale e ricreativa, agli svaghi ed allo sport) della Convenzione delle Nazioni Unite sui Diritti delle Persone con Disabilità riconosce infatti il diritto a partecipare alla vita culturale su base di uguaglianza e ad accedere a materiali culturali in formati accessibili. In questo contesto, l’European Accessibility Act si integra con il Trattato di Marrakech, che dal 2013 promuove la rimozione delle barriere giuridiche alla creazione e allo scambio transfrontaliero di opere in formato accessibile per le persone cieche, ipovedenti o con altre difficoltà di accesso alla lettura tradizionale.
L’insieme di questi strumenti normativi rappresenta un’opportunità concreta per costruire un ecosistema editoriale più inclusivo. Restano tuttavia importanti sfide da affrontare, tra cui il rafforzamento delle competenze tecniche nel settore, l’integrazione dell’accessibilità nei flussi di lavoro editoriali, l’ampliamento dell’offerta di opere accessibili in diverse lingue e generi e una maggiore cooperazione tra istituzioni pubbliche, imprese e organizzazioni della società civile.

Tali temi sono stati al centro, alla fine di settembre, dell’evento europeo Building an Accessible Book Ecosystem (letteralmente “Costruire un ecosistema del libro accessibile”), promosso da AccessibleEU e dall’EBU, la Federazione Europea dei Ciechi, che ha riunito i principali attori della filiera editoriale per analizzare gli obblighi normativi e tecnici, condividere buone pratiche ed esplorare strumenti concreti per la loro applicazione.
Nel corso dell’incontro si è parlato di ePub accessibili, di standard relativi ai metadati, di processi di validazione e di opportunità di collaborazione tra AccessibleEU, EBU e Inclusion Europe, organizzazione continentale, quest’ultima, di persone con  disabilità intellettive e delle loro famiglie, per sviluppare un percorso comune, finalizzato ad aumentare la disponibilità di libri accessibili in tutta Europa.
«L’accessibilità alla lettura – ha dichiarato per l’occasione Jesús Hernández-Galán, direttore di AccessibleEU – non è soltanto una questione tecnologica, ma una questione di diritti. Garantire che una persona possa trovare, acquistare e leggere un libro in autonomia richiede che l’accessibilità sia integrata nell’intero ecosistema editoriale fin dall’origine. In AccessibleEU vogliamo contribuire a trasformare la conoscenza in soluzioni concrete e a promuovere un’offerta culturale accessibile a tutti su basi di uguaglianza». In tal senso, quale Centro Europeo di Risorse per l’Accessibilità, AccessibleEU mette a disposizione conoscenze, attività formative, buone pratiche e spazi di cooperazione per favorire la traduzione della normativa in soluzioni concrete. La sfida, infatti, non consiste più soltanto nell’ampliare l’offerta digitale, ma nel garantire che la tecnologia apra le porte della cultura a un numero sempre maggiore di persone anziché creare nuove barriere.

*Fundación ONCE e AccessibleEU.

AccessibleEU
È un’iniziativa dell’Unione Europea istituita nel 2023 con l’obiettivo di rafforzare le competenze in materia di accessibilità negli Stati Membri, sostenendo l’attuazione della legislazione europea e mettendo in rete gli attori responsabili dell’applicazione degli standard di accessibilità. Il consorzio è composto da ENAT (European Network for Accessible Tourism), EASPD (European Association of Service providers for Persons with Disabilities), Johannes Kepler University Linz e UNE (Organismo de Normalización Española) ed è guidato dalla Fundación ONCE.
Il centro funge da punto di riferimento europeo per l’accessibilità e offre opportunità formative rivolte ai professionisti del settore. Ogni anno organizza oltre 80 eventi a livello europeo e nazionale dedicati ad àmbiti quali l’ambiente costruito, i trasporti, le tecnologie dell’informazione e della comunicazione e le politiche pubbliche. Raccoglie inoltre notizie, buone pratiche e riferimenti bibliografici sull’accessibilità provenienti da tutti gli Stati Membri dell’Unione Europea, realizza studi specialistici, sviluppa linee guida per l’applicazione della normativa e monitora i progressi compiuti dai Paesi dell’Unione nell’attuazione delle leggi e degli standard di accessibilità.
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