Chiediamo ai tassisti di Bologna un impegno pubblico ad accogliere sempre le persone cieche con il loro cane guida

«Le norme sul libero accesso dei cani guida – scrivono dall’UICI di Bologna – riconoscono alle persone cieche il diritto di essere accompagnate dal proprio cane su mezzi pubblici e in luoghi aperti al pubblico, senza costi aggiuntivi. Per chi non vede, poi, il cane guida non è un accessorio: sono i suoi occhi, e gli occhi non si possono lasciare a terra quando si sale su un taxi. Per questo chiediamo ai tassisti di Bologna un impegno pubblico ad accogliere sempre le persone cieche con il loro cane guida»

Cane guida di persone sedute su una pachinaRiceviamo dall’UICI di Bologna (Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti) e ben volentieri pubblichiamo.

Ai tassisti e conducenti di Bologna: vi scriviamo con il rispetto per il vostro lavoro e la stima che si deve a chi conosce ogni angolo della città meglio di qualsiasi navigatore.
Molti nostri soci si spostano accompagnati da un cane guida, un collega a 4 zampe che lavora con serietà e professionalità: non commenta il traffico, non litiga per un parcheggio e sa stare composto dove gli viene indicato di stare, meglio di tanti passeggeri.
Eppure, ci segnalano che a volte accade una cosa spiacevole: un taxi si ferma, il cane viene notato e la corsa finisce ancora prima di iniziare, con i nostri soci che restano sul marciapiede, spesso con un appuntamento medico o di lavoro che li aspettano, e con la sensazione amara di un diritto negato.
La legge però è chiara: le norme sul libero accesso dei cani guida (Legge 37/74 e Legge 60/06) riconoscono alle persone cieche il diritto di essere accompagnate dal proprio cane su mezzi pubblici e in luoghi aperti al pubblico, senza costi aggiuntivi.
Per chi non vede, il cane guida non è un accessorio: sono i suoi occhi, e gli occhi non si possono lasciare a terra quando si sale su un taxi.
Siamo convinti che nella maggior parte dei casi si tratti di disinformazione, fretta o timore per la pulizia dell’auto (che, vi assicuriamo, è l’ultimo dei problemi: i cani guida sono addestrati meglio di molti di noi). Per questo non scriviamo per fare polemica, ma per proporvi di risolvere la questione insieme.
Vi chiediamo quindi:
° Un impegno pubblico: una dichiarazione in cui vi impegnate ad accogliere sempre le persone cieche con il loro cane guida.
° ⁠Una circolare ai soci: un promemoria chiaro a tutti i tassisti sul diritto di accesso dei cani guida.
° La vostra disponibilità ad un incontro formativo per spiegare come lavora un cane guida e come accompagnare al meglio un passeggero non vedente.
° ⁠Un referente per le segnalazioni con cui poter dialogare rapidamente.
Se vorrete rispondere alla nostra richiesta saremo lieti di organizzare un’iniziativa pubblica. Perché una città accogliente si misura anche da quello che succede al momento di salire su un mezzo pubblico.

*Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti di Bologna ([email protected]).

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