«Chiediamo alla nostra Azienda Sanitaria Provinciale e ai Comuni della nostra Provincia il rispetto delle norme più recenti – dicono dall’ANFFAS di Modica (Ragusa) – secondo le quali le persone con disabilità già accertata, al compimento del sessantacinquesimo anno di età, hanno diritto a non essere dimesse o escluse dai servizi e dalle prestazioni già in corso di fruizione e hanno altresì diritto alla continuità assistenziale nella medesima misura»
«Da mesi – si legge in una nota diffusa dall’ANFFAS di Modica (Associazione Nazionale di Famiglie e Persone con Disabilità Intellettive e Disturbi del Neurosviluppo), in provincia di Ragusa – informiamo l’Azienda Sanitaria Provinciale di Ragusa (ASP) e i Comuni della nostra Provincia su quanto contenuto nel Decreto Legislativo 29/24, attuativo della Legge Delega 33/23 in materia di politiche in favore di persone anziane, e in particolare all’articolo 33, comma 2 del Decreto, dove si specifica che una persona con disabilità che ha raggiunto l’età di 65 anni, non deve andare in strutture per anziani, ma può rimanere nella stessa struttura dove è stato assistito».
Il comma 2 dell’articolo 33 citato dall’Associazione recita infatti che «le persone con disabilità già accertata, al compimento del sessantacinquesimo anno di età, hanno diritto a non essere dimesse o escluse dai servizi e dalle prestazioni già in corso di fruizione e hanno diritto alla continuità assistenziale nella medesima misura, salva la cessazione delle prestazioni di invalidità civile che, secondo la legislazione vigente, si convertono, al ricorrerne dei requisiti, in assegno sociale. Le medesime persone hanno diritto ad accedere, anche dopo il sessantacinquesimo anno di età, ai servizi e alle attività specifiche per la condizione di disabilità, secondo quanto previsto dal progetto di vita individuale, partecipato e personalizzato, di cui all’articolo 2, comma 2, lettera c), della legge 22 dicembre 2021, n. 227 [grassetti nostri in questa e nella successiva citazione, N.d.R.]». Il tutto, aggiungono dall’Associazione siciliana, e facendo riferimento in questo caso al terzo comma del medesimo articolo, «fermo restando la possibilità di scegliere di accedere anche ad interventi e prestazioni previsti per le persone anziane e per le persone anziane non autosufficienti».
«Come Associazione – concludono dall’ANFFAS di Modica – chiediamo dunque il rispetto della norma, per evitare una perdita di continuità che non gioverebbe certo al benessere di molte persone con disabilità ultrasessantacinquenni». (S.B.)
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