«I capitoli di bilancio sul Terzo Settore già insufficienti a sostenere i progetti sociali che questo realizza si riducono ulteriormente e con questo Decreto “pagano” con 3 milioni le conseguenze della guerra in Medio Oriente. Il costo ricadrà segnatamente sul tessuto socio-economico del Paese che il non profit cura e rinforza e, come sempre, sui più vulnerabili a cui si rivolge principalmente l’azione del Terzo Settore»: così il portavoce del Forum del Terzo Settore Moretti commenta le conseguenze del cosiddetto “Decreto Carburanti”
«Il “Decreto Carburanti” punisce la sanità, l’istruzione, la cultura, il welfare, la cooperazione allo sviluppo, il Terzo Settore e tutto il mondo del sociale in un momento di grave crisi, dovuta alla guerra in Medio Oriente, che si fa sentire soprattutto sui più fragili. Si tratta infatti di un provvedimento che taglia su settori nevralgici del nostro Paese e che fa intravedere un aggravamento degli squilibri sociali già evidenti. Mentre gli effetti sui prezzi di benzina, diesel e GPL, in assenza di provvedimenti strutturali, svaniranno in fretta, il peso dei tagli sul sistema di welfare e sul Terzo Settore avrà ricadute ben più lunghe e pesanti»: lo dichiara in una nota Giancarlo Moretti, portavoce del Forum del Terzo Settore, commentando l’approvazione al Senato del cosiddetto “Decreto Carburanti”, passato ora alla Camera, provvedimento che prevede il taglio temporaneo delle accise sui carburanti, in risposta alla nuova fase di tensione sui prezzi energetici.
«I capitoli di bilancio sul Terzo Settore già insufficienti a sostenere i progetti sociali che questo realizza – aggiunge Moretti – si riducono ulteriormente e “pagano” con 3 milioni le conseguenze della guerra in Medio Oriente. Il costo ricadrà segnatamente sul tessuto socio-economico del Paese che il non profit cura e rinforza e, come sempre, sui più vulnerabili a cui si rivolge principalmente l’azione del Terzo Settore».
«Notiamo per altro un grande escluso dai tagli ai Ministeri con cui il “Decreto Carburanti” verrà finanziato – conclude il Portavoce del Forum – ed è il Ministero della Difesa, una scelta che riteniamo incomprensibile e non condivisibile. La guerra, infatti, oltre ai danni sulle popolazioni direttamente colpite, sta già impoverendo persone, famiglie e comunità nel nostro Paese: utilizzare quindi le già poche risorse destinate al welfare per finanziare una misura del tutto inadeguata ad affrontare la drammatica fase che stiamo attraversando, non farà che peggiorare il quadro già critico». (S.B.)
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A questo link vi è l’elenco completo di tutti i soci e degli aderenti al Forum Nazionale del Terzo Settore, tra cui anche la FISH (Federazione Italiana per i Diritti delle Persone con Disabilità e Famiglie).
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