No a standard al ribasso per gli assistenti all’autonomia e alla comunicazione!

Forte preoccupazione e netta contrarietà viene espressa dalla FISH, rispetto a quanto contenuto in una Proposta di Legge attualmente all’esame della Camera, sulla disciplina dei requisiti di accesso alla professione di assistente per l’autonomia e la comunicazione. «Con tale Proposta di Legge – si legge in una nota della Federazione – si rischia di determinare un grave arretramento nella qualità dei servizi rivolti agli alunni e studenti con disabilità»

Assistente all'autonomia e alla comunicazione insieme a un bimboForte preoccupazione e netta contrarietà viene espressa dalla FISH (Federazione Italiana per i Diritti delle Persone con Disabilità e Famiglie), rispetto a quanto contenuto nella Proposta di Legge AC 2771 (Modifiche al decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 66, in materia di promozione dell’inclusione scolastica degli studenti con disabilità), attualmente all’esame della Camera, sulla disciplina dei requisiti di accesso alla professione di assistente per l’autonomia e la comunicazione. «La disposizione contenuta all’articolo 1, comma 1, lettera a), comma 4-bis – si legge a tal proposito in una nota della Federazione -, rischia di determinare un grave arretramento nella qualità dei servizi rivolti agli alunni e studenti con disabilità, compromettendo il pieno esercizio del diritto allo studio e l’effettiva inclusione scolastica. La proposta, così come formulata, introduce infatti requisiti disomogenei e inadeguati, privi di un solido impianto formativo nazionale. Si tratta di una scelta che non garantisce standard minimi uniformi e che rischia appunto di tradursi in una riduzione della qualità degli interventi educativi e assistenziali».
La FISH evidenzia in particolare la mancanza di una formazione obbligatoria e strutturata sulle principali modalità di comunicazione e intervento (Braille, CAA-Comunicazione Aumentativa Alternativa, metodologie comportamentali e altre competenze fondamentali), nonché «l’ingiustificata equiparazione tra percorsi formativi qualificati ed esperienze lavorative prive di adeguata preparazione».

Per tali ragioni, dunque, la Federazione ha formalmente proposto un emendamento che prevede un requisito formativo chiaro, omogeneo e di livello universitario, «ritenuto indispensabile per garantire competenze adeguate in un ambito di così elevata rilevanza sociale».
«La qualità dell’inclusione scolastica passa dalla qualità delle professionalità coinvolte – concludono dalla FISH – e il percorso educativo di ogni alunno e ogni alunna con disabilità è un diritto inalienabile sancito dalla nostra Carta Costituzionale e dalla Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità. Invitiamo pertanto il Parlamento a rivedere la norma accogliendo l’emendamento da noi proposto, oltre a ribadire la nostra disponibilità a contribuire al confronto istituzionale». (S.B.)

Per ulteriori informazioni: [email protected].
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