Rafforzare il welfare, contrastare le disuguaglianze economiche e nell’accesso ai diritti, realizzare una transizione al tempo stesso ecologica e sociale: sono le tre linee direttrici lungo le quali, secondo il Forum Nazionale del Terzo Settore, è necessario investire nella prossima Legge di Bilancio, che a tal proposito ha presentato a Roma, ad una serie di esponenti del Governo e del Parlamento, il proprio documento intitolato “La persona prima di tutto”
Rafforzare il welfare per affrontare le trasformazioni demografiche, contrastare le disuguaglianze economiche e nell’accesso ai diritti, realizzare una transizione che sia al tempo stesso ecologica e sociale: sono le tre linee direttrici lungo le quali, secondo il Forum Nazionale del Terzo Settore, è necessario investire nella prossima Legge di Bilancio, con l’obiettivo, come è stato detto, «non di distribuire risorse tra capitoli separati, ma di costruire un nuovo, indispensabile equilibrio tra sviluppo economico, giustizia sociale e sostenibilità ambientale, in un Paese che vede consolidarsi sempre di più problemi strutturali».
Contenute nel documento intitolato La persona prima di tutto (disponibile integralmente a questo link), le proposte del Forum in vista della Legge di Bilancio per il 2027, sono state presentate a Roma, come avevamo segnalato nei giorni scorsi, ad una serie di esponenti del Governo e del Parlamento.
«Il sottofinanziamento della prevenzione, dei servizi sociali, del sistema sanitario, dell’educazione, della cultura e della tutela ambientale – si legge tra l’altro nel documento – può produrre un risparmio immediato – – ma genera nel medio periodo costi sociali e per la salute, riduce le opportunità di sviluppo e indebolisce la fiducia nelle Istituzioni».
Il Forum ha individuato quindi, all’interno di ciascuna delle tre dimensioni considerate prioritarie (demografia, disuguaglianze e ambiente), alcuni investimenti specifici tra i quali l’incremento del fondo nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici e l’ecobonus per l’efficientamento energetico degli edifici; il ripristino delle risorse per la cooperazione internazionale allo sviluppo; l’aumento del fondo “Dopo di Noi” e quello per il riconoscimento dei caregiver; risorse adeguate per attuare la riforma sulla non autosufficienza e sulla disabilità; maggiore investimento sull’accoglienza diffusa e sui servizi di integrazione dei migranti.
Il documento contiene anche le macro-voci di spesa da cui lo Stato potrebbe, almeno in parte, recuperare i costi degli investimenti, tra cui «lo stop alla corsa al riarmo, il contrasto all’evasione fiscale e la promozione del lavoro femminile».
Il Forum ha posto altresì l’attenzione anche sulle politiche per il Terzo Settore e sul Piano d’Azione Nazionale sull’Economia Sociale, chiedendo, tra le altre cose, l’adeguamento del tetto al 5 per mille, la riduzione dell’imposta IRAP per gli enti non commerciali, l’aumento del fondo per i progetti svolti dal Terzo Settore e di quello per il riutilizzo a fini sociali dei beni confiscati.
«Con questa nostra iniziativa –dichiara Giancarlo Moretti, portavoce del Forum Terzo Settore – vogliamo indicare alle Istituzioni una strada per iniziare a incidere alla radice dei problemi che viviamo, non limitandoci alla superficie. È la prima volta che presentiamo le nostre idee in anticipo rispetto alla discussione della Manovra e ci auguriamo che Governo e Parlamento riconoscano la necessità di intervenire nella direzione del bene comune. Siamo consapevoli dei vincoli finanziari, ma siamo anche convinti che la sostenibilità dei conti pubblici e quella sociale non possono essere considerate obiettivi alternativi, oggi più che mai. Il Terzo Settore, operando sui territori e insieme alle persone, ha un punto di vista peculiare sui bisogni e le fratture sociali: per questo diciamo che la sicurezza la si costruisce soprattutto con gli investimenti sociali, riducendo il disagio, garantendo accesso alla salute e ai servizi. La Legge di Bilancio sarà anche un primo banco di prova importante per l’attuazione del Piano sull’Economia Sociale: ci aspettiamo infatti un impegno concreto per dare possibilità vere a un’economia più sana e inclusiva».
«Le tre dimensioni che abbiamo individuato – sottolinea dal canto suo Stefano Tassinari, componente dell’Esecutivo del Forum Terzo Settore – sono strettamente connesse l’una all’altra perché una società che invecchia ha bisogno di più servizi e opportunità per i giovani e le famiglie; una crisi climatica non affrontata aggrava disuguaglianze e povertà; il ridursi della popolazione e la carenza di servizi essenziali significano diritti negati e costi enormi per le famiglie. Intervenire su questi fronti rafforzando il welfare è determinante per recuperare produttività e distribuire valore, perché dà fiducia, protagonismo e valore alle persone, alle famiglie e alle comunità». (S.B.)
Per ulteriori informazioni: [email protected].
A questo link vi è l’elenco completo di tutti i soci e degli aderenti al Forum Nazionale del Terzo Settore, tra cui anche la FISH (Federazione Italiana per i Diritti delle Persone con Disabilità e Famiglie).
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