«Il valore del PEI (Piano Educativo Individualizzato) – scrivono tra l’altro dall’Associazione ABC Italia, a proposito del “Decreto Scuola” che tanto sta facendo discutere in questi giorni – risiede proprio nel processo collegiale e nella qualità della progettazione inclusiva che lo genera. Spostare nuovamente l’attenzione sulla sola attribuzione burocratica delle risorse significa compiere un enorme passo indietro rispetto ai diritti degli studenti e delle studentesse con disabilità»
Sulla questione riguardante il PEI (Piano Educativo Individualizzato) degli studenti e delle studentesse con disabilità, nell’àmbito del recente cosiddetto “Decreto Scuola”, tema al quale abbiamo dedicato in questi giorni già numerosi contributi (in calce l’elenco dei testi da noi pubblicati), riceviamo anche quello di ABC Italia (Associazione Bambini Cerebrolesi), che segnala come esso sarà tra gli argomenti della maratona in streaming organizzata per la serata di oggi, 2 ottobre, intitolata Inclusione: a che punto siamo davvero? e già ampiamente presentata anche sulle nostre pagine.
Parlare di una “sburocratizzazione” del PEI (Piano Educativo Individualizzato) va contro il senso stesso dell’inclusione scolastica. Il PEI non è uno strumento burocratico, abbiamo impiegato anni per farlo capire, abbiamo scritto delle linee guida per i nuovi modelli di esso che dicono esattamente il contrario, perché si tratta di uno strumento quotidiano di incontro tra i docenti curricolari, di sostegno, gli enti locali, la sanità e le famiglie. Queste ultime vogliono incontrarsi per ragionare insieme del PEI dei propri figli, non è affatto, per loro, un peso burocratico e tanto meno per le scuole, perché anche per gli insegnanti è uno strumento di lavoro.
L’inclusione necessita di un confronto continuo ed è ovvio che l’alunno che incontriamo a settembre non è più lo stesso alunno che abbiamo a maggio dello stesso anno scolastico. Già questo fa capire quanto sia importante avere gli spazi e i tempi per un monitoraggio e una valutazione periodica del PEI e quindi dell’andamento educativo e didattico dell’alunno con disabilità durante l’anno.
Per quanto riguarda il GLO (Gruppo di Lavoro Operativo per l’Inclusione), esso e un momento di incontro collettivo, democratico, multidisciplinare e abbiamo impiegato anni per arrivare a questa conquista. Se la scelta di rinunciare all’obbligatorietà del PEI annuale fosse confermata, la troviamo veramente offensiva.
Ci riferiamo naturalmente al Decreto Legge 170/26, attuativo da ieri, 1° ottobre, emanato dal ministro dell’Istruzione e del Merito Valditara, rispetto al quale esprimiamo una dura e ferma contestazione, se è vero che l’impostazione complessiva di esso appare fortemente diseducativa per le Istituzioni, per gli operatori della scuola, per i referenti sanitari, per il personale amministrativo e per le famiglie.
Con questo provvedimento, infatti, si rischia di smantellare il percorso di civiltà e di inclusione avviato con il Decreto Legislativo 66/17 e consolidato negli ultimi anni, riducendo l’elaborazione del PEI a un mero adempimento burocratico.
Nel dettaglio, contestiamo con forza i seguenti punti chiave del Decreto:
° Riduzione della progettazione educativa a conteggio delle ore: il PEI non può e non deve essere ridotto a un documento funzionale solo a determinare il “monte ore” di sostegno o a una mercificazione delle risorse. La progettazione inclusiva richiede osservazione, valutazione, corresponsabilità e un confronto costante tra diverse professionalità e famiglie. La quantificazione delle risorse deve essere la conseguenza di questo processo, non il suo punto di partenza.
° Approvazione del PEI senza il GLO al completo: prevedere che il PEI sia valido e approvato anche in assenza di una delle componenti del Gruppo di Lavoro Operativo crea un grave precedente. Scambiare infatti la semplice “presenza fisica” con la reale partecipazione trasforma la semplificazione procedurale in un alibi per tagliare fuori le famiglie e i servizi sanitari, azzerando la corresponsabilità costruita con anni di sforzi.
° Inaccettabili automatismi e appiattimento sulle ore di sostegno: fissare in via prioritaria il mantenimento delle ore dell’anno precedente, o prevedere adeguamenti prevalentemente ai passaggi di ciclo, incentiva un rigido automatismo. In questo modo si rischia di appiattire l’intero percorso formativo di un alunno su parametri statici, in totale contrasto con i princìpi educativi e con la natura dinamica del PEI.
Il valore del PEI, affermiamo in conclusione, risiede proprio nel processo collegiale e nella qualità della progettazione inclusiva che lo genera. Spostare nuovamente l’attenzione sulla sola attribuzione burocratica delle risorse significa compiere un enorme passo indietro rispetto ai diritti degli studenti e delle studentesse con disabilità.
Per tali ragioni, chiediamo l’immediato ritiro del testo normativo e l’apertura di un confronto reale che tuteli la dignità della progettazione scolastica e il diritto a una vera inclusione.
*ABC Italia è l’Associazione Bambini Cerebrolesi.
Alla questione trattata nel presente contributo abbiamo dedicato i seguenti testi: Ma il Piano Educativo Individualizzato non è un impiccio burocratico! di ANFFAS Nazionale e AIPD Nazionale (a questo link); I nostri figli con disabilità non sono una pratica da snellire! di Marie Helene Benedetti (a questo link); Tutti quelli che dicono: il Piano Educativo Individualizzato non è affatto un impiccio burocratico! (a questo link); Piani Educativi Individualizzati di studenti e studentesse con disabilità: il Ministro scrive ai genitori (a questo link); Ancora a proposito dei Piani Educativi Individualizzati degli studenti e delle studentesse con disabilità di Roberto Speziale e Gianfranco Salbini (a questo link).
Articoli Correlati
- L’arte elogia la follia: la malattia mentale nelle opere dei grandi artisti Spazia dal Medioevo ai giorni nostri il ricco approfondimento dedicato al rapporto tra arte e follia, curato da Stefania Delendati, che scrive tra l’altro: «In un certo senso l’arte, se…
- Se la disperazione diventa un mercato: terapie ingannevoli e autismo Continuano ad emergere casi di genitori che, sopraffatti dalla disperazione, cadono vittime di percorsi alternativi e truffe in cerca di cure e soluzioni per l’autismo. Ringraziamo dunque con particolare calore…
- Spingere per un reale cambiamento o "adagiarsi" sull'alibi del rinvio della Riforma? «A seguito della decisione di spostare al 1° gennaio 2027 l’attuazione della cosiddetta "Riforma sulla disabilità", abbiamo assistito a molteplici interventi che, seppure con alcuni distinguo, si possono dividere tra…