Ancora a proposito dei Piani Educativi Individualizzati degli studenti e delle studentesse con disabilità

di Roberto Speziale e Gianfranco Salbini*
Rispetto alla questione riguardante il PEI (Piano Educativo Individualizzato) di studenti e studentesse con disabilità nel recente “Decreto Scuola”, dopo avere dato spazio in questi giorni alla lettera inviata ai genitori dal ministro dell’Istruzione e del Merito Valditara e ad altri contributi, riceviamo oggi e pubblichiamo un’ulteriore “Opinione” dai Presidenti delle Associazioni ANFFAS e AIPD

Ragazza con sindrome di Down che scriveRiceviamo e diamo spazio all’intervento congiunto dei Presidenti di ANFFAS (Associazione Nazionale di Famiglie e Persone con Disabilità Intellettive e Disturbi del Neurosviluppo) e AIPD (Associazione Italiana Persone con Sindrome di Down), successivo a una lettera inviata ai genitori dal ministro dell’Istruzione e del Merito Valditara. Sulla medesima questione riguardante principalmente il PEI (Piano Educativo Individualizzato) di studenti e studentesse con disabilità nel recente “Decreto Scuola”, indichiamo in calce i contributi già pubblicati dal nostro giornale.

Il ministro dell’Istruzione e del Merito Valditara ha voluto indirizzare a tutti noi genitori una lettera a sua firma, per spiegare i contenuti e gli effetti del Decreto da lui stesso recentemente proposto al Consiglio dei Ministri.
Non abbiamo motivo di dubitare sulle buone intenzioni del Ministro, ma ci chiediamo se egli conosca concretamente le tante, troppe traversie che le famiglie quotidianamente sono costrette ad affrontare per vedere garantito il diritto all’inclusione scolastica dei propri figli con disabilità e questo nonostante le tante leggi che ci dovrebbero tutelare. Attenuare queste tutele, ancorché motivandole con motivi legati alla “semplificazione”, porta con sé il concreto rischio di cancellare l’inclusione e bloccare i diritti dei nostri figli.
Per questo motivo riteniamo doveroso tornare ad intervenire congiuntamente per ribadire e chiarire ulteriormente alcuni aspetti di non poco rilievo per il futuro dei nostri figli e per la qualità del sistema inclusivo del nostro Paese, rivolgendoci agli stessi genitori a cui il Ministro scrive, per decostruire una narrazione che nasconde, sotto le mentite spoglie della “semplificazione burocratica”, una gravissima e unilaterale inversione di marcia sul diritto all’inclusione scolastica.

° Il PEI (Piano Educativo Individualizzato) non è burocrazia e non è una scartoffia scolastica. È lo strumento costituzionale e pedagogico con cui la scuola, la famiglia e i servizi sanitari progettano, anno dopo anno, l’inclusione dello studente sulla base della sua crescita e dei suoi reali cambiamenti. Considerare l’aggiornamento annuale un appesantimento burocratico significa negare la natura dinamica dello sviluppo dei bambini e dei ragazzi, riducendo l’inclusione a una pratica statica da aggiornare solo “al bisogno”.
° Dietro la promessa di “conferma” si cela il rischio concreto di una cristallizzazione dei sostegni dettata unicamente da esigenze economiche e di bilancio dello Stato. Se le ore vengono bloccate a monte nel passaggio da un anno all’altro per «programmare al meglio gli organici», chiedere un aumento delle ore diventerà una strada in salita per i genitori, costretti a scontrarsi con tetti di spesa rigidi e, purtroppo, a dover ricorrere nuovamente ai tribunali per vedere riconosciuti i diritti dei propri figli.
° Sanare l’inefficienza del sistema (come la cronica carenza di personale medico delle ASL) consentendo di deliberare a ranghi ridotti non è un favore fatto alle famiglie. Al contrario, indebolisce e svaluta l’organo collegiale. Il GLO () funziona se c’è unione e corresponsabilità scientifica e pedagogica. Permettere l’approvazione del PEI senza figure chiave significa spianare la strada a decisioni unilaterali della scuola, lasciando i genitori ancora più soli.

Caro Ministro, la condivisione della responsabilità educativa non si fa tagliando i momenti di confronto obbligatori, né escludendo dal tavolo le Associazioni maggiormente rappresentative, esautorate da questo provvedimento. Chiediamo a tutti i genitori di prestare la massima attenzione: di buone intenzioni è lastricata la via dell’inferno. Questa non è semplificazione, è un arretramento dei diritti che non siamo disposti ad accettare.
Le persone con disabilità e le famiglie di ANFFAS e di AIPD chiedono l’immediato ritiro o la profonda revisione di queste norme in sede di conversione del Decreto e invitano le famiglie a rimanere unite al fianco delle Associazioni che operano da sempre a tutela dei diritti e del futuro dei propri figli con disabilità.

°Rispettivamente Presidente dell’ANFFAS (Associazione Nazionale di Famiglie e Persone con Disabilità Intellettive e Disturbi del Neurosviluppo) e dell’AIPD (Associazione Italiana Persone con Sindrome di Down).

Alla questione trattata nel presente contributo abbiamo dedicato i seguenti testi: Ma il Piano Educativo Individualizzato non è un impiccio burocratico! di ANFFAS Nazionale e AIPD Nazionale (a questo link); I nostri figli con disabilità non sono una pratica da snellire! di Marie Helene Benedetti (a questo link); Tutti quelli che dicono: il Piano Educativo Individualizzato non è affatto un impiccio burocratico! (a questo link); Piani Educativi Individualizzati di studenti e studentesse con disabilità: il Ministro scrive ai genitori (a questo link).
Share the Post: